Marc Hirschi in azione in salita © UCI
Marc Hirschi in azione in salita © UCI

Super Svizzera nel Mondiale in linea under 23: oro a Hirschi, battuti Lambrecht e Hänninen

Prima storica vittoria per la Svizzera ai Campionati del Mondo su strada nella prova in linea della categoria under 23. A Innsbruck i rossocrociati si sono resi protagonisti di una magistrale prova di squadra, andando meritatamente a conquistare la medaglia d’oro con il capitano. Nelle precedenti ventidue edizioni della prova under 23 la Confederazione aveva ottenuto solamente un bronzo nel 2002 con David Loosli.

I 179.9 km con partenza a Kufstein sono stati animati sin dall’avvio da un tentativo del polacco Szymon Tracz, raggiunto dopo diversi km dallo sloveno Izidor Penko e dal canadese Nicholas Zukowsky. Hanno vanamente cercato di aggiungersi anche il marocchino Ahmed Amine Galdoune e il ruandese Jean Paul Ukiniwabo. Le formazioni che controllano il plotone sono Belgio e soprattutto Irlanda, tutta davanti in supporto del capitano designato Dunbar: il margine dei battistrada non ha mai superato i 3’30”.

La situazione è mutata nella salita di Gnadenwald: Zukowsky si sbarazza prima di Penko e poi di Tracz, iniziando così una corsa solitaria. Dietro Belgio, Irlanda, Slovenia e Svizzera tirano senza eccessivo impegno, tanto che la selezione è relativa. Il nordamericano entra ad Innsbruck con 2’15” sul gruppo ma il margine scompare nel corso della prima salita di Olympia, tanto che il canadese viene ripreso a 88 km dalla fine. La nazionale più vivace è la Danimarca, che in tre occasioni mette suoi elementi in azione senza successo.

Dopo qualche momentaneo tentativo tra le strade di Innsbruck si inizia la seconda salita di Olympia con Russia, Irlanda e Belgio a tirare ma nessuno scatto significativo. Cambia tutto, invece, nella filante e veloce discesa: la Svizzera decide di attaccare in massa e muove Marc Hirschi, Gino Mäder, Patrick Müller e Lukas Rügg. Riescono ad accodarsi solo pedine di peso quali il danese Mikkel Frølich Honoré, Mark Padun e Neilson Powless.

A capire, una volta giunti nel capoluogo tirolese, la pericolosità di un simile drappello sono solo Russia e Italia, che mette a lavorare Alessandro Covi e Matteo Sobrero per cercare di non far guadagnare troppo ai sette. Che, tuttavia, iniziano il penultimo giro con 28″ di vantaggio grazie ad una perfetta collaborazione.

La terza salita di Olympia è finalmente significativa ai fini dello svolgimento: dopo essersi speso a fondo, nel gruppetto di testa Rügg si sfila nelle prime fasi e, tra i primi sei, decide di attaccare ai meno 40 km Mark Padun. Solo lo spilungone Patrick Müller resta assieme a lui mentre Powless ci prova vanamente.

E anche dietro c’è movimento: merito di Samuele Battistella, che si muove ai meno 41 km non spendendosi, saggiamente, al massimo delle potenzialità, continuando a voltarsi per attendere qualche reazione altrui. Il gruppetto sempre più ridotto che lo va a riprendere 3 km più tardi è formato da una decina di unità, con il belga Steff Cras a fare il ritmo: chi manca dalla lista è Iván Ramiro Sosa. Il favorito colombiano, vittima di una foratura, non mostra quel passo visto nella prima parte del 2018 e deve inesorabilmente annullare ogni velleità di gloria.

Allo scollinamento Padun e Müller transitano con 13″ su Frølich, Hirschi, Mäder e Poweless e 15″ su dieci inseguitori fra cui Battistella, che si riportano sui quattro a bagnomaria pochi metri più tardi. E nel falsopiano Mäder è bravo ad accodarsi a Edward Dunbar: l’irlandese decide di rompere gli indugi e guadagna, con lo svizzero sempre a ruota, nel corso del declivio.

All’inizio dell’ultima tornata la coppia Müller-Padun transita con 9″ su Dunbar e Mäder mentre il gruppo, tirato dal britannico Donovan, viaggia a 33″. Presenti in questo drappello ben tre azzurri, vale a dire Bagioli, Battistella e Fedeli. Tutti assenti, invece, i colombiani così come i neerlandesi e nomi di livello quali Almeida, Gregaard, Madouas, McNulty, Storer e Vingegaard.

L’andatura di Cras è veramente importante e permette di riprendere Dunbar e Mäder ai meno 19.5 km. La velocità imposta dal belga della Katusha Alpecin fa vittime: si staccano anche Dunbar, Kämna e i tre italiani, con Fedeli ultimo a cedere ai meno 18.3 km. Il fiammingo termina l’opera ai meno 18 km e così Bjorg Lambrecht entra in azione in prima persona, riducendo sempre più il drappello.

Un forcing dell’alfiere della Lotto Soudal fa in modo che Müller e Padun vengano ripresi ai meno 17.2 km e l’incedere del belga riduce a soli tre elementi la composizione della testa della corsa: con Lambrecht restano infatti solamente lo svizzero Marc Hirschi e, con sorpresa, il talentuosissimo e giovane finlandese Jaakko Hänninen, qui presente solamente grazie alla rinuncia di un’altra nazione.

Lambrecht non trova subito collaborazione, trovando cambi dei colleghi solo nell’ultimo km di salita: in vetta i tre transitano con una ventina di secondi su Padun e l’altro svizzero Gino Mäder mentre gli altri inseguitori, fra cui Champoussin, Barceló e Pogacar, passano dopo i 30″.

Il momento chiave giunge in discesa: come accaduto in precedenza la Svizzera, in questo caso segnatamente Marc Hirschi, attacca ai meno 9.7 km prima di una curva a destra. Lambrecht, non centratissimo in discesa, gli permette di guadagnare quei pochi metri che Hanninen non riesce subito a ricucire. Il talento della Development Sunweb guadagna sempre più e arriva in pianura con una dozzina di secondi di vantaggio sui due avversari.

Nello strappetto nel centro cittadino Lambrecht prova a chiudere ma Hirschi possiede ancora 9″. E negli ultimi 3 km lo svizzero non ha alcun problema e Marc Hischi va così a conquistare una splendida maglia iridata. La volata per il secondo posto a 15″ premia il belga Bjorg Lambrecht davanti al super finlandese Jaakko Hänninen, prima medaglia di sempre per il suo paese nella categoria.

Quarta posizione a 35″ per lo svizzero Gino Mäder, quinta a 37″ per l’ucraino Mark Padun, sesta a 45″ per lo spagnolo Jaime Castrilo. Il gruppetto seguente, giunto a 47″, vede nell’ordine lo sloveno Tadej Pogacar, il britannico Ethan Hayter, lo svizzero Patrick Müller, il britannico James Shaw, l’australiano Jai Hindley e il francese Clément Champoussin. Sedicesimo posto a 1’07” per il migliore degli italiani, il veneto Samuele Battistella.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio




Versione stampabile