Attilio Viviani e Francesco Lamon alla 3 Sere di Pordenone © Team Colpack
Attilio Viviani e Francesco Lamon alla 3 Sere di Pordenone © Team Colpack

Arvedi, anche l’Italia ha la sua Academy

Intervista a Massimo Rabbaglio, team manager della Biesse Carrera e coordinatore della nuova formazione attiva su strada e su pista

Gestire un team di ciclismo non è semplice. Gestirne due, ancora meno. Eppure il 2019 di Massimo Rabbaglio lo vedrà impegnato in una doppia veste: accanto al ruolo in cui è già stato impegnato negli ultimi mesi ne assumerà uno, più defilato, in uno dei progetti più interessanti del ciclismo dilettantistico italiano. Lo abbiamo sentito per spiegarci in anteprima questa nuova avventura.

Ci racconti la genesi di questo progetto
«È nato per caso da una mia passione nel combinare pista e strada. Condivido la filosofia di Marco Villa: per ottenere risultati importanti su pista bisogna effettuare una attività di rilievo su strada. Nei mesi scorsi sentivo l’esigenza dei ragazzi che mi esternavano la volontà di poter essere più liberi per affrontare una certa attività su pista con la nazionale e, al contempo, non trascurando la carriera su strada. Da lì una parola tira l’altra e i ragazzi mi hanno veramente motivato a creare una squadra per loro. È chiaro che serviva trovare chi sosteneva questa idea e siamo riusciti a trovare il gruppo Arvedi. La squadra si chiamerà Arvedi Academy e sarà una formazione dilettantistica con sede a Cremona»

Chi farà parte della squadra? E quali saranno i partner tecnici ad accompagnarvi?
«Saranno sei i corridori: si tratta di Diego Bosini, Carloalberto Giordani, Francesco Lamon, Stefano Moro, Davide Plebani e Attilio Viviani. Sono tutti pistard, chi con più esperienza e chi con meno chiaramente, però tutti si divideranno sia nei velodromi che nelle gare su asfalto. Il direttore sportivo di questa formazione sarà Massimo Casadei e proviene anche lui dalla pista; a coadiuvarlo in ammiraglia ci sarà Alberto Masseroni. Io mi limiterò a coordinare l’attività. Le biciclette che utilizzeranno i ragazzi sono Pinarello mentre l’abbigliamento sarà fornito da Castelli»

Attivi su strada e attivi su pista: chi avrà la precedenza?
«Se effettueranno delle prestazioni tali da meritare la convocazione in nazionale, la priorità spetterà senza ombra di dubbio alla maglia azzurra. In base alla libertà da questi impegni chiaramente noi costruiremo un’attività su strada, a partire dalla preparazione invernale e dai ritiri, per dar loro la possibilità di esprimersi al meglio anche su strada. Sicuramente nelle pause della nazionale saranno con noi nelle varie competizioni»

La stagione su strada si effettuerà solo in Italia o avrà delle puntate anche all’estero?
«All’estero faranno certamente diverse gare su pista con la maglia del team, abbiamo già dei contatti con organizzatori di corse prestigiose. Probabilmente ci sarà anche qualche esperienza su strada fuori dai confini, ma questo non è ancora definito al momento»

Oltre a questa nuova avventura lei rimane come team manager della Biesse Carrera Gavardo: come concilierà questo doppio incarico?
«Ci tengo innanzitutto a dire che la Arvedi Academy e la Biesse Carrera Gavardo sono due realtà con filosofie e strutture totalmente staccate. Il calendario sarà diverso e le squadre non disputeranno praticamente mai la stessa gara. Con la Biesse, oltre alle gare in Italia, affronteremo molte più corse all’estero rispetto alla stagione appena conclusa»

Dopo il primo anno a livello Continental più che soddisfacente, come proseguirà il progetto Biesse? Quali corridori ne faranno parte?
«In rosa rispetto al 2018 rimangono Alberto Amici, Kevin Colleoni, Raul Colombo, Lorenzo Delcò, Giovanni Pedretti, Michel Piccot e Stefano Taglietti. Come volti nuovi dalla categoria under 23 abbiamo Matteo Bellia, Tommaso Bramati, Filippo Conca e Gabriele Moreni. Completano il roster due giovani provenienti dagli juniores, ossia Andrea Berzi e Jacopo Menegotto, ma non escludiamo un eventuale quattordicesimo corridore. Questo gruppo è decisamente giovane e abbiamo voluto inserire degli under di livello che possano mettersi in mostra sin da subito».

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