Foto di gruppo per la Mitchelton-Scott © Mitchelton-Scott
Foto di gruppo per la Mitchelton-Scott © Mitchelton-Scott

Le squadre 2019: Mitchelton-Scott

I gemelli Yates guidano la formazione australiana. Chaves per la rinascita, Trentin per la riconferma. Manca un velocista di spessore

In principio era una formazione che privilegiava le corse di un giorno; con il passare degli anni, però, la Mitchelton-Scott si è orientata sempre più verso le corse a tappe. La definitiva trasformazione si è avuta nella passata stagione, con la conquista della Vuelta e una prestazione super al Giro da parte di Simon Yates; al contempo la sessione di mercato ha ulteriormente ridefinito i nuovi obiettivi degli australiani.

Lasciato partire il “malpancista” Ewan, il team gestito da Shayne Bannan ha puntellato la rosa con diversi elementi di supporto per le corse a tappe come l’esperto Brent Bookwalter e gli scalatori Tsgabu Grmay e Nick Schultz. Dal vivaio sono stati promossi Callum Scotson e soprattutto Robert Stannard, uno dei talenti del futuro prossimo; completano il parco degli acquisti il veloce Dion Smith e il passistone italiano Edoardo Affini, strappato ad una agguerrita concorrenza.

ROSA
Edoardo Affini (Ita, 1996), Michael Albasini (Sui, 1980), Jack Bauer (Nzl, 1985), Sam Bewley (Nzl, 1987), Brent Bookwalter (Usa, 1984), Esteban Chaves (Col, 1990), Luke Durbridge (Aus, 1991), Alexander Edmondson (Aus, 1993), Tsgabu Grmay (Eth, 1991), Jack Haig (Aus, 1993), Lucas Hamilton (Aus, 1996), Mathew Hayman (Aus, 1978), Michael Hepburn (Aus, 1991), Damien Howson (Aus, 1992), Daryl Impey (Rsa, 1984), Christopher Juul Jensen (Den, 1989), Cameron Meyer (Aus, 1988), Luka Mezgec (Slo, 1988), Mikel Nieve (Esp, 1984), Nick Schultz (Aus, 1994), Callum Scotson (Aus, 1996), Dion Smith (Nzl, 1993), Robert Stannard (Aus, 1998), Matteo Trentin (Ita, 1989), Adam Yates (Gbr, 1992), Simon Yates (Gbr, 1992)

L’ANALISI

Simon Yates

CORSE A TAPPE: Il 2018 ha visto la consacrazione di Simon Yates come atleta da grandi giri: se, dopo un esaltante dominio durato due settimane, il Giro d’Italia lo aveva respinto, la Vuelta l’ha visto invece uscire vincitore, rimanendo quasi sempre in controllo della situazione. Il prossimo anno, Simon tornerà alla Corsa Rosa per completare il processo iniziato la stagione scorsa. Chi invece non se l’è passata molto bene è stato il gemello Adam Yates, che ha vissuto una stagione a due facce: ottima fino a giugno, con costanti piazzamenti in top 5 nelle corse di una settimana, e mediocre da luglio in poi, mai nel vivo dell’azione; presumibilmente però, la squadra gli darà un altra chance al Tour de France. Il 2019 di Esteban Chaves sarà invece un’incognita totale: il suo obiettivo è correre un grande giro ma, venendo da una mononucleosi, la squadra ci andrà sicuramente con i piedi di piombo e valuterà cosa fare settimana dopo settimana. Dietro ai tre leader troviamo Mikel Nieve, sempre pronto a dare il massimo per i compagni e a sfruttare le occasioni che gli vengono concesse (vedi vittoria a Cervinia al Giro). Coetaneo degli Yates è Damien Howson, che in corse minori ha ottenuto qualche top 5 ed ha lavorato come gregario nelle corse di tre settimane. Dopo un anno di apprendistato nei professionisti, interessante capire che evoluzione avrà Lucas Hamilton, molto promettente fin dalle categorie giovanili (secondo al Giro d’Italia Under 23 e quarto al Tour de l’Avenir).

Daryl Impey

VOLATE: Con la partenza di Ewan, la Mitchelton-Scott non avrà un vero e proprio velocista di punta anche se quel ruolo dovrebbe essere spesso ricoperto da Matteo Trentin. Chi potrà aiutarlo a trovare una miglior posizione in volata è Luka Mezgec, che può ancora ottenere qualche piazzamento quando lasciato libero di buttarsi allo sprint. Dalla Wanty è arrivato Dion Smith, non di certo un vincente ma corridore che può piazzarsi nella top 10 (ci è riuscito anche al Tour de France) degli arrivi veloci. Altro atleta dotato di un buono spunto è Alex Edmondson, campione nazionale australiano nel 2018, abituato a lavorare principalmente per i compagni. Chiudiamo con Daryl Impey, adatto anche a percorsi più duri e che predilige le volate ristrette: la sua stagione è stata ottima a partire dalla vittoria della generale al Down Under e passando dalla tappa al Delfinato.

Matteo Trentin

PAVÉ: Forse è questo l’anno buono per Matteo Trentin. Il campione europeo a causa della rottura della costola prima e della caduta alla Roubaix poi, non ha potuto essere al 100% nella scorsa campagna delle pietre e vuole assolutamente essere protagonista. Il suo miglior aiuto sarà Luke Durbridge, che si è recentemente laureato campione nazionale a cronometro battendo Rohan Dennis. L’australiano non viene da una stagione eccelsa ma alla soglia dei 28 anni ha la maturità giusta per essere un elemento fondamentale. Il reparto è stato rimpolpato dall’arrivo dagli under di Callum Scotson, già medagliato olimpico su pista e propenso anche alle corse sul pavè, come testimoniato dal suo quinto posto alla Paris-Roubaix Espoirs. Tra i fedelissimi di Trentin ci saranno anche Jack BauerMichael Hepburn, preziosi aiuti anche nei grandi giri. Da vedere lo spazio che avrà Edoardo Affini: al primo anno tra i professionisti, il possente mantovano può già ritagliarsi un ruolo interessante.

Jack Haig

CLASSICHE: I gemelli Yates e Chaves potrebbero essere protagonisti in corse come Liegi e soprattutto Lombardia. Jack Haig è un corridore polivalente che può dire la sua nelle brevi corse a tappe ma anche nelle classiche più dure. Il trentottenne Michael Albasini viene forse dalla sua peggior stagione nelle corse di un giorno (se escludiamo il settimo posto agli Europei) ma sarebbe sbagliato darlo per finito, anche perché il 2017 è stato di assoluto livello. Dalla Caja Rural è arrivato un prospetto interessante come Nick Schultz, che si è già messo in mostra alla Klasika Primavera e al Gran Premio Miguel Indurain. Non saremmo stupiti di vedere il classe ’98 Robert Stannard ottenere subito qualche piazzamento tra i pro: Giro del Belvedere, Gran Premio di Poggiana e Piccolo Lombardia sono stati terreni di conquista per il giovane atleta australiano, dotato peraltro di un ottimo spunto veloce.

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