Folcarelli all'arrivo a Gallipoli © GIC
Folcarelli all'arrivo a Gallipoli © GIC

La magia del ciclocross incanta Gallipoli

Giro d’Italia Ciclocross: Folcarelli e Casasola alla terza vittoria consolidano la maglia rosa sul sabbioso percorso jonico

L’estrema sintesi della quinta tappa del Giro d’Italia Ciclocross disputatasi oggi a Gallipoli è un cerchio. Esattamente la forma più frequente nella quale ci si poteva imbattere scalando le dune del candido litorale jonico, stampata sulle labbra di un pubblico delle grandi occasioni. Si, perché chi ha accettato la scommessa della tappa più a sud del Giro d’Italia Ciclocross 2018 si è ritrovato a bocca aperta per le meraviglie naturali dell’area, per il percorso che farebbe inchinare i maestri della Coppa del Mondo e soprattutto per un livello tecnico espresso dagli atleti che apre spiragli su un futuro molto roseo. A Gallipoli, presso il Caroli Hotels Ecoresort Le Sirenè a farla da padrone è stata una logistica curata nei minimi particolari in un clima di festa che dura ininterrottamente dal fissaggio del primo picchetto. Circa 300 i concorrenti insieme alla promozionale short track per giovanissimi (messa in piedi dalla Ludobike Bisceglie) giunti da tutta Italia per onorare l’impegno organizzativo della ASD Romano Scotti in seno alla Federazione Ciclistica Italiana.

Radici, aria salmastra, insidie nel sottobosco. Dall’altra parte un prato acquitrinoso che non concedeva un attimo per rifiatare. E poi lei, la regina di giornata, a farla da padrone assoluto: sua maestà la sabbia bianca, elemento naturale incastonato nel parco di Torre Sant’Andrea-Lideo del Pizzo che come un valente scultore ha saputo tirar fuori le caratteristiche migliori dei ciclocrossisti in rosa.

Interessantissima sfida a quattro nella gara dedicata agli under e agli élite, in cui nelle primissime posizioni si è rivista la sfida consueta Antonio Folcarelli – Matteo Vidoni, ma soprattutto due volti noti del cross come Stefano Capponi (Pro Bike) e Fabio Zampese (Bike Pro Action). Dopo essere andati in fuga nelle prime battute di gara, i due under hanno dovuto tenere a distanza gli avversari più esperti, che per tutti i sei giri sono riusciti a contenere il distacco sotto i 6 secondi. Colpo di scena all’ultimo giro, con il contemporaneo allungo di Capponi e il guasto per Vidoni: via libera per la maglia rosa, che conquista la terza vittoria in sei tappe e secondo posto per un Capponi grintoso come non lo si vedeva da tempo. Pregevole bronzo per Vidoni, che conferma la seconda piazza in classifica generale e porta punti preziosi alla sua squadra per l’Italiano di Società.

A vederle pedalare, con un sorriso serafico e le guance sempre rosse una e con una grinta da far paura l’altra, sembrano quasi l’acqua santa e il diavolo. È questo lo spettacolo offerto da Sara Casasola (la prima) e Gaia Realini (la seconda) nella gara riservata alle donne open. Due danzatrici a pedali sulla sabbia jonica, quasi incuranti della difficoltà del terreno che dimostrano di valere tutto il colore delle maglie che indossano (Rosa e bianca). Sara Casasola (DP 66), porta a casa la terza vittoria assoluta. Terza Letizia Brufani (GS Lu Ciclone), che torna a fare capolino sul podio del Giro d’Italia Ciclocross dopo le eccellenti prestazioni del 2017.

È un fulmine a ciel sereno quello che si abbatte sull’azzurro della DP 66 e interrompe la scia di vittorie (l’unico ad averle conquistate tutte) di Davide Toneatti. Al termine di una gara ad elevatissima intensità, tra le più spettacolari e cariche di spunti tecnici di tutta la giornata, è infatti Luca Pescarmona (Merida Italia Team) ad avere la meglio, con uno sprint che lascia sui pedali l maglia rosa, privandolo a tutti gli effetti della matematica conquista del titolo (distante solo un punticino). Ma anche in questo caso la gara è stata a lungo guidata da un poker d’assi (Toneatti, Pescarmona, Verre e Cassol), infiammando il pubblico nei passaggi più tecnici. Un po’ alla volta il lucano ha mollato le redini e Pescarmona si è trovato stretto nel gioco di squadra di casa Pontoni, emergendo di prepotenza all’ultima curva (preceduta da un insidioso ostacolo). Da segnalare la prestazione eccellente di Daniele Pugliese (Narducci), corridore locale, compaesano di Vito di Tano, quinto al traguardo e soprattutto non molto distante dai primi.

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