Sonny Colbrelli conquista il Gran Piemonte © LaPresse - Fabio Ferrari
Sonny Colbrelli conquista il Gran Piemonte © LaPresse - Fabio Ferrari

Colbrelli, l’uomo della pioggia

Gran Piemonte, il bresciano della Bahrain Merida chiude la stagione con una vittoria. Battuti Sénéchal e Ballerini, la Ciclismo Cup è della Androni

C’è chi ama correre con il sole e con il caldo, vale a dire la buona parte dei corridori. E c’è chi, invece, se potesse farebbe la danza della pioggia. In quest’ultima lista c’è sicuramente Sonny Colbrelli: intendiamoci, il bresciano è uno capace di vincere anche sul deserto degli Emirati. Ma sotto l’acqua e col freddo, il ventottenne si esalta, riuscendo

Prova pianeggiante sotto la pioggia, tre non partenti
Dopo l’interessante svolgimento della Milano Torino dedicata agli scalatori, il secondo appuntamento del trittico d’autunno targato RCS Sport è per il Gran Piemonte, altra corsa dalla gloriosa storia. Diversamente da ieri, la prova è riservata alle ruote veloci, in un percorso pressoché tutto pianeggiante da Racconigi a Stupinigi per complessivi 191 km. Spazio dunque per i pochi velocisti al via o per gli uomini da classiche che sanno esaltarsi in caso di meteo avverso. Già, perché sin dal via di mezzogiorno, i corridori pedalano sotto una fitta pioggia.

Tre i non partenti, vale a dire Pawel Poljanski (Bora Hansgrohe), ancora alle prese con i postumi della caduta patita martedì alla Tre Valli Varesine, Edoardo Zardini (Wilier Triestina-Selle Italia) e, soprattutto, Marco Canola: il vicentino della Nippo-Vini Fantini-Europa Ovini, tra i papabili per il successo, deve dare forfait a causa di un attacco influenzale che lo ha colpito nell’immediata vigilia.

Quattro in fuga, ci sono gli amici Ganna e Sobrero
La fuga di giornata parte subito: a comporla lo stagista danese Mikkel Frølich Honoré (Quick Step Floors), lo statunitense Joey Rosskopf (BMC Racing Team) e i piemontesi, nonché grandi amici (e quasi parenti, dato che la sorella del primo è fidanzata con il secondo) Filippo Ganna (UAE Team Emirates) e Matteo Sobrero, che ben si destreggia come stagista del Team Dimension Data. Il ventunenne albese dimostra ancora una volta di attraversare un buon momento di forma, in una stagione per lui del salto di qualità. Per il salto di categoria, come rivela al nostro inviato nell’intervista dopo il traguardo, basta attendere il 2020.

Su di loro cerca vanamente di rientrare l’australiano Rory Sutherland (UAE Team Emirates), che si rialza dopo qualche km. Nonostante il meteo avverso i fuggitivi pedalano con un buon ritmo, come testimonia la media di 44.2 km/h tenuta nella prima ora. Considerando sia la pericolosità del tentativo che la condizione climatica avversa, il vantaggio lasciato ai quattro non è mai superiore ai 3’30”, gap toccato attorno al km 35. Sono tanti i ritiri di giornata, con diversi corridori che preferiscono arrestarsi al rifornimento fisso situato fra Agliè e Rivarolo Canavese: sabato, per tanti, c’è Il Lombardia da curare.

La Lotto Soudal prova il colpo a sorpresa ma il gruppo reagisce
E proprio in questa fase il gruppo si spezza sotto l’impulso della Lotto Soudal: i fiamminghi riescono a portare via un drappello di sette, con cinque dei loro (Tiesj Benoot, Thomas De Gendt, Jens Keukeleire, Maxime Monfort e Tim Wellens) accompagnati da Cyrus Monk (Team EF Education First-Drapac) e Nikita Stalnov (Astana Pro Team). Il drappello va a prendere i quattro battistrada a 98 km dall’arrivo, ma il gruppo non è certo passivo e si riporta ad una dozzina di secondi.

Il ricongiungimento avviene a circa 75 km dal traguardo, rimescolando così le carte ben prima di quanto preventivabile. Inizia dunque una fase di scatti, con un quartetto che riesce ad avvantaggiarsi: sono Davide Ballerini (Androni Giocattoli-Sidermec), Matti Breschel (Team EF Education First-Drapac), Andriy Grivko (Astana Pro Team) e Marco Marcato (UAE Team Emirates). Ma poco dopo, in una rotonda, il lombardo e l’ucraino finiscono a terra, con il veneto che rimane danneggiato dalla scivolata. Breschel rimane così tutto solo in testa, entrando negli ultimi 60 km con 30″ di vantaggio sul plotone.

