Letizia Paternoster, Marta Cavalli, Elisa Balsamo e Martina Fidanza: il presente e il futuro della pista italiana © UCI
Letizia Paternoster, Marta Cavalli, Elisa Balsamo e Martina Fidanza: il presente e il futuro della pista italiana © UCI

Italia, un bottino (Hong) Kongruo

La Coppa del Mondo su pista si chiude al meglio: Fidanza vince ancora lo scratch e si prende la coppetta di specialità

Saint Quentin en Yvelines, Milton, Berlino, Londra, Cambridge e infine Hong Kong. Sei tappe nello spazio di tre mesi hanno formato l’edizione 2018-2019 della Coppa del Mondo su pista, appuntamento che sta tornando a crescere dopo qualche anno di abbandono da parte della federazione internazionale. Al velodromo di Tseung Kwan O, dunque, si è abbassata la serranda sulla massima challenge internazionale, esattamente un mese prima dell’apertura del Campionato del Mondo, quest’anno in programma nella BGZ Arena di Pruszkow, in Polonia.

Lo Scratch regala una super Fidanza: nuova vittoria e la coppetta di specialità è sua
Cinque le gare in programma quest’oggi e, in chiave azzurra, inevitabile partire dalla più grande sorpresa dell’ultimo periodo. Che fosse talentuosa non è certo un mistero, data la sfilza di medaglie ottenute nelle categorie giovanili. Ma Martina Fidanza, nel primo scorcio della sua seconda annata tra le élite, sta letteralmente volando: due gare individuali e due vittorie in Coppa del Mondo, con condotte di gara differenti fra loro.

Lo Scratch è la specialità più simile alla strada che ci sia: chi primo arriva, vince. Tra le donne la distanza è di 10 km, equivalenti a 40 giri di pista. Se la scorsa settimana, a Cambridge, la bergamasca si era sciroppata due giri in testa riuscendo comunque ad imporsi, stamani la sua è stata una affermazione tattica prima ancora che di velocità pura: incollatasi alla ruota della favoritissima belga Jolien D’Hoore a 300 metri dalla fine, la Fidanza ha seguito la belga nella di lei progressione, iniziando la volata circa a 130 metri dalla conclusione in seconda ruota.

In esterno sulla curva, l’azzurra si appaia all’avversaria riuscendo a sopravanzarla solamente, ma nettamente, ad una trentina di metri dal traguardo, andando così a conquistare un successo splendido anche nel modo in cui è stato ottenuto. Seconda piazza non per la D’Hoore ma per l’australiana Alex Martin-Wallace, che ha tentato un tardivo riaggancio. Quarta piazza per la spagnola Ana Usabiaga, in maglia Euskadi, più attardate le altre. E grazie al doppio successo in sette giorni, Martina Fidanza si prende anche la coppetta di specialità: 1000 punti in due prove contro i 975 della tedesca Lisa Kullmer, oggi sesta.

Paternoster quarta nell’Omnium dominato dalla solita Wild
Si ferma ai piedi del podio, invece, Letizia Paternoster nell’Omnium femminile. Terza nello Scratch, ottava nella Tempo Race e seconda nell’Eliminazione, la trentina entrava alla Corsa a Punti finale con 100 punti e la terza piazza provvisoria, dietro alle soli Kirsten Wild (116) e Laurie Berthon (114). Nella gara femminile, però, la stellina del ciclismo italiano non è riuscita a difendersi dal ritorno di Alexandra Manly: l’australiana, quinta con 82 punti, ha approcciato all’attacco la prova riuscendo, unica fra tutte, a guadagnare un giro e a conquistare due sprint.

Paternoster, dal canto suo, ha mostrato reattività nella fase centrale, accumulando due secondi e un terzo posto nelle volate. Ma nello sprint conclusivo nulla da fare, con l’azzurra rimasta nella parte conclusiva. I 108 punti non sono stati sufficienti per scavalcare la Manly, approdata a quota 112. La medaglia d’oro non è mai stata in discussione: la neerlandese Kirsten Wild ha piazzato tre vittorie negli sprint pari, accontentandosi di una terza piazza in quello finale. I 137 punti sono ampiamente sufficienti data la gara evanescente della Berthon, mai andata a punti ma comunque capace di mantenere il secondo posto.

Le altre gare della giornata: così così nella Madison, grande festa per Hong Kong
Nelle altre prove, un po’ appannata la coppia della Madison maschile composta da Liam Bertazzo e Michele Scartezzini: secondi nel primo e nel settimo sprint, i due veneti si fermano al settimo posto in una gara più tattica del solito. Ad avere la meglio è la Nuova Zelanda di Thomas Sexton e Campbell Stewart: 33 i loro punti, con il fondamentale successo nello sprint finale che permette loro di regolare i cugini dell’Australia Kelland O’Brian e Sam Welsford, unici a guadagnare il giro e infine a quota 29 punti. Medaglia di bronzo con 21 punti per la regolare Francia di Florian Maitre e Benjamin Thomas che, con la volata conclusiva, hanno superato di due lunghezze il sorprendente Portogallo di João Matias e Rui Oliveira.

