Adam Yates conquista la quarta tappa alla Volta a la Comunitat Valenciana © Getty Images
Adam Yates conquista la quarta tappa alla Volta a la Comunitat Valenciana © Getty Images

Uno o l’altro non cambia, gli Yates vincono sempre

Volta a la Comunitat Valenciana, nell’arrivo in salita il britannico supera Valverde. Izagirre leader, domani la chiusura

Più forte Adam o Simon? È una domanda a cui è difficile è risposta, come “è nato prima l’uovo o la gallina?” e “meglio Coppi o Bartali?”. Inizialmente pareva che Adam fosse quello più forte dei due, ma il 2018 ha chiaramente dato come risposta giusta Simon. In attesa di vedere il vincitore della Vuelta a España in azione, Adam decide di far segnare un punto a proprio favore, battendo in salita il campione del mondo.

La fuga iniziale non piace alla Burgos-BH che lavora e ricuce
La tappa regina della Volta a la Comunitat Valenciana, in un’edizione meno complicata del previsto, è la Vila Real-Alcossebre, con la partenza data alle 10.30 fuori dal “Sottomarino Giallo”, stadio della locale squadra di calcio. L’arrivo non è inedito, dato che la dura rampa di Ermita Santa Lucia nel 2017 ha ospitato un arrivo della Vuelta a España, conquistato in solitaria da Alexey Lutsenko.

Attorno al km 10 nasce un tentativo a cinque, con i francesi Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale) e Fabien Grellier (Direct Énergie) accompagnati dagli spagnoli Raúl Alarcón (W52-FC Porto), Joan Bou (Nippo-Vini Fantini-Faizanè) e Diego López (Equipo Euskadi). Tuttavia questa azione non ha fortuna in quanto la Burgos-BH, rimasta fuori e interessata a mandare all’attacco il leader della classifica dei gpm Diego Rubio, lavora a fondo riuscendo a riprendere i cinque in prossimità del km 25.

In tre all’attacco, Rubio alla conquista dei gpm
Sulla scia di questa variazione dal gruppo evadono in due, vale a dire lo svizzero Silvan Dillier (AG2R La Mondiale) e il portoghese João Rodrigues (W52-FC Porto). Anche stavolta, almeno inizialmente, Diego Rubio si fa sorprendere, ma dopo essersi lanciato solitario all’inseguimento, lo spagnolo rientra in testa attorno al km 45, quando il gruppo si è rialzato e viaggia con 3’10” di distacco. Al gpm di Culla (km 67.6) Rubio ovviamente passa per primo su Dillier e Rodrigues mentre dal gruppo, in maniera bizzarra, guadagna qualche metro il belga Preben Van Hecke (Sport Vlaanderen-Baloise), che inizia un improbabile allungo rimanendo da solo a bagnomaria per una cinquantina di km.

Non accade nulla neppure sul seguente gpm di La Bandereta (km 102.8), con il medesimo transito della salita precedente e il gap del plotone, tirato dal Team Dimension Data, che staziona poco sotto ai 4′. C’è, invece, una variazione nello spartito sul gpm di La Serratella (km 135.4): Rubio fatica e si stacca, lasciando così Dillier e Rodrigues soli al comando. Invece del consueto canovaccio, in cui il gruppo progressivamente recupera, stavolta la storia cambia: i due guadagnano ancora e a 30 km dal traguardo possono contare su un interessantissimo vantaggio di 4’30”.

Dillier se ne va da solo e guadagna, il gruppo reagisce
La coppia scoppia subito dopo: sulle prime rampe di un dentello Rodrigues alza bandiera bianca, incapace di resistere alla pedalata potente dell’elvetico. Uno che, meno di un anno fa, è salito sul podio della Roubaix dopo una fuga di oltre 100 km. A rendersi conto della pericolosità della situazione venutasi a creare è la Mitchelton-Scott che va a dare una mano alla Dimension Data in testa al gruppo; Dillier, comunque, al cartello dei meno 20 km transita con 3’20” sul resto della concorrenza.

L’ex BMC prosegue senza il minimo calo e ai meno 15 km vanta ancora 3′: la paura, però, ha smosso le coscienze anche di altre formazioni in gruppo come Bahrain Merida e UAE Team Emirates, che si mettono in testa a lavorare. Dopo il cartello dei meno 10 km fa la sua comparsa anche l’Astana, che nei giorni scorsi aveva lavorato in abbondanza e oggi, nella tappa più adatta alle caratteristiche dei suoi, pareva prendersela comoda. Questa rinnovata spinta ha fatto sì che il margine di Dillier sia di colpo crollato e, ai meno 5 km, il portacolori dell’AG2R vanta poco più di 1′.

Movistar e Astana attive in salita, Dillier viene ripreso
La salita vera e propria misura 3200 metri, con il tratto conclusivo che presenta le pendenze più dure. La prima formazione a cercare di scombinare qualcosa nel gruppo è il Movistar Team: Jurgen Roelandts e Rubén Fernández approcciano a forte velocità l’ascesa propiziando l’attacco, che avviene qualche centinaio di metri più tardi, di Alejandro Valverde. Il murciano si ritrova però alla ruota un bel numero di avversari come Bilbao, Izagirre, Martin, Haig, Teuns e Antunes, decidendo così rialzarsi e favorendo il rientro di altri, ivi compresa la maglia gialla Edvald Boasson Hagen.

Dopo tanta passività, l’Astana cerca di sorprendere tutti mandando all’attacco prima Merhawi Kudus e poi, subito dopo, anche Luis León Sánchez: se l’eritreo non viene marcato e può andare a riprendere e a staccare Dillier poco prima dei meno 2 km, sullo spagnolo si francobolla Adam Yates, al quale si aggiungono una decina di elementi. Chi non ce la fa più è, invece, Boasson Hagen: già bravo a resistere fino ad ora, il norvegese cede e abbandona i sogni di gloria.

Yates lavora, attacca e vince; Valverde deve accontentarsi del secondo posto
Nell’ultimo km si entra con Yates a tirare il gruppetto buono; si pensa che sia in funzione di Haig, meglio piazzato di lui in classifica. E invece l’australiano non è pimpante e si sfila a mezzo km dal traguardo; il britannico lo capisce e, imboccando la svolta a sinistra per la dura rampa finale, si mette in azione attaccando in maniera decisa. Ion Izagirre è alla sua ruota e non risponde, Alejandro Valverde segue il basco e non si avvede dell’estrema pericolosità della mossa dell’uomo Mitchelton.

Quando si rende conto, suo malgrado, l’iridato ha già accumulato troppo distacco da Adam Yates, che riesce a resistere al tentativo di rientro del rivale andando a conquistare la prima affermazione della sua stagione. Ben diverso il discorso della Mitchelton-Scott, già giunta a quota sette. Chi invece è ancora a secco è Alejandro Valverde, secondo e un filo rammaricato; non manca molto al primo centro con la (sempre bella) maglia arcobaleno.

Izagirre quarto e nuovo leader, domani la conclusione
Seguono gli spagnoli dell’Astana Pro Team Pello