La vittoria di Davide Ballerini a Pescara © Trofeo Matteotti
La vittoria di Davide Ballerini a Pescara © Trofeo Matteotti

Ballerini, le danze continuano

Dopo il Memorial Pantani, il corridore dell’Androni conquista anche il Trofeo Matteo davanti a Visconti e Tizza

Ci sono periodi caratterizzati dal cosiddetto “stato di grazia”, in cui tutto viene estremamente facile, la catena appare così leggera da non sentirla e le gambe girano che è una meraviglia, permettendo così di aver ragione anche su avversari, sulla carta, decisamente più quotati. Accade esattamente questo a Davide Ballerini, altro enfant prodige dell’Androni di Gianni Savio che ventiquattr’ore dopo un’affermazione di giustezza al Memorial Marco Pantani, si è ripetuto anche al Trofeo Matteotti, sfoderando un’altra volata magistrale.

Terza vittoria stagionale per l’atleta comasco, sempre più corridore completo (forte sul passo, resistente sulle medie salite e dotato di eccellente spunto veloce) che nel 2019 sarà particolarmente atteso al debutto nel World Tour con la casacca dell’Astana. Una conclusione allo sprint che ha visto protagonisti i poco più di trenta protagonisti capaci di animare quasi per intero questa 71ª edizione, che costituiva l’ultimo banco di prova per coloro che ancora nutrivano velleità di convocazione per l’ultimo posto disponibile per il mondiale di Innsbruck di domenica prossima. Se Davide Formolo, stando a quanto trapelato ieri, si era già chiamato fuori in anticipo, la classica pescarese costituiva un esame importante per chi, come Giovanni Visconti, non poteva ancora dirsi certo del posto: il siciliano ha risposto con una prova convincente, ma non abbastanza per conquistare il ruolo da titolare. Ancora buona anche la prova di Domenico Pozzovivo, anch’egli bravo a non farsi sorprendere e a centrare l’azione decisiva.

Partenza rapida, il gruppo si rompe subito
Sono in 134 a prendere il via alle ore 11.15 da Piazza Duca degli Abruzzi per percorrere le 13 tornate da 15 chilometri ciascuna per complessivi 195 chilometri, con l’unica defezione rappresentata dal croato Mateo Frankovic della Meridiana Kamen. L’andatura in gruppo è subito velocissima, con il gruppo che si fraziona in due tronconi, in cui l’avanguardia è rappresentata da 38 corridori con tutti i principali favoriti (da Nairo Quintana a Domenico Pozzovivo, da Manuel Belletti a David Gaudu) presenti.

Per loro vantaggio massimo di una quarantina di secondi ma la reazione veemente del gruppo inseguitore ha fatto si che il plotone tornasse compatto dopo una quarantina di chilometri, sotto l’impulso di MSTina Focus e Israel Cycling Academy.

Vanno via in 35, la corsa si chiude dopo 45 chilometri
Sono trascorsi altri 5 chilometri e la corsa ha vissuto il suo decisivo epilogo: nella frenesia e inquietudine del momento, un altro drappello costituito da 35 atleti è riuscito a sganciarsi del gruppo. Il vantaggio è rapidamente cresciuto ed è bastato osservare i nomi e le squadre presenti per capire che la corsa avrebbe avuto facilmente il suo epilogo in quel momento: davanti si sono ritrovati ben 5 atleti della Groupama-FDJ (Reichenbach, Duchesne, Seigle, Ladagnous e Gaudu), 4 portacolori della nazionale italiana (Pozzovivo, Visconti, Fabbro e Filosi), 4 Androni (Ballerini, Masnada, Marco Frapporti e Cattaneo), 3 Movistar (Rojas, Pedrero, Dayer Quintana), 3 Nippo (Tizza, Santaromita e Bagioli), 3 Bardiani (Ciccone, Carboni e Wackermann), 3 Wilier (Velasco, Zardini e Fonzi), 2 Dimension Data (O’Connor e Dlamini), 2 CCC (Malecki e Stosz), 2 Israel Cycling Academy (Sbaragli e Neilands) oltre a Ficara (Amore&Vita), Sokolov (Lokosphinx), Ferrari (Caja Rural), Carlini (D’Amico-Utensilnord), Peyskens (WB Veranclassic) e al vincitore della passata edizione, vale a dire il russo Sergei Shilov della Gazprom.

Il vantaggio nei confronti del gruppo è cresciuto rapidamente, passando dai 2’20” ai 3’40”, per poi superare decisamente i 5 minuti e mettere così fine ad ogni velleità di recupero del gruppo, destinato così a concludere anzitempo la propria gara. Solamente tre coraggiosi hanno cercato (invano) di riuscire a riagguantare il treno buono: la coppia della MSTina costituita dal Riccardo Stacchiotti e dal rumeno Denis Marian Vulcan e il francese Christophe Masson della WB Veranclassic, con l’atleta marchigiano ad alzare per ultimo bandiera bianca quando ormai il ricongiungimento era apparso impossibile.

