Pugno alzato per la prima stagionale per Gianni Moscon © Bettiniphoto
Pugno alzato per la prima stagionale per Gianni Moscon © Bettiniphoto

Good morning, Captain

Alla Coppa Agostoni c’è solo Gianni Moscon: attacco da lontano e successo, solo Taaramäe all’altezza. E Cassani gongola

Davide Cassani può tirare un sospiro di sollievo. L’avvicinamento a Innsbruck è stato un autentico incubo per il ct della nazionale italiana: un Nibali che dopo l’incidente accorso al Tour sembra faticare nel trovare la gamba migliore, un Fabio Aru che ha letteralmente perso la bussola, prima ancora che la condizione, e gli incidenti disciplinari di Gianni Moscon hanno trasformato quella che doveva essere una nazionale-faro in una delle tante comprimarie, costrette a sperare in qualche attacco da lontano. Non sarà forse una nazionale a tre punte, ma non sarà neanche una formazione senza punte: con una prova superlativa di forza e carattere, Gianni Moscon ha dimostrato alla Coppa Agostoni odierna che l’uomo su cui puntare al mondiale sarà lui, senza se e senza ma. E gli altri al più potranno essere seconde punte, o aiutarlo nella causa.

Si dirà: d’accordo, ma è una corsa comunque modesta, se paragonata alla Vuelta. Vero, modesta, ma non senza riferimenti che permettessero di dare una valutazione convincente: Romain Bardet, uno degli uomini che la Francia porterà per fare la corsa (assieme a quello che al momento può considerarsi il favorito numero 1, Julian Alaphilippe), è stato letteralmente schiantato sul Colle Brianza: uno che al Tour è andato sul podio. E Damiano Caruso, uno dei nostri principali uomini di supporto per il mondiale, nonostante sia riuscito a stare con Gianni sul Brianza, ha dimostrato allo stesso modo crollando nel finale che c’è un gap tra lui ed il 24enne trentino, tale da giustificare un ruolo di gregariato per il primo ed un ruolo da capitano per il secondo.

Fuga consistente, c’è Angel Madrazo
Ma torniamo a raccontare come si è arrivati al primo successo stagionale di Moscon. Partenza e arrivo da Lissone, con il circuito Sirtori-Colle Brienza – Lissolo da ripetere 3 volte, l’ultimo scollinamento a 45 km dall’arrivo. Corsa combattuta già in partenza, con un a fuga di 8 ciorridori che si avvia solo dopo 22 km: dentro Davide Orrico (Voralberg Santic), Anthony Delaplace (Fortuneo-Samsic), Dimitri Bussard (Svizzera), Angel Madrazo (Delko Marseille), Davide Gabburo e Marco Bernardinetti (Amore&Vita), Evgeny Kobernyak (Gazprom-RusVelo) e Omer Goldstein (Israel Cycling Academy). Un drappello di più che onesti pedalatori, che arriva a raggiungere un vantaggio di quasi 8’ al primo scollinamento sul Colle Brianza, dopo 75 km.
Coi passaggi sul circuito brianzolo il drappello perde pezzi: Bernardinetti è il primo a perdere contatto già al primo passaggio sul Lissolo; all’inizio del secondo giro Koberniak e Bussard si staccano già a Sirtori, mentre Goldstein si finisce sul Brianza. Si riduce anche il vantaggio, col Team Sky che non nasconde la volontà di fare corsa per Gianni Moscon tirando dal principio  principalmente con l’esordente Eddie Dunbar, vittima dello sfacelo dell’Aqua Blue Sport; collaborano anche Bahrain-Merida e Wilier Triestina.