Grivko riprende e stacca Breschel, dietro si cade
Dopo essere stato riassorbito dal gruppo al pari dei due italiani, Grivko non ha perso l’ardore e a 50 km dal traguardo attacca nuovamente, andando dopo un paio di km a prendere Breschel. Il toscano d’adozione, ancora alla ricerca di un contratto per il 2019, fa persino cambiare idea al danese, che ai meno 42 km dall’arrivo si rialza per rientrare comodamente nel plotone, ora tirato da Bahrain Merida e Bardiani CSF.

Con l’ingresso nel centro abitato di Rivoli la pioggia aumenta ancora di intensità. E proprio per questa ragione, a 37 km dalla fine, si registra una caduta a centro gruppo, con una quindicina di elementi che vanno al suolo: particolarmente colpita la Nippo, con Eduard Gros, Juan José Lobato e Filippo Zaccanti che finiscono a terra. Fortunatamente per loro, così come Héctor Carretero, Pieter Serry e gli altri coinvolti, nessuna conseguenza.

Bahrain e Bardiani lavorano, Grivko ripreso a 13 km dalla fine
Beneficiando di questo imprevisto, Grivko vede aumentare il proprio vantaggio sopra quota 1′, arrivando a 1’30” a circa 30 km dal termine. Con il rientro degli attardati il plotone, sono sempre i gregari di Colbrelli e Guardini a lavorare (in particolar modo sono impegnati lo stagista Maxime Pirard e il giovane Vincenzo Albanese): l’avventura del trentacinquenne Grivko viene annullata a 13 km dalla fine, senza che nessun’altro abbia cercato di dare una mano.

La formazione più volitiva è sempre la Bardiani CSF, alla ricerca di un successo per chiudere al meglio una stagione di riscatto dopo il difficile 2017: i ragazzi di Reverberi, ad Albanese, si fanno vedere nell’avanguardia del plotone anche con Mirco Maestri, che traina il plotone negli ultimi 5 km. Ma in una rotatoria a 2400 metri dalla fine l’emiliano finisce a terra, senza conseguenze e senza coinvolgere altri colleghi.

Shaw cerca la fagianata, ma è volata con Colbrelli dominatore
Il Greenteam perde così un vagone e si disunisce, così è il Quick Step Floors a mettersi in trainare il plotone. Ma per poco, perché nell’imminenza di una rischiosa curva a destra, si muove un uomo della Lotto Soudal: è James Shaw, che ai meno 1.8 km prova a fare il colpaccio. Per un po’ la sua azione pare decisamente interessante, data l’assenza di risposte del gruppo. Il britannico, però, perde smalto e viene raggiunto a 800 metri dalla linea bianca, quando la Reggia è già a vista d’occhio.

A lavorare è Kristijan Koren, unico gregario rimasto per Sonny Colbrelli. Il bresciano, come spesso gli capita, decide di partire lungo, oltre i 300 metri dall’arrivo; pur faticando nelle ultimissime battute, il capitano della Bahrain Merida riesce a vincere con margine e merito, concludendo al meglio una stagione ben sopra la sufficienza. Con questo sono tre i successi, dopo le tappe al Dubai Tour e al Tour de Suisse: e il ventottenne, nelle interviste di rito, spiega un po’ le sue aspettative per il 2019.

Podio con Sénéchal e Ballerini, l’Androni vince la Ciclismo Cup
Seconda posizione per il francese Florian Sénéchal (Quick Step Floors), che nelle ultime esibizioni sta dimostrando un buon colpo di pedale: anche per lui l’apprendistato nel team di Lefevere sta dando i frutti sperati. Terza piazza per un altro “non velocista” come Davide Ballerini: il canturino è forse il volto migliore dell’estate/autunno della Androni Giocattoli-Sidermec che ha conquistato con ampio vantaggio la Ciclismo Cup, garantendo così al team di Gianni Savio l’automatico invito al Giro d’Italia 2019. Che proprio Ballerini spera di affrontare con la nuova maglia turchese dell’Astana.

Seguono il colombiano Jhonatan Restrepo (Team Katusha Alpecin), Riccardo Minali (Astana Pro Team), Manuel Belletti (Androni Giocattoli-Sidermec), il tedesco Christoph Pfingsten (Bora Hansgrohe), un Andrea Guardini incapace di finalizzare il lavoro dei suoi gregari della Bardiani CSF, il talentuoso stagista ungherese Bárnabás Peák (Quick Step Floors) e Simone Velasco (Wilier Triestina-Selle Italia). Ora rimane solamente la gara più attesa, Il Lombardia di sabato, prima di far calare il sipario sul 2018 del ciclismo italiano.

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