Schermaglie in salita ma nessuno prende il largo
La corsa è quindi proseguita con la trentina di protagonisti a menare le danze in testa e le maglie azzurre di Matteo Fabbro (grande prova la sua) e di Iuri Filosi a sobbarcarsi il grosso del lavoro in testa al drappello, in attesa che i capitani designati (Pozzovivo e Visconti) entrassero in azione al momento opportuno. A poco meno di 40 chilometri dalla conclusione è stata una sortita in salita di Ciccone ha provocare la prima selezione, causando il distacco di Zardini, Dlamini, Peyskens, Sbaragli e Pedrero (questi ultimi due poi riusciti a rientrare), prima che Sebastien Reichenbach della Groupama (uno che il Matteotti l’aveva già vinto nel 2013) e un pimpante Nicola Bagioli della Nippo si producessero in un bel tentativo a due, tenuto però a debita distanza dagli inseguitori, con l’Italia e la Bardiani a spendersi per inseguire (20” il massimo vantaggio).

Intuendo la possibile reazione da dietro, Reichenbach ha tentato l’assolo a circa 20 chilometri dall’arrivo, senza però riuscire a fare la necessaria differenza ma anzi trovando ancora una volta la pronta reazione di Bagioli. Da segnalare, proprio attorno ai meno 20 chilometri, una spaventosa caduta in discesa di Dayer Quintana, volato fuori strada dopo una sbandata in curva ma incredibilmente sfuggito a conseguenze fisiche serie.

Al tandem già costituito si sono poi uniti anche Simone Velasco della Wilier, protagonista di una buona seconda parte di stagione, Pierpaolo Ficara dell’Amore&Vita e il sempre battagliero Fausto Masnada dell’Androni. Proprio questo quintetto è transitato sul traguardo al suono della campana, vantando però non più di dieci secondi su un gruppo in decisa rimonta, tirato da Giovanni Carboni della Bardiani.

Gli ultimi attacchi non evitano lo sprint, Ballerini brucia Visconti e Tizza
Vista la situazione, è stato Ficara a tentare l’allungo solitario ma dopo pochi chilometri è stato riassorbito dal gruppo, che per l’ultima volta si apprestava a transitare sulle ascese di Colle Scorrano e Montesilvano Colle. Proprio in salita si è sganciato un sestetto al comando, con il francese David Gaudu della Groupama che ha provato ad anticipare tutti dopo il bel secondo posto di ieri, portandosi dietro anche l’australiano Ben O’Connor della Dimension Data, un pimpante Domenico Pozzovivo in maglia azzurra, gli inesauribili Reichenbach e Cattaneo, oltre ad un attento Davide Ballerini, apparso ancora in ottima forma.

Il sestetto ben assortito non ha però guadagnato più di dieci secondi, permettendo così agli inseguitori di ricompattarsi tra la discesa e l’ultimo tratto pianeggiante prima del traguardo. Sono così iniziate le grandi manovre per lo sprint ed ancora una volta l’Androni ha cercato di pilotare al meglio Davide Ballerini, reduce dalla brillante vittoria di Cesenatico. L’atleta lombardo, assistito al meglio da Masnada prima e Cattaneo poi, ha ingaggiato un bel testa a testa con Giovanni Visconti, deciso a trovare quella vittoria che avrebbe potuto consentire al siciliano di strappare il definitivo pass per Innsbruck, riuscendo nuovamente a prevalere con uno spunto notevolissimo. Terza vittoria stagionale per lui e un pizzico di rammarico per Visconti, che comunque ha portato a casa un buon secondo posto. A completare il podio ci ha pensato Marco Tizza della Nippo Vini Fantini, col lombardo che ha ugualmente confermato di essere uno degli atleti più in forma dell’ultimo periodo e regalando una parziale soddisfazione al team sulle strade di casa.

Sicuramente maggiore è il rammarico per Kristian Sbaragli, probabilmente uno degli atleti più veloci attesi nello sprint finale ma arrivato probabilmente con le gambe in croce alla volata, cosicché per lui è arrivata una quarta posizione che di sicuro non soddisfa. A seguire hanno completato la top ten Simone Velasco (l’elbano ha finalmente trovato una buona continuità di rendimento dopo vari guai fisici), l’esperto José Rojas, l’uruguaiano Fabricio Ferrari, il polacco Kamil Malecki, Luca Wackermann e Ben O’Connor. Tredicesima posizione per l’atteso Giulio Ciccone, quindicesima per Domenico Pozzovivo, che ha chiuso il gruppo di testa (e che nel corso della gara si è aggiudicato anche il traguardo volante nel corso del sesto passaggio sul traguardo).

Appena in 30 sono stati gli atleti in grado di portare a termine una gara decisa molto presto e caratterizzata anche da temperature decisamente estive per il periodo. Adesso non resta che tuffarsi pienamente nell’atmosfera iridata, dal momento che già quest’oggi Innsbruck, con i titoli della cronometro a squadre già assegnata, ha cominciato ad essere pervasa da un inebriante profumo di mondiale.

Visita lo store di Cicloweb!

Ciclismo in Tv

Non ci sono eventi imminenti.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile