Mathieu Van der Poel sul gradino più alto del podio: dov'è la novità? © UCI
Mathieu Van der Poel sul gradino più alto del podio: dov'è la novità? © UCI

Grinch Van der Poel, e per gli altri niente Natale

Zolder, Mathieu infila la quinta vittoria di fila in Coppa del Mondo; Van Aert è secondo e avvicina Aerts in classifica. Vos vince la gara femminile, Dorigoni sesto tra gli Under

Se l’è presa bella comoda oggi Mathieu Van der Poel per far cadere la consueta mannaia sulla gara di ciclocross di turno: non al primo, non al secondo giro, il Fenomeno si è mosso appena alla terza tornata, magari appesantito da qualche bocconcino natalizio, chi lo sa; di fatto non ha – che scandalo! – fatto la differenza nell’immediato avvio di gara, ma dopo aver guidato per un po’ in compagnia di Toon Aerts, leader di Coppa, e Michael Vanthourenhout.

Naturalmente scherziamo, un po’ come WonderPoel scherza coi suoi avversari; in quel di Zolder, tappa #7 (ora si usa scrivere così) della Coppa del Mondo 2018-2019, l’olandese ha infilato il quinto successo di fila nella challenge, e solo per aver saltato le prime due tappe non sta guidando la classifica con un eone di vantaggio sul secondo; probabilmente non riuscirà a fare la magata, anche perché i rivali (Van Aert e Aerts) non stanno a guardare mangiando popcorn, ma ce la mettono tutta per non sfigurare e se non altro giocarsi la CDM.

 

Che gran ciclismo ogni volta che vince Mathieu Van der Poel!
In partenza un primo break di Wout Van Aert e Quinten Hermans lasciava intendere che non sarebbe stata una gara come tutte le ultime che abbiamo seguito, ma in realtà la scorrevolezza ghiacciata del circuito di Zolder lasciava ampio margine per successivi appallamenti; infatti la coppia belga è stata presto raggiunta da un drappello, e addirittura Wout ha avuto un passaggio a vuoto, tanto da rimbalzare indietro perdendo una quindicina di secondi rispetto agli altri che intanto carburavano.

Non l’abbiamo ancora scritto, ma in questa gara era presente anche un antico dominatore della specialità, Zdenek Stybar, che ogni tanto torna a onorare i vecchi amici del cross e a “rubare” qualche bella inquadratura. Il ceco della QuickStep non è stato ovviamente competitivo ma non era questo l’obiettivo; semmai sgambare per bene in questa che è per lui una vera e propria vacanza sull’amato fango (dopo oggi, gareggerà ancora nelle prossime tre gare, il 28 e 30 dicembre e il 1° gennaio), prima di andare in ritiro in Spagna con la sua squadra. In ogni caso il boemo ha chiuso in 21esima posizione, quasi in scia al suo connazionale Michael Boros (che però la stagione del cross se la fa tutta…): non malaccio, oltre che promettente per le prossime uscite di Zdenek.

Mentre Van Aert era affaccendato a riprendere il filo, un terzetto si era intanto avvantaggiato, con Van der Poel insieme ad Aerts (in grande spinta) e Michael Vanthourenhout. Al secondo giro, un primo mezzo affondino di Mathieu, subito rialzatosi. Era solo la prova generale dell’allungo definitivo, messo in scena alla tornata successiva. In quello stesso momento il cross di Zolder si è trasformato in una lotta per il secondo posto.

Van Aert è rientrato bene su Aerts e Vanthourenhout, portandosi appresso anche uno Joris Nieuwenhuis molto gagliardo e un Quinten Hermans destinato a mollare presto la presa, mentre i vari Sweeck e Van der Haar languivano nelle retrovie. Negli stessi momenti del rientro di WVA e soci (eravamo al quinto giro), Vanthourenhout (che era sembrato addirittura il meglio messo del drappello) ha rotto la catena, ed è uscito dai giochi; quindi Van Aert ha forzato su una rampetta per saggiare le forze in campo.

Un giro più tardi – alla fine del sesto – l’iridato ha allungato con Nieuwenhuis, dopodiché ha dovuto metterci un grande impegno per staccare il giovane collega della Sunweb, riuscendoci verso la fine del settimo giro; l’impennata di ritmo necessaria per far fuori l’olandese ha fatto sì che Wout riavvicinasse Mathieu, abbassando il gap dai 30″ di prima a circa 20″; va anche detto che MVDP stava agevolmente gestendo, per cui non ha ritenuto di dover fare ulteriori strappate per ripristinare le distanze sul RollingStone di Herentals (anzi nel nono e ultimo giro ha ulteriormente rallentato). Bene così per tutti, posizioni cristallizzate, e ordine d’arrivo che, di lì a poco, avrebbe recitato quanto segue: Mathieu Van der Poel primo con 16″ su Van Aert e 29″ su Nieuwenhuis al primo podio da élite nelle gare maggiori; a 35″ Aerts si è dovuto impegnare per vincere lo sprint del quarto posto sul rientrato Laurens Sweeck; sesto ha chiuso Hermans a 55″, settimo David Van der Poel a 1’03”, ottavo Lars Van der Haar a 1’07”, nono Corné Van Kessel a 1’17”, decimo Daan Soete a 1’17”; Vanthourenhout ha tagliato il traguardo in 13esima posizione.

In classifica Toon Aerts difende la leadership dal ritorno di Van Aert, 475 punti contro 468; Van der Poel è terzo a 400, quindi abbiamo Hermans a 352 e Van Kessel a 341. Gioele Bertolini, assente oggi in Belgio (ma vincente in una gara di seconda fascia in Svizzera), è il primo degli italiani, 32esimo a 90 punti.

 

Che gran ciclismo ogni volta che vince Marianne Vos!
La gara femminile è stata molto equilibrata, sebbene monopolizzata dai colori olandesi, veri padroni della scena tra le donne. Marianne Vos ha forzato in apertura, ma non è riuscita a fare la differenza su un terreno di gioco sin troppo scorrevole. Impossibile scrollarsi di dosso le connazionali Ceylin del Carmen Alvarado, Lucinda Brand nonché Maud Kapthejins e Inge Van der Heijden, che successivamente andavano a comporre con la Divina un nutrito drappello di testa; drappello di cui peraltro facevano parte anche la britannica Nikki Brammeier e le belghe Loes Sels e soprattutto Sanne Cant, ringalluzzita dopo le ultime opache prestazioni.

Niente azzurre nel lotto: rimaste entrambe intruppate in una partenza convulsa, Eva Lechner e Alice Maria Arzuffi si son dovute rassegnare a una prova giocata di rimessa, con annessa buona rimonta (per Arzuffi, come al solito), ma senza riuscire a scalare le posizioni più su di quelle intorno alla decima.

Al quarto dei sei giri totali, momento thrilling con Marianne Vos che ha avuto un problema al cambio e si è dovuta sfilare e poi proprio fermare. Raggiunta anche da Lechner (in quel momento nona), la pluricampionessa di qualsiasi cosa ci ha messo mezzo giro per riprendere il ritmo giusto, staccare nuovamente la tricolore e rientrare sulle prime. L’ultimo giro ha visto Marianne gestire al meglio, impostando una sorta di volata lunghissima che ha smantellato il drappello e non ha lasciato scampo alle altre, a partire da Lucinda Brand, la quale più di tutte ha tentato di contrastare la titolata connazionale.

All’arrivo Vos esultante con 1″ su Brand, quindi Cant a 6″, Alvarado a 15″, Kapthejins a 20″, Sels a 22″, Brammeier a 23″, Van der Heijden a 26″, Annemarie Worst a 32″ e Lechner a 35″, decima; undicesimo posto per Arzuffi a 47″, 33esimo per Francesca Baroni a 3’10”; la vittoria di oggi rischia di essere il colpo di grazia di Marianne in classifica di Coppa del Mondo: 414 punti per lei, 358 per Cant seconda, nelle restanti due gare (Pont-Château e Hoogerheide il 20 e il 27 gennaio) viene difficile ipotizzare grossi riavvicinamenti. Per la cronaca, terza è ora Worst (314) davanti a Kaitlin Keough (294), Sels (289) e Lechner, sesta a 277; Arzuffi è 12esima a 246.

Tra i giovani si segnala un altro buon piazzamento di Jakob Dorigoni, sesto nella prova riservata agli Under 23: a imporsi è stato Eli Iserbyt in solitaria, 30″ tra lui e Maik Van der Heijden, con Timo Kielich terzo a 1’10”; Dorigoni è arrivato (con altri) proprio in scia di Kielich, cronometrato a 1’13” e quindi possiamo dire che il podio era ancora una volta a un passo da lui. Benché assente a Zolder, Thomas Pidcock continua a comandare la classifica, anche se Iserbyt oggi si è ovviamente avvicinato molto: 220 sono i punti del britannico, 191 quelli del belga; terzo è il francese Antoine Benoist a 180, quarto Dorigoni a 149.

Tra gli Juniores ha vinto Ryan Cortjens, belga arrivato con 21″ sull’olandese Luke Verburg e 23″ sul britannico Lewis Askey; quarto Thibau Nys a 25″; miglior italiano Emanuele Huez 19esimo, più indietro Davide De Pretto (21esimo), Samuele Leone (25esimo), Luca Pescarmona (31esimo) e Davide Toneatti (47esimo). La classifica di categoria vede Witse Meeussen (oggi settimo) in testa con 215 punti e un margine di gran sicurezza su Cortjens, secondo a 148; terzo è Verburg a 139, quarto Nys a 132; Toneatti, fermo a 90, scivola in 12esima posizione.

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