Il Keirin femminile non ha sorriso a Maila Andreotti e a Miriam Vece: entrambe nella seconda batteria, Vece è quarta e Andreotti è sesta, non passando direttamente. Nulla da fare neppure nei ripescaggi, con la friulana Andreotti quarta nella prima e la lombarda Vece terza nella terza. In finale è gran festa per il pubblico di casa con l’ennesima vittoria di Lee Wai Sze: capace ieri di primeggiare nella Velocità, la trentunenne ha preceduto la giapponese Riyu Ohta e l’altra hongkonghese Lee Hoi Yan Jessica.

L’altra prova maschile della giornata era la Velocità individuale, senza italiani in gara. Finale tutta australiana che ha visto Thomas Clarke precedere James Brister per 2-0, in sfide comunque molto combattute. Il gradino più basso del podio va al cinese Xu Chao ai danni del francese Quentin Caleyron. Da segnalare la sempre maggior competitività degli atleti di Trinidad e Tobago: certo, il panorama non era di livello stellare, ma Njisane Philip quinto e Nicholas Paul sesto testimoniano la crescita del movimento.

Tre coppette di specialità, nessuno come l’Italia
3 vittorie e 1 bronzo, dunque, per la spedizione italiana nell’ex protettorato britannico; meglio delle ragazze e dei ragazzi di Savoldi e Villa solo l’Australia con 3-3-2. Nel corso delle sei tappe quattro le vittorie (Fidanza nello scratch a Cambridge, quartetto maschile ad Hong Kong, quartetto femminile ad Hong Kong, Fidanza nello scratch a Cambridge), quattro gli argenti (Paternoster nell’omnium a SQEY, quartetto femminile a Milton, Paternoster nell’omnium a Berlino, Paternoster-Confalonieri nella madison a Cambridge) e sette i bronzi (quartetto maschile a SQEY, quartetto femminile a SQEY, Viviani nell’omnium a Londra, quartetto femminile a Londra, Bertazzo nel’omnium a Cambridge, quartetto femminile a Cambridge, Balsamo-Confalonieri nella madison ad Hong Kong).

Sei le tappe nell’edizione 2019-2020, annata fondamentale in quanto preolimpica: partenza a Minsk a inizio novembre, con bis la settimana seguente a Glasgow. A cavallo fra novembre e dicembre ci si sposta ad Hong Kong, dando il là ad una lunga trasferta in oriente: nella settimana seguente si torna a Cambridge, concludendo il trittico a metà mese a Brisbane. Chiusura a fine gennaio a Milton prima del Mondiale di Berlino e, soprattutto, della rassegna a cinque cerchi di Tokyo.

Questi i vincitori delle singole specialità della Coppa 2018-2019 e i piazzamenti degli italiani:
Velocità individuale maschile: 1. Matthew Glatzer (AUS) 1950 punti; 77. Luca Ceci 1 punto, 80. Davide Ceci 1 punto
Keirin maschile: 1. Matthijs Buchli (NED) 1400 punti; 19. Francesco Ceci 630 punti, 52. Luca Ceci 175 punti
Scratch maschile: 1. Vitaliy Hryniv (UKR) 1280 punti; 11. Michele Scartezzini 495 punti, 20. Francesco Lamon 375 punti, 23. Stefano Modo 325 punti
Omnium maschile: 1. Christos Volikakis (GRE) 1800 punti; 11. Elia Viviani 725 punti, 20. Francesco Lamon 525 punti, 31. Liam Bertazzo 400 punti, 42. Simone Consonni 250 punti
Velocità a squadre maschile: 1. Paesi Bassi (NED) 3000 punti
Inseguimento a squadre maschile: 1. Italia (ITA) 4200 punti
Madison maschile: 1. Danimarca (DEN) 2000 punti; 2. Italia 1775 punti
Velocità individuale femminile: 1. Olena Starikova (UKR) 2100 punti; 30. Miriam Vece 372 punti, 52. Maila Andreotti 1 punto, 60. Gloria Manzoni 1 punto
Keirin femminile: 1. Lee Wai Sze (HKG) 1775 punti; 26. Maila Andreotti 505 punti, 30. Miriam Vece 401 punti, 47. Gloria Manzoni 80 punti
Scratch femminile: 1. Martina Fidanza (ITA) 1000 punti; 12. Rachele Barbieri 505 punti
Omnium femminile: 1. Kirsten Wild (NED) 1500 punti; 5. Letizia Paternoster 1275 punti, 37. Elisa Balsamo 325 punti, 54. Maria Giulia Confalonieri 120 punti
Velocità a squadre femminile: 1. Germania (GER) 2075 punti; 15. Italia 905 punti
Inseguimento a squadre femminile: 1. Italia (ITA) 5050 punti
Madison femminile: 1. Gran Bretagna (GBR) 1950 punti; 2. Italia 1920 punti

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