Torres (a destra) festeggia l'oro appena conquistato © Chema Lamiran
Torres (a destra) festeggia l'oro appena conquistato © Chema Lamiran

Coppa del Mondo Pista, seconda giornata a St. Quentin: Lamon ai piedi del podio nello Scratch

Seconda giornata meno soddisfacente per gli azzurri in termini di risultati a Saint Quentin en Yvelines: nessuna medaglia arriva dalle prove odierne, sebbene ci sia stato chi, dei nostri, c’è andato molto vicino.

Si tratta di Francesco Lamon, tra i protagonisti di una Scratch Maschile che si è rivelata la prova più frizzante e ricca di colpi di scena di giornata. A complicare per tutti la gara, l’azione dell’austriaco Stefan Matzner e dell’atleta di Hong Kong Ka Yu Leung, abili a prendere subito un giro su tutti.
Cosa che ha fatto scendere sul piede di guerra atleti più quotati come Felix English (Irlanda), Adrien Garel (Francia), Leigh Howard (Australia) e lo stesso Lamon, abili a prendere a loro volta un giro su tutti a 20 tornate dal termine.
Il buon Matzner riesce però a restare davanti agli altri contendenti, che non appaiono pienamente consapevoli di questa situazione ed ingaggiano battaglia per l’oro solo negli ultimi tre giri: attacca Garel, Lamon parte all’inseguimento, Howard rimonta da dietro a doppia velocità e passa entrambi, arrivando addosso a Matzner per un fotofinish inconsapevole. Non per Matzner, che invece piazza il colpo di reni e trova il primo successo internazionale della sua carriera, dopo aver già conquistato il bronzo nella corsa a punti degli europei. Bronzo per Garel e quarto posto per un Lamon che risulta comunque particolarmente portato per la specialità.

Delude invece Simone Consonniapparso affaticato dopo che ieri si era reso protagonista del record italiano dell’inseguimento a squadre ottenuto in mattinata. Il bergamasco fatica nelle prime due prove dell’Omnium Maschile, tra un nono posto nella scratch ed un 13esimo nella Tempo Race; riprende quota nella sua specialità, l’eliminazione, dove si piazza terzo, ma non riesce a esprimersi nella corsa a punti, dove conquista solo uno sprint per poi cadere dopo un contatto con Marc Potts, concludendo la specialità al nono posto. Vittoria netta per il già campione europeo Albert Torres Barcelo, che dopo un passo falso nell’eliminazione fa valere tutte le sue capacità da seigiornista andando a prendere ben tre giri nella corsa a punti; finisce a 174 contro i 142 di Oliver Wood (Gran Bretagna) ed i 139 di Benjamin Thomas (Francia), anch’essi abili a ribaltare la situazione prendendo due giri nell’ultima prova.

Fuochi d’artificio, ma anche tante cadute nella Madison Femminile, specialità ancora difficile da digerire per le ragazze, la cui difficoltà è aumentata dalla presenza di ben 17 team in pista. Con tale situazione volano le campionesse europee della Danimarca, composte dalla campionessa del mondo di Doha 2016 Amalie Dideriksen Julie Leth. La costanza è la forza del duo, che si piazza in 7 degli 8 sprint pur vincendone soltanto uno, e chiude a 23 punti, battendo proprio al rush finale le britanniche Neah Evans ed Emily Kay, giunte a pari punti ma sconfitte all’ultimo sprint; bronzo a 19 punti per l’Australia di Macey Stewart e Georgia Baker grazie alla vittoria dell’ultimo sprint, dopo che una delle cadute le ha costrette a rifiatare nella parte centrale. Alla fine sesto posto per la promettente coppia azzurra Letizia Paternoster Rachele Barbieri, in virtù di tre piazzamenti ottenuti; brave a evitare le cadute, ma ancora migliorabili nei tempi e nell’agilità degli scambi.

Passiamo alla velocità, dove sono i paesi asiatici ad emergere, sia al femminile che al maschile. Nella Sprint Femminile l’atleta di Hong Kong Wai Sze Lee non ha conosciuto rivali in nessuna delle prove affrontate, battendo in finale l’australiana Stephanie Morton. Piccolo giallo per il terzo posto, con la francese Matilde Gros alla quale in un primo momento era stato assegnato il successo; resa però invalida la seconda prova per una scodata oltre i limiti regolamentari, la francese ha perso nella “bella” contro la campionessa europea Daria ShmelevaOpaca la prova delle azzurre, con Miriam Vece che si è qualificata i sedicesimi per il rotto della cuffia per poi essere eliminata dalla tedesca Lea Sophie Frederich; mestamente ultima Maila Andreotti, al 33esimo posto.

Nella Keirin Maschile il Giappone torna a prendersi un posto al sole; dopo l’argento ottenuto ad Apeldoorn da Kawabata, è Yuta Wakimoto a riuscire in un inatteso exploit di una prova anomala, che ha visto eliminati in semifinale due mostri sacri come François Pervis e Matthew Glazter. Wakimoto era tra l’altro passato dai ripescaggi, dove aveva battuto nella sua batteria Luca Ceci (mentre Francesco Ceci terminava quarto). Argento per il neozelandese Edward Dawkins, bronzo per il polacco Krzystof Maksel; quinto l’eterno Theo Bos, per il quale l’anticipo tentato nello sprint non ha portato al successo.

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