I corridori della EF Education First guardano l'orizzonte © EF Education First
I corridori della EF Education First guardano l'orizzonte © EF Education First

Le squadre 2019: Team EF Education First

La squadra di Vaughters punterà ancora sul triumvirato Urán-Woods-Vanmarcke. Van Garderen spera nel rilancio mentre Bettiol cerca l’esplosione definitiva

La prima stagione della EF Education First non è stata proprio positiva, solo 6 vittorie e terz’ultimo posto nel ranking World Tour. Nonostante i dieci nuovi arrivi, la squadra non ha cambiato i proprio leader, dai quali ci ci aspetta di più per il 2019. Da tenere d’occhio il talento colombiano Martínez, in grande ascesa mentre per le volate c’è ancora Modolo. Il saldo delle entrate/uscite è piuttosto positivo, in quanto, a parte Rolland (che peraltro viene da una stagione pessima), ha perso corridori non imprescindibili come Magnusson, Van Asbroeck e Cardona. Allo stesso tempo, sono arrivati atleti di livello più alto come Van Garderen, Bettiol e Kangert, che potranno ritagliarsi anche il loro spazio.

ROSA
Sean Bennett (Usa, 1996), Alberto Bettiol (Ita, 1993), Matti Breschel (Dan, 1984), Nathan Brown (Usa, 1991), Jonathan Caicedo (Ecu, 1993), Hugh Carthy (Gbr, 1994), Simon Clarke (Aus, 1986), Lawson Craddock (Usa, 1992), Mitchell Docker (Aus, 1986), Joe Dombrowski (Usa, 1991), Moreno Hofland (Ola, 1991), Alex Howes (Usa, 1988), Tanel Kangert (Est, 1987), Sebastian Langeveld (Ola, 1985), Daniel Martínez (Col, 1996), Daniel McLay (Gbr, 1992), Sacha Modolo (Ita, 1987), Lachlan Morton (Aus, 1992), Logan Owen (Usa, 1995), Taylor Phinney (Usa, 1990), Thomas Scully (Nzl, 1990), Rigoberto Urán (Col, 1987), Julius van den Berg (Ola, 1996), Tejay van Garderen (Usa, 1988), Sep Vanmarcke (Bel, 1988), James Whelan (Aus, 1996), Michael Woods (Can, 1986). Dal 01-07: Luis Villalobos (Mex, 1998).

L’ANALISI

Rigoberto Urán

CORSE A TAPPE: La caduta al Tour ha un po’ rovinato la stagione di Rigoberto Urán, faro del team che il prossimo anno dovrà avvicinarsi il più possibile ai livelli del 2017 e che per la terza occasione consecutiva dovrebbe concentrarsi sul Tour de France, magari bissandolo con la Vuelta. La squadra proverà a rilanciare Tejay van Garderen, che lascia la BMC dopo sette stagioni. Lo statunitense potrebbe avere qualche chance nelle corse più brevi ed essere in appoggio del capitano nei grandi giri. Altro nuovo corridore è Tanel Kangert, che in EF potrebbe trovare più libertà rispetto all’Astana e magari tentare di fare la sua classifica in alcune corse. Daniel Martínez, uno dei più interessanti prospetti del panorama mondiale, viene da un’ottima annata (terzo al California e settimo al Catalunya) e non è escluso che possa scalare velocemente le gerarchie della squadra. Chi può fare bene nelle corse americane è Joe Dombrowski, che nei grandi giri può andare a caccia di tappe o aiutare i capitani. Curiosità sul rendimento che Jonathan Caicedo, ecuadoriano pescato nel panorama Continental, potrà avere nelle brevi corse a tappe. Un corridore indecifrabile come pochi è Lachlan Morton, che nelle prove statunitensi risulta trasformarsi rispetto al resto della stagione.

Sacha Modolo

VOLATE: Il reparto veloce viene da un 2018 con più bassi che alti. Sacha Modolo presumibilmente tornerà al Giro d’Italia per cercare quella vittoria di tappa che gli manca dal 2015 mentre per Daniel McLay sarà molto difficile conquistarsi un posto al Tour de France, ma avrà tante chance nelle varie corse del World Tour. Altro elemento dallo spunto veloce è Matti Breschel, sempre pericoloso nelle volate ristrette; il danese sembra però essersi un po’ allontanato dal ruolo di sprinter. Dal mercato è arrivato Moreno Hofland, corridore tutto sommato ancora giovane che nel 2017 è stato in grado di vincere un bronzo agli Europei.

Sep Vanmarcke

PAVÉ: Riuscirà Sep Vanmarcke a conquistare la tanto agognata vittoria di peso? Il treno sembra ormai essere passato ma nelle giornata giusta il belga può ancora dire la sua. Al suo fianco un elemento di grande esperienza come Sebastian Langeveld, già sul podio della Roubaix in carriera. Dopo il terribile infortunio del 2014, Taylor Phinney sembra essere tornato in carreggiata e nel 2018 ha dato finalmente segnali positivi sulle pietre. Dagli under è arrivato Julius van den Berg, ventiduenne olandese che si è messo in mostra con la vittoria al campionato nazionale e col secondo posto alla Paris-Roubaix Espoirs. Risultato ancora migliore per l’altro neopro’ James Whelan: l’australiano è infatti il detentore della Ronde van Vlaanderen under 23, ottenuta grazie ad una bella azione personale. Ben altra età, invece, per Mitchell Docker, gregario di sostanza in gare di questo tipo.

Michael Woods

CLASSICHE: Dopo il prestigioso secondo posto alla Liegi e la medaglia iridata, la squadra si aspetta molto dal canadese Michael Woods, uno dei migliori corridori al mondo negli strappi oltre il 10% e capace anche di fare classifica nelle corse a tappe quando necessario. Dopo un anno in BMC, torna alla EF Alberto Bettiol, atleta che può fare bene in tutti i tipi di classiche e dotato di un buon spunto veloce. L’australiano Simon Clarke sa farsi trovare pronto nelle classiche minori ed è anche un ottimo cacciatore di tappe (vedi Vuelta 2018). Per le classiche più dure la squadra può contare su Hugh Carthy, ventiquattrenne dalle buone prospettive ma in cerca di continuità. Menzione anche per Lawson Craddock, capace di centrare la top 10 all’Amstel Gold Race nella passata stagione. Dalla Hagens Berman Axeon arriva Sean Bennett, giovane ciclista che se la cava egregiamente su tutti i terreni.

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