Le britanniche, vincitrici dell'Inseguimento a squadre in Coppa del Mondo a Berlino © UCI
Le britanniche, vincitrici dell'Inseguimento a squadre in Coppa del Mondo a Berlino © UCI

Oggi il cielo non è azzurro sopra Berlino

Coppa del Mondo su pista, quarto posto per l’Italia nell’Inseguimento a squadre femminile. Male il quartetto maschile

Quella odierna non è stata una data da ricordare per i colori italiani: nella prima delle tre giornate della terza tappa di Coppa del Mondo su pista, in corso di svolgimento nel suggestivo Velodrom di Berlino, i pochi azzurri impegnati non hanno certo brillato. Va detto, buona parte di loro hanno da poco ripreso la bici dopo le meritate vacanze (anche qualche avversario, in ogni caso). Non c’è comunque minimamente da allarmarsi.

Nella sessione mattutina-pomeridiana da segnalare il record dell’ora della categoria paralimpica C1 da parte di Michael Teuber. Il cinquantenne tedesco ha percorso 42,583 km, migliorando di 3,257 km il record che aveva egli stesso fatto segnare nel lontano 2005. E la tappa berlinese ha un ulteriore risvolto: è infatti prevista domani e domenica la presenza di Kristina Vogel, la dominatrice della velocità degli ultimi anni rimasta paralizzata a causa di un incidente in allenamento patito nello scorso giugno.

Azzurre quarte nell’inseguimento a squadre, che sfida fra Gran Bretagna e Australia!
Il miglior risultato della truppa tricolore è stato quello nell’Inseguimento a squadre femminile. Rachele Barbieri, Maria Giulia Confalonieri, Martina Fidanza e Simona Frapporti (con Letizia Paternoster impegnata nei turni precedenti) hanno perso la finale per il terzo posto contro il Canada. In maniera netta, per altro: con già 5″ di ritardo a metà gara, le azzurre sono state doppiate all’altezza dei 2700 metri, dovendosi così accontentare della prima posizione giù dal podio.

Neppure nei turni precedenti le nostre avevano brillato: seste con 4’27″974 in batteria, dietro alla sorpresona Corea del Sud, le italiane si sono migliorate nel primo turno con 4’24″912, superando con margine nello scontro diretto la Polonia e ottenendo per l’inezia di 176 millesimi la possibilità di giocarsi il bronzo a spese degli Stati Uniti. Ma, come detto, oggi non era giornata.

Decisamente emozionante, invece, la sfida prolungata fra Australia e Gran Bretagna per il dominio della prova: sei decimi a favore delle aussie in batteria, nove per le britanniche nel primo turno e quindi il redde rationem in finale. Grazie ad una super rimonta nell’ultimo km ad imporsi è la Gran Bretagna con un significativo 4’16″153 per Katie Archibald, Emili Kay, Laura Kenny e Emily Nelson (nel primo turno in gara anche Jessica Roberts) che permette loro di superare le rivali per 260 millesimi.

Il quartetto maschile è solo nono, l’Australia vince e convince
Brutto passaggio a vuoto, invece, per gli uomini nel proprio Inseguimento a squadre: Francesco Lamon, Davide Plebani, Michele Scartezzini ed Elia Viviani si sono subito dovuti fermare in batteria. Il 4’00″440 fatto registrare li ha relegati al nono posto, insufficiente per avanzare al turno seguente. Una sorpresa non da poco, per altro con un tempo ampiamente alla loro portata (bastavano 127 millesimi per proseguire l’avventura).

La sfida per l’oro, diversamente da quella femminile, sostanzialmente non è mai esistita: troppo forte l’Australia che ha dominato in tutte le tre esibizioni. Nella finale contro la Danimarca, il quartetto composto da Leigh Howard, Kelland O’Brien, Alexander Porter e Sam Welsford (nel primo turno impegnato Cameron Scott) ha vinto per oltre tre secondi e mezzo con un fantastico 3’51″210 contro i sempre agguerriti scandinavi. Medaglia di bronzo per il Canada: ma se tra le donne questa era una possibilità concreta, tra gli uomini i rappresentanti della foglia d’acero hanno sorpreso avendo la meglio nella finalina sul club dell’Huub Wattbike Test Team, squadra britannica a cui si è aggiunto il recordman della prova individuale, lo statunitense Ashton Lambie.

I risultati nella Velocità a squadre e le gare di domani
Ci provano per quanto possono Gloria Manzoni e Miriam Vece, ma le due giovani azzurre sono quattordicesime su sedici (davanti solo a India e Hong Kong) e lontane quasi sette decimi dal passare lo scoglio delle batterie nella Velocità a squadre femminile. A vincere la prova è, come da consueto, la coppia composta da Daria Shmeleva e Anastasiia Voinova: le due russe, stavolta con il club Gazprom-RusVelo, hanno trionfato in 32″633. dando poco meno di tre decimi alle comunque valide tedesche Emma Hinze e Miriam Velte. Medaglia di bronzo alla Cina con Lin Junhong e Zhong Tianshi ai danni dei Paesi Bassi, con Kyra Lamberink e Elisa Ligtlee imprecise in fase di cambio.

Niente azzurri, come d’abitudine purtroppo, nella Velocità a squadre maschile. A conquistare l’oro è il trio favorito dei Paesi Bassi con Jeffrey Hoogland finisseur e Harrie Lavreysen e Nils van Thoenderaal come “apripista”: 42″467 il loro tempo con più di mezzo secondo di margine sulla Gran Bretagna. Ultimo gradino del podio che va alla Germania: i padroni della casa ringraziano le incomprensioni tra i neerlandesi del BEAT Cycling Club, con Theo Bos ultimo vagoncino ma staccato da Matthijs Buchli durante il suo giro in testa.

Domani sono cinque le gare in programma, con la sessione serale dalle 17.45: spazio a Keirin maschile (c’è Francesco Ceci nella quinta batteria), il Km maschile (con la sorpresa che consiste nello stesso Francesco Ceci), la Madison maschile (coppia composta da Francesco Lamon e Michele Scartezzini), Velocità individuale femminile (ci provano Miriam Vece e Maila Andreotti, in gara con il CT Friuli) e l’Omnim femminile (tocca a Letizia Paternoster, in una gara senza la Wild – ma con la Archibald e la Edmondson).

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