Moscon spacca la corsa ai -55
Il terzo passaggio sul Colle Brianza fa da spariacque della corsa; davanti restano in 3 col cedimento di Gabburo, e Madrazo, 2° al Giro dell’Emilia nel 2014, mostra di averne comunque più di Orrico e Delaplace. Dietro è Edoardo Zardini (Wilier-Triestina) il primo ad attaccare, ma è molto più convincente l’azione di Gianni Moscon a metà salita, devastante per tutti, anche per Damiano Caruso, capitano della nazionale, che gli resta attaccato con lo sputo; non ce la fa invece Romain Bardet (Ag2r-La Mondiale), staccato e costretto tra i primi inseguitori con Finetto, Wackermann, Gasparotto ed un pimpante Marc Hirschi, in corsa con la nazionale svizzera e non ancora professionista (l’anno prossimo correrà in maglia Sunweb).
In cima, Moscon Caruso si portano sui primi 3, per poi staccare Orrico e Delaplace sul Lissolo, dove è sempre Moscon a fare il passo, con poche interruzioni. Saggiamente non esagera, tenendo comunque a ruota l’encomiabile Madrazo. Dietro, il gruppo inseguitore si rimescola ancora, selezionandosi sulla spinta di Romain Bardet a 7 elementi: con lui Marc Hirschi (Svizzera), Luca Wackermann (Bardiani CSF), Pierpaolo Ficara (Amore & Vita), Rein Taaramäe (Direct Énergie), Ivan Rovny (Gazprom-Rusvelo), più il ripreso Delaplace.

Inseguimento in pianura: Taaramäe evade dalla fuga
I 33 km che separano la fine della discesa del Lissolo dall’arrivo, tutti in pianura, non risulteranno noiosi. Da una parte, il trio di testa viaggia con 40” sui primi inseguitori, con Madrazo inevitabilmente a servizio limitato; dall’altra, il gruppo principale è estremamente ridotto e senza energie, costringendo altri 4 uomini di peso, ossia Enrico Gasparotto (Bahrain-Merida), Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli), Mauro Finetto (Delko Marseille) e Mauro Santaromita (Nippo – Vini Fantini) a muoversi per rientrare sul primo gruppo inseguitore, portando dentro anche Orrico.
Col gruppo alla deriva, niente arrivo in volata come in altre occasioni, e 15 corridori a giocarsi il successo.
L’aggancio dei 5 avviene a -24 dall’arrivo, ma c’è chi non gradisce e se ne va: è Rein Taaramäe, il quale parte sornione, ma poco alla volta riesce a colmare il gap che lo separava dal trio di testa, il quale comincia a mostrare stanchezza. Ai – 18, poco dopo il primo passaggio sulla linea d’arrivo, Taaramäe riesce ad agganciare la testa della corsa, mentre dietro l’organizzazione degli inseguitori si riavviva, facendo scendere il vantaggio fino a 17” al secondo passaggio ai -10.

Taaramäe indiavolato ma Moscon oggi è imbattibile
Appare chiaro che per giungere all’arrivo bisognerà liberarsi della zavorra. È così Taaramäe stesso, in gara con il diabolico numero 66, a prendere i’iniziativa ai -7, portando con sé il solo Moscon: anche Caruso risulta ormai finito, dopo aver dato probabilmente troppo per restare a ruota di Moscon in seguito al suo attacco. Quando Caruso e Madrazo vengono riassorbiti, il vantaggio sale di nuovo a 24”: la collaborazione tra l’estone ed il trentino è ottima fino alla fine ed appare chiaro che se la giocheranno, allo sprint. Dove il povero Taaramäe non ha speranze di prevalere, e l’ex-promessa estone dovrà accontentarsi del secondo posto, dopo una delle sue più belle prestazione in assoluto nelle corse in linea; mentre per Gianni Moscon, strano a dirsi, è il primo successo dopo una stagione finora sfortunata e devota ai capitani.

Il terzo posto va a Enrico Gasparotto, il quale si muove dall’ormai scomposto drappello inseguitore con un ritrovato Luca Wackermann nei chilometri finali, per poi batterlo allo sprint a 23” dal vincitore; arrivano a 30” i restanti, con gli élite Pierpaolo Ficara e Davide Orrico che trovano dei buoni piazzamenti per dar linfa alla loro carriera; settimo l’altro fuggitivo Delplace, ottavo l’ottimo Hirschi, a questo punto uno degli uomini da tenere d’occhio per la prova under 23 di Innsbruck, il quale precede Rovny e Gavazzi.

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