Tempo di allenamento per il Team Sky © Russ Ellis
Tempo di allenamento per il Team Sky © Russ Ellis

Le squadre 2019: Team Sky

L’armata britannica va alla conquista del suo settimo Tour de France in otto anni. Dai risultati acquisiti, passa anche il successo nella ricerca di un nuovo sponsor

12 dicembre 2018, data di un annuncio inaspettato: Sky lascerà il ciclismo a fine 2019. Il Team Manager Dave Brailsford dovrà dunque riuscire nell’obiettivo di trovare uno sponsor che copra i quasi 40 milioni di budget necessari a mantenere la struttura del team più forte del mondo. Il Team Sky sarà dunque ancora più motivato ad ottenere risultati nella prossima stagione, a partire dalla conquista del Tour de France con Chris Froome o Geraint Thomas. Allo stesso tempo, la squadra britannica sta mettendo in atto un processi di ringiovanimento della rosa: Bernal sarà già leader in un grande giro e dietro di lui crescono i coetanei Sivakov e Sosa.

ROSA
Leonardo Basso (Ita, 1993), Egan Bernal (Col, 1997), Jonathan Castroviejo (Spa, 1987), David De la Cruz (Spa, 1989), Owain Doull (Gbr, 1993), Eddie Dunbar (Irl, 1996), Kenny Elissonde (Fra, 1991), Christopher Froome (Gbr, 1985), Filippo Ganna (Ita, 1996), Tao Geoghegan Hart (Gbr, 1995), Michal Golas (Pol, 1984), Kristoffer Halvorsen (Nor, 1996), Sebastián Henao (Col, 1993), Vasil Kryienka (Blr, 1981), Christian Knees (Ger, 1981), Michal Kwiatkowski (Pol, 1990), Christopher Lawless (Gbr, 1995), Gianni Moscon (Ita, 1994), Jhonatan Narváez (Ecu, 1997), Wout Poels (Ned, 1987), Salvatore Puccio (Ita, 1989), Diego Rosa (Ita, 1989), Luke Rowe (Gbr, 1990), Pavel Sivakov (Rus, 1997), Iván Ramiro Sosa (Col, 1997), Ian Stannard (Gbr, 1987), Ben Swift (Gbr, 1987), Geraint Thomas (Gbr, 1986), Dylan van Baarle (Ned, 1992)

L’ANALISI

Chris Froome

CORSE A TAPPE: Chris Froome, vincendo il suo primo Giro d’Italia, è riuscito nell’intento di conquistare la Tripla Corona ma, allo stesso tempo, ha “fallito” il tentativo di doppietta con il Tour de France (pur salendo sul podio). Proprio per questo motivo, nel 2019 si concentrerà solo sulla corsa francese per agganciare Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain a quota 5 vittorie. Dopo una carriera costellata di “vorrei ma non posso”, Geraint Thomas ha messo insieme i pezzi e ha disputato un Tour fenomenale, dominato dall’inizio alla fine. Non ha definitivamente chiuso le porte al Giro ma è molto probabile che anche lui preparerà al meglio la Grande Boucle, alla quale arriverà da campione in carica. Riuscirà Egan Bernal a diventare la prossima star del ciclismo mondiale? Le premesse ci sono tutte ed il Giro d’Italia ci darà ulteriori indicazioni per quanto riguarda le corse di tre settimane. Wout Poels meriterebbe una chance nei grandi giri ma la concorrenza interna è troppo agguerrita e probabilmente si dovrà accontentare di guidare la squadra in alcune corse di una settimana, per poi essere in appoggio dei leader al Tour de France. Dalla Androni arriva Iván Ramiro Sosa, capace, a 21 anni, di vincere l’Adriatica Ionica Race e soprattutto la Vuelta a Burgos davanti a López. Dopo un anno di apprendistato ci si aspetta che anche Pavel Sivakov, coetaneo di Sosa e Bernal, mostri i lampi di classe dei quali è capace. A supporto dei capitani, affidabili gregari come Jonathan CastroviejoVasil Kiryienka, Kenny ElissondeSalvatore Puccio. L’inglese Tao Geoghegan Hart ha disputato un Tour of California e un Delfinato di livello mostruoso come ultimo uomo in salita; al contrario, David De la Cruz ha vissuto una stagione di alti e bassi.

Kristoffer Halvorsen

VOLATE: Questo è certamente il reparto più “debole” anche perché i velocisti faticano a trovare spazio in una squadra improntata sulla conquista delle corse a tappe. Il principale velocista sarà Kristoffer Halvorsen, campione del mondo under 23 nel 2016. Il 2018 non era iniziato bene, con una frattura alla mano in Australia, ed è poi proseguito con prestazioni un po’ altalenanti ma il giovane norvegese saprà rifarsi. Christopher Lawless non ha corso molto l’anno scorso, però ha saputo mettersi in mostra con la vittoria di tappa alla Coppi & Bartali ed il terzo posto alla Scheldeprijs. Leonardo Basso, nonostante non sia un vero e proprio sprinter, ha ottenuto qualche top 10 la scorsa stagione. Dalla UAE, dove ha deluso le attese, ritorna in Ben Swift, corridore un po’ enigmatico, capace di salire due volte sul podio della Milano-Sanremo. Owain Doull, invece, occuperà il ruolo di apripista dei capitani in volata.

Gianni Moscon

PAVÉ: La stagione sulle pietre di Gianni Moscon è stata sotto le aspettative, complice anche la rottura dello scafoide che gli ha rovinato la preparazione. Il trentino però non ha perso il suo ruolo di leader e affronterà il 2019 con tanta grinta e la consapevolezza che gli hanno dato le vittorie nei mesi di settembre ed ottobre. Al suo fianco, un atleta di ottimo livello come Dylan van Baarle, che ha sfiorato il podio alla Ronde van Vlaanderen nel 2017, ed ha anche mostrato notevoli miglioramenti a cronometro. In organico anche due “vecchie” volpi quali Luke Rowe e Ian Stannard, che si sono in parte allontanati da questa dimensione, dedicandosi più che altro al gregariato in altre corse. Al contrario, il quasi trentottenne Christian Knees, ha corso la campagna del pavè per intero, ovviamente in aiuto dei compagni. C’è tanta attesa per Filippo Ganna, vincitore della Paris-Roubaix Espoirs 2016, che ancora non è riuscito a lasciare il segno nel professionismo. Infine, quest’anno non ci saranno apparizioni nelle gare del nord per due come Thomas e Kwiatkowski, che si concentrano su altri obiettivi.

Michal Kwiatkowski

CLASSICHEMichal Kwiatkowski è finito un po’ in una zona di limbo tra le corse a tappe di una settimana e le classiche e nel 2018 hanno prevalso le prime (vittoria in Algarve, alla Tirreno e al Tour de Pologne). Quest’anno si concentrerà maggiormente sul trittico delle Ardenne per conquistare la tanto ambita Liegi-Bastogne-Liegi. Gianni Moscon e Wouter Poels potrebbero in alcune occasioni affiancarsi come co-capitani, soprattutto l’olandese. L’ecuadoriano Jhonatan Narváez, in arrivo dalla Quick-Step, ha dimostrato, fin dal primo anno di professionismo, di amare i percorsi misti e vallonati. Stesso discorso per Edward Dunbar, che si è messo in mostra al Tour de Yorkshire e al Baloise Belgium Tour. Diego Rosa cullerà il sogno di conquistare quel Lombardia che nel 2016 gli è sfuggito per mezza ruota, ma per ottenere un ruolo importante in squadra, deve dimostrare di più, sperando di aver archiviato completamente il citomegalovirus.

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