La gioia di Matteo Trentin, vincitore alla Volta a la Comunitat Valenciana © Mitchelton-Scott
La gioia di Matteo Trentin, vincitore alla Volta a la Comunitat Valenciana © Mitchelton-Scott

Trentin d’astuzia, ad Alicante nessuno lo supera

Volta a la Comunitat Valenciana, la prima volata è del trentino. Battuto Bouhanni, quarto Colbrelli

Un anno fa, di questi tempi, Matteo Trentin se la passava diversamente; a inizio gennaio 2018 in allenamento era scivolato procurandosi una frattura alla costola. Se poi pensiamo come si è conclusa la sua Roubaix (spoiler: in ospedale con la frattura della gabbia toracica), ecco che l’inverno-primavera passato era da dimenticare. La rinascita estiva, culminata con la superba vittoria al Campionato europeo, hanno poi restituito al ciclismo di primo livello il valente valsuganotto. Che oggi, mettendo in mostra la sua nota accortezza tattica, ha colto il primo centro della stagione, il quinto per la sua già scattante formazione.

Otto in fuga nella prima tappa in linea; stop per De Tier, Ravasi e Schär
Dopo la cronometro di ieri nella incantevole Orihuela, la Volta a la Comunitat Valenciana riparte con una tappa di difficile lettura: la Alicante-Alicante di 166 km presenta tre salite, ma una lunghissima discesa di oltre 30 km prima del traguardo promette di rimettere in gara i velocisti. La partenza, pochi minuti dopo le 11, avviene senza Floris De Tier: il belga del Team Jumbo-Visma, apparso ieri già in enorme difficoltà (giungendo quartultimo), ha gettato la spugna a causa di problemi influenzali. Verso metà gara, invece, è stato il momento di dire basta per Edward Ravasi (UAE Team Emirates), alle prese con dolori al ginocchio, e per Michael Schär (CCC Team) .

Dopo un iniziale tentativo di Alexandr Evtushenko (Gazprom-RusVelo) e di Peio Gokoetxea (Equipo Euskadi), la fuga di giornata si forma attorno al km 10 con otto elementi a comporla: presenti Mathias Van Gompel (Sport Vlaanderen-Baloise), Joan Bou (Nippo-Vini Fantini-Faizanè), Mikel Iturria (Euskadi Murias), Raúl Alarcón (W52-FC Porto), Nigel Ellsay (Rally UHC Cycling), Ibai Azurmendi (Equipo Euskadi), Diego Rubio (Burgos-BH) e Diego Pablo Sevilla (Kometa Cycling Team).

Gli attaccanti non si involano e vengono ripresi; Astana e Mitchelton lavorano
Al km 24.5, quando la fuga scollina il gpm di Maigmó (conquistato da Rubio su Iturria e Van Gompel), il margine sul gruppo staziona sui 2′; il Team Dimension Data non permette all’azione di far guadagnare un vantaggio significativo, tanto che non si superano mai i 3′. La gara scorre dunque placidamente e sulla salita di Canali (km 57.7) Rubio bissa il transito al comando, stavolta su Bou e Iturria. Poco dopo il traguardo volante di Alcoy (km 78.8), vinto da Sevilla su Bou e ancora Rubio, nel gruppo iniziano a lavorare Astana Pro Team e Team Jumbo-Visma, facendo ulteriormente scendere il gap.

L’andatura di queste formazioni è estremamente veloce e così il disavanzo dei battistrada cala drasticamente tanto che già ai meno 49 km, quando l’ultima salita sta per essere approcciata, la fuga viene annullata. Ai kazaki, dove si segnalano Merhawi Kudus e Luis León Sánchez come gregari totali, si aggiunge nel lavoro la Mitchelton-Scott: per entrambe le squadre l’obiettivo è di impostare un ritmo notevole per mettere in difficoltà il maggior numero di velocisti possibili, favorendo così i rispettivi Cort Nielsen e Trentin, più bravi di altri a resistere quando la strada sale.

Groenewegen unico sprinter a staccarsi in salita, i gregari provano a farlo rientrare
In pochi, però, si staccano; non Bouhanni, non Kristoff, non Boudat. Perdono terreno, invece, nomi come Jon Aberasturi, Juan José Lobato, Jurgen Roelandts, Rick Zabel e soprattutto Dylan Groenewegen. Immediatamente, per attendere il capitano, si fermano tutti i cinque Team Jumbo-Visma presenti compreso Tony Martin, terzo della generale; allo scollinamento dell’Alto de Carrasqueta (km 129.7, Sánchez transita davanti a Fraile e Cort Nielsen), il gruppo è forte di un centinaio abbondante di unità mentre il primo drappello attardati paga una quarantina di secondi.

Cogliendo un brevissimo momento di stasi degli Astana, dal gruppo evade nella veloce e lunga discesa Niki Terpstra: nella nuova colorazione nero-gialla della Direct Énergie, il neerlandese rimane all’attacco per circa 8 km, venendo addomesticato in prossimità del cartello dei meno 30 km. Questo perché i gregari di Cort Nielsen non hanno la minima intenzione di facilitare il rientro dei ritardatari; nonostante le trenate di passistoni quali Martin e Van Emden, il team neerlandese viaggia sempre con 40″ di distanza e con lo svantaggio di non poter godere della scia delle ammiraglie, opportunamente fatte accodare agli staccati.

Riaggancio riuscito ai meno 15 km, la Jumbo fa il suo
Con il passare dei km, i Jumbo-Visma riescono a mangiare alcuni secondi, portandosi a meno di mezzo minuto; informati di questo scenario, nel gruppo principale Bahrain Merida e Cofidis Solutions Crédits vanno a dare una mano agli Astana per cercare di impedire al favorito numero 1 di giocarsi le proprie chance. E invece questa eventualità accade: con uno sforzo non da poco, il ricongiungimento fra i due tranconi avviene ai meno 15 km, con i gialloneri che danno così al proprio leader la possibilità di venire ricompensati con una volata delle sue.

L’andatura, una volta avvenuto il rientro degli staccati, si abbassa, iniziando così una fase in cui non vi è intenzione da parte di nessun team di lavorare a fondo; più che altro le squadre vogliono tenere davanti i rispettivi capitani. Chi lavora è anche Geraint Thomas, che in questa settimana fungerà da scudiero di De la Cruz. Dai meno 4 km è la Direct Énergie che prende seriamente in mano le operazioni, con Damien Gaudin a dettare il ritmo per un km abbondante.

Lavora il Team Sky, ma Trentin sorprende tutti e vince con una gran mossa
A sostituire il francese è il Team Sky che, trainato da Ian Stannard, va ad occupare ai meno 2.8 km tutte le prime piazze del plotone con l’obiettivo di concedere, una volta tanto, una chance al velocista, nel caso di specie Ben Swift. Ma i britannici vengono scavalcati dopo l’ingresso nell’ultimo km non da un gregario quanto da un velocista: è Matteo Trentin che si rende conto della tortuosità del finale con una doppia semicurva.

La fa all’esterno, il campione europeo, quasi facendo a spallate con Nacer Bouhanni; l’azzurro riesce a passare e nel breve rettilineo conclusivo riesce ad uscire in prima piazza tenendo bene il tentativo di rimonta del rivale. Gran bella vittoria, dunque, per il portacolori della Mitchelton-Scott; seconda piazza per Nacer Bouhanni (Cofidis, Solutions Crédits), che senza questo Trentin avrebbe vinto con agio.

Quarto Colbrelli, Boasson Hagen sesto e sempre leader. Domani arrivo in salita
Terza piazza di giornata per Ben Swift (Team Sky), quarta per Sonny Colbrelli (Bahrain Merida). Seguono i norvegesi Alexander Kristoff (UAE Team Emirates) e Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data), il francese Thomas Boudat (Direct Énergie), il norvegese Sondre Holst Enger (Israel Cycling Academy), lo spagnolo Enrique Sanz (Euskadi-Murias) e il britannico Chris Lawless (Team Sky).

Nulla cambia in classifica generale: Edvald Boasson Hagen (Team Dimension Data) indossa la maglia gialla con 5″ su Ion Izagirre (Astana Pro Team) e 7″ su Tony Martin (Team Jumbo-Visma). Domani i velocisti lasciano spazio agli uomini da classifica: la Quart de Poblet-Chera di 194.3 km prevede un finale all’insù disegnato alla perfezione su Valverde, che non vede l’ora di ottenere la prima vittoria in maglia iridata.

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