Juan José Lobato zittisce tutti e conquista la Coppa Sabatini © Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini
Juan José Lobato zittisce tutti e conquista la Coppa Sabatini © Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini

Tutti zitti, parla Lobato

Coppa Sabatini, lo spagnolo della Nippo sorprende con un colpo da finisseur e centra il primo successo del 2018. Sul podio Colbrelli e Moscon

A molti, quasi a tutti, capita di sbagliare. Nella lista c’è anche il nome di Juan José Lobato: nel dicembre scorso, mentre era in ritiro con il suo Team LottoNL-Jumbo, ha utilizzato farmaci non dopanti (sonniferi, nella fattispecie) senza informare il medico della squadra. Risultato? Rescissione consensuale del contratto e una carriera vicina allo stop. A febbraio la Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini decide di offrirgli un’opportunità, ingaggiandolo per il 2018: le prime gare sono difficili, data la scarsa preparazione invernale. Con il passare dei mesi il livello aumenta e oggi si è finalmente rivisto quel Juanjo ammirato con la Movistar.

In sei all’attacco poco dopo il via
La storica corsa organizzata dall’US Pecciolese, che ieri si è incaricata di mettere in scena un bel Giro della Toscana, è ovviamente quella che si disputa sul proprio territorio comunale, vale a dire la Coppa Sabatini. Partenza e arrivo a Peccioli, con un circuito finale di 12.2 km da ripetere sei volte e caratterizzato ovviamente dallo strappetto che porta, dopo 195.9 km, sul traguardo pisano.

La fuga di giornata si forma già al km 2: la compongono Nikolai Cherkasov (Gazprom-RusVelo), Eduard Grosu (Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini), Fausto Masnada (Androni Giocattoli-Sidermec), Emmanuel Morin (Cofidis, Solutions Crédits), Sebastian Schönberger (Wilier Triestina-Selle Italia) e Edoardo Zardini (Wilier Triestina-Selle Italia). Provano vanamente ad accordarsi anche Nicolò Garibbo (D’Amico Utensilnord) e Denis Nerkasov (Gazprom-RusVelo).

Masnada stacca i colleghi e prova l’assolo
Il gruppo lascia fare i sei attaccanti: al km 20 il gap è di 5’20” che aumenta a 5’50” al km 30. L’apice massimo è toccato al km 33 quando il disavanzo ammonta a 6’10”. Le formazioni maggiormente interessate a lavorare sono Bahrain Merida e Groupama-FDJ che controllano senza affannarsi la situazione, tanto che al km 80 il distacco è nell’ordine dei 5’30”. La corsa prosegue così senza sussulti né davanti né dietro, con il classico canovaccio che del gruppo che gestisce il recupero.

Ai 50 km dal termine, quando il divario è di 2’10”, Zardini prova il forcing sulle prime rampe della salita di Peccioli: Grosu e Morin mollano subito, Schönberger poco dopo. Solo Cherkasov e Masnada, dunque, restano con il veronese, transitando sotto il traguardo con 1’53” sul gruppo tirato dalla Groupama-FDJ con Arthur Vichot. Del trio di testa il più pimpante è Masnada: il bergamasco, in un tratto di pianura ai meno 40 km, attacca di potenza riuscendo a distanziare i colleghi.

Ripreso l’Androni, nascono nuovi tentativi
Il ritmo dell’ex Colpack non è per nulla malvagio: il lombardo può iniziare il terzultimo giro del tracciato con 16″ su Zardini e 1’30” sul plotone che, controllato dalla AG2R La Mondiale, riassorbe Cherkasov proprio sotto il passaggio. Masnada prosegue con un buon passo e ai meno 30 km porta a 30″ il vantaggio su Zardini mentre conserva 1’20” sul gruppo. Ma, per entrambi, l’avventura ha poco seguito: il veneto viene ripreso ai meno 25 km, proprio all’attacco della salita di Peccioli, mentre dal gruppo cerca di avvantaggiarsi Axel Domont (AG2R La Mondiale), subito marcato e annullato da Diego Rosa (Team Sky) e Elie Gesbert (Team Fortuneo-Samsic).

Masnada, invece, dopo essere transitato sotto il traguardo con 35″, viene ripreso a 22 km dalla fine da un gruppetto di una decina di elementi formatosi in discesa, con Durasek, Montaguti, Morabito e Visconti tra i componenti. Ma il plotone si fa subito sotto e, da esso, cerca il contrattacco Giuseppe Fonzi. L’abruzzese resta in avanscoperta per 8 km fin quando che, sulla penultima salita a Peccioli, si muovono Benoît Cosnefroy (AG2R La Mondiale), Enrico Gasparotto (Bahrain Merida) e Xandro Meurisse (Wanty-Groupe Gobert) che si tirano dietro, iniziando l’ultimo giro, una dozzina di colleghi.

Si muove anche Bardet, all’ultimo km gruppo compatto
Fra di loro ve ne è uno che attacca subito dopo il traguardo, lì dove la pendenza aumenta. È Romain Bardet che, ancora una volta, dimostra di attraversare un eccellente stato di forma che ne fa uno dei principali outsider per Innsbruck. Il francese della AG2R La Mondiale parte in tromba cercando una splendida sparata ma in discesa viene ripreso ai meno 10.2 km da Sebastián Henao (Team Sky), il già citato Xandro Meurisse e Giovanni Visconti (Bahrain Merida).

Il quartetto trova subito l’accordo per collaborare tranne per Henao, che dall’auricolare riceve il diktat di restare a ruota. Dietro lavora solo il Team Dimension Data che riesce, con Jacques Janse van Rensburg e Ben O’Connor a tirare, a rioperare il ricongiungimento ai meno 8.3. Da qui inizia la fase di lotta fra le formazioni, tutte interessate a portare nella miglior posizione i rispettivi capitani ai piedi dello strappo conclusivo: Androni, Delko, Israel, Sky, UAE, Wanty, queste ed altre formazioni sgomitano fino al tornante a sinistra che è il preludio all’ultimo km e all’ascesa finale.

Albanese ci prova ma cade, attacco secco di Lobato
Già dalle prime rampe si muove Vincenzo Albanese. Il campano della Bardiani CSF guadagna qualche metro con la Androni che tira il gruppo. Ma il giovane campano, in un tornante a sinistra, finisce a terra quando ha ancora qualche metro di margine: fortunatamente nessun’altro viene coinvolto e così il talentuoso ventiduenne, pur se arrabbiato per come si è concluso il proprio tentativo, può risalire in sella senza alcuna conseguenza.

Pochi metri dopo, con il plotone che vive un momento di assestamento, si assiste ad uno scatto: a 400 metri dal termine, sul lato destro della carreggiata, si muove Juan José Lobato. Lo spagnolo va su fortissimo in un arrivo decisamente adatto alle sue caratteristiche e guadagna sul gruppo, nel quale Giovanni Visconti si sacrifica per capitan Sonny Colbrelli. Il siciliano, non fresco dopo i movimenti precedenti, non riesce a ricucire. Anzi.

Lo spagnolo resiste e vince, sul podio Colbrelli e Moscon
Juan José Lobato incomincia il rettilineo finale di 150 metri con un margine discreto. Che riesce a tenere sino all’arrivo, andando a tagliare il traguardo zittendo tutti. Per il ventinovenne andaluso è il primo successo stagionale, lui che nelle ultime settimane era piaciuto con il quarto posto alla Bernocchi e il quinto a Brussels. Per la Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini è la decima vittoria stagionale, la prima in Italia e, senza ombra di dubbio, la più prestigiosa.

Seconda posizione per Sonny Colbrelli (Bahrain Merida), che ripete il risultato dell’anno scorso. Terzo Gianni Moscon (Team Sky), sempre più convincente in chiave Mondiale. La Nippo festeggia anche per il quarto posto di Marco Canola (Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini). Completano la top 10 Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli-Sidermec), Julien Simon (Cofidis, Solutions Crédits), Dion Smith (Wanty-Groupe Gobert), Benoît Cosnefroy (AG2R La Mondiale) e Warren Barguil (Team Fortuneo Samsic). Domani giorno di riposo e la Ciclismo Cup riprende sabato con il Memorial Pantani.

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