Søren Kragh Andersen fa sua la Paris Tours © ASO - Gautier Demouveaux
Søren Kragh Andersen fa sua la Paris Tours © ASO - Gautier Demouveaux

Kragh Andersen mette nel sacco Terpstra e vince la rinnovata Parigi-Tours: percorso promosso

Promosso a pieni voti il nuovo percorso della Parigi-Tours, che da quest’anno comprende anche diversi settori di sterrato (per la precisione oggi sono stati 9), oltre che un numero maggiore di salitelle nel finale. Le critiche (anche del solito brontolone Patrick Lefévère, team manager Quick-Step Floors) impallidiscono al cospetto di una corsa che negli ultimi 50 chilometri, proprio laddove erano concentrati i 9 sterrati e 6 delle 7 côte, si è sviluppata in maniera molto spettacolare.

A vincere è stato Søren Kragh Andersen (Sunweb), partito a 11 km dal traguardo da un terzetto comprendente anche Niki Terpstra (Quick-Step) e Benoît Cosnefroy (AG2R La Mondiale), transitati in quest’ordine al traguardo a 25″ dal vincitore.

In precedenza fuga partita nei primi chilometri con Bernhard Eisel (Dimension Data), Sylvain Chavanel (Direct Énergie) e Brian Van Goethem (Roompot-Nederlandse Loterij), presto raggiunti da Thibault Guernalec (Fortuneo-Samsic), Dries De Bondt (Véranda’s Willems-Crelan) e Emiel Vermeulen (Roubaix Lille Métropole). Vantaggio massimo di 5’45” per i 6 dopo 60 dei 214.5 chilometri totali, poi il lavoro di Quick-Step, Groupama-FDJ, AG2R e Cofidis, Solutions Crédits ha ridotto le distanze; a 80 km dal traguardo, con la fuga ormai nel mirino, c’è stato il rientro di Alex Dowsett (Katusha-Alpecin), Tom Devriendt (Wanty-Groupe Gobert) e Johan Le Bon (Vital Concept) sul gruppetto di testa, che ha così ripreso quota, riportandosi a 2’30” di vantaggio. Gloria temporanea, visto che il gruppo ha annullato l’azione a 45 km dalla fine, raggiungendo Devriendt e De Bondt, ultimi due superstiti della fuga a quel punto.

Da lì è cominciata un’altra corsa, tra sterrati e salitelle. Ai -40 Niki Terpstra ha dato il via alle ostilità con uno scatto sulla Côte de Goguenne; con lui si è subito mosso Søren Kragh Andersen, e sono poi arrivati altri cinque uomini, ovvero Sep Vanmarcke (EF Education First-Drapac), Pascal Eenkhoorn (LottoNL-Jumbo), Philippe Gilbert (Quick-Step), Valentin Madouas (Groupama) e Jelle Wallays (Lotto Soudal). Gilbert ha forato sul settore 8 ai -38 (il conteggio funzionava come i tratti in pavé alla Roubaix: ordine decrescente, dal 9 all’1), l’AG2R ha riportato sotto il gruppo (o meglio, la trentina di corridori che ne componevano il primo troncone).

Ma proprio nel momento in cui si stava per consumare il ricongiungimento, sul settore 6 (Montfort) ai -35, Kragh Andersen si è mosso in ottimo anticipo, e si è avvantaggiato sugli altri 5, i quali sono stati raggiunti di lì a poco. Terpstra ha subito reagito e ai -33 (appena usciti dallo sterrato) si è riportato sul danese. Alle spalle della coppia si è coagulato di nuovo un gruppetto intorno a Vanmarcke e a un attivissimo Oliver Naesen (AG2R), ma da questo drappello è emerso prepotentemente il solo Benoît Cosnefroy, approfittando anche del marcamento a cui era soggetto il suo capitano (Naesen, appunto): il quasi 23enne della AG2R è partito sulla Côte de la Rochère ai -28, e ai -25, sul settore di sterrato numero 3, ha già chiuso sui due battistrada, dai quali lo separavano 20″ circa.

Sul settore 2, ai -22, Madouas e Naesen (in marcatura) hanno allungato dal gruppetto inseguitore (composto da una decina di unità, presente anche Arnaud Démare), dopodiché su di loro si è portato anche Vanmarcke, mentre gli altri componenti del drappello subivano il ritorno del gruppo Gilbert-Benoot; proprio i due citati, Philippe e Tiesj, sono partiti per un ulteriore contropiede che ha permesso loro di raggiungere il terzetto Vanmarcke-Naesen-Madouas.

Ma a quel punto si era già indirizzata la contesa per la vittoria: ai -11 infatti un allungo di Kragh Andersen aveva fatto partire i titoli di coda sulla gara, non senza grossi accessi di nervosismo da parte di Terpstra, che già in precedenza aveva protestato coi suoi due giovani colleghi che a suo dire tiravano poco (fatto anche legittimo, dato il blasone del loro compagno di fuga), e che nel finale, vincendo a brutto muso la volata per il secondo posto, ha preso a male parole Cosnefroy, ancora reo di scarsa collaborazione nell’inseguimento ad Andersen (“non tiri e poi mi sprinti in faccia per il secondo posto?”).

Giù dal podio, a 1’14” da Andersen, cronometrati nell’ordine Naesen, Madouas, Benoot, Vanmarcke e Gilbert; a 1’24” ecco Taco Van der Hoorn (Roompot), Jos Van Emden (LottoNL) e Timothy Dupont (Wanty). Poi, sfilacciatissimo, il resto del gruppo; 30esimo e 40esimo i due italiani in gara, Andrea Pasqualon (Wanty) e Mauro Finetto (Delko Marseille Provence KTM), arrivati in un drappello a 4’02” dal vincitore.

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