Maxi Richeze conquista la prima tappa del Tour of Turkey © Getty Images
Maxi Richeze conquista la prima tappa del Tour of Turkey © Getty Images

Tour of Turkey, Gaviria cade ma la Quick Step vince lo stesso con Richeze

Con una frazione di 148.4 km con partenza e arrivo a Konya si è aperta l’edizione 2018 del Tour of Turkey, terzultima prova del calendario World Tour. La frazione è adatta ai velocisti nonostante presenti due gpm e si corra sempre sopra quota 1000 metri di altitudine.

La fuga di giornata si forma già dai primissimi km ed è composta da cinque elementi, ovvero sia gli spagnoli della Euskadi-Murias Ander Barrenetxea e Beñat Txopereña, il turco Ferit Samli (Turchia), il brasiliano Nicolas Sessler (Burgos BH) e il belga Kenneth Van Rooy (Sport Vlaanderen-Baloise). Il gruppo lascia fare, così al km 50 il margine è di poco superiore ai 2′ mentre nel corso della tappa il gap non supera mai quota 2’30”.

L’unico elemento di cronaca sono i passaggi ai traguardi intermedi: allo sprint del km 35.2 il primo è Van Rooy mentre i due gpm, posizionati al km 60.4 e al km 108.2, sono agevolmente conquistati da Txopereña, che così indossa la maglia rossa della speciale classifica. A lavorare nel plotone sono la Bora Hansgrohe e la Quick Step Floors, ossia le formazioni dei favoriti di giornata Bennett e Gaviria: la compagine tedesca non può però contare su Matteo Pelucchi, unico a staccarsi irrimediabilmente sulla seconda salita della tappa.

A 30 km dalla fine, quando il vantaggio della fuga ammonta a 50″, dal gruppo cerca di andarsene in discesa Muhammed Atalay, portacolori della nazionale turca, ma la sua azione dura veramente poco. La fuga a cinque viene definitivamente annullata a 13.7 km dalla conclusione, proprio mentre il campione nazionale turco Onur Balkan cerca vanamente di sfruttare l’occasione partendo in contropiede. Il ventiduenne riesce comunque a passare in testa sul traguardo intermedio riservato alle bellezze turche, posto al km 137.5.

Prova ad evitare il finale in volata anche Diego Rubio, ma lo spagnolo della Burgos BH rimane al vento per circa 3 km fino ai meno 6.8 km. Sono diverse le formazioni che battagliano per portare i rispettivi velocisti nella miglior posizione: oltre a Bora e Quick Step anche CCC, Gazprom, Sunweb, Trek e UAE si danno da fare. Ma ai 4 km dalla fine si assiste ad un colpo di scena: finisce a terra, infatti, il gran favorito Fernando Gaviria. Il colombiano della Quick Step Floors sbaglia e cerca di passare dove non c’è spazio, incocciando con la ruota posteriore di un atleta della Sport Vlaanderen-Baloise: il forte pistard finisce a terra con Nikolay Trusov (Gazprom-RusVelo), a sua volta corresponsabile del patatrac dato un gomito allargato nei confronti del sopracitato atleta della compagine belga.

A tirare il gruppo entrando nell’ultimo km è il Team Sunweb, ma la Quick Step Floors li sostituisce ai meno 500 metri con tre uomini. Il secondo di loro è Maxi Richeze, che prende in testa la curva conclusiva ai meno 350 metri. Alla sua ruota Álvaro Hodeg sbaglia però traiettoria, facendo sbandare anche chi lo seguiva e permettendo all’argentino di prendere vantaggio. Hodeg, intelligentemente, rallenta così l’andatura permettendo al consueto apripista di guadagnare terreno.

Dietro nessuno degli altri sprinter vuole partire da lontano e così Richeze riesce a guadagnare quei metri decisivi che gli permettono di trovare il secondo successo stagionale, il settantesimo della sua Quick Step Floors. Sul podio di giornata salgono con lui l’irlandese Sam Bennett (Bora Hansgrohe) e il lussemburghese Jempy Drucker (BMC Racing Team).

Seguono Álvaro Hodeg (Quick Step Floors), Brenton Jones (Delko Marseille Provence KTM), Simone Consonni (UAE Team Emirates), Enrique Sanz (Euskadi Murias), Christophe Noppe (Sport Vlaanderen-Baloise), Edward Theuns (Team Sunweb) e Luca Pacioni (Wilier Triestina-Selle Italia).

Domani nuova occasione per le ruote veloci con la Alanya-Antalya di 149.6 km, frazione che non presenta neppure una salita e che, per lunghi tratti, si disputa costeggiando il Mar Mediterraneo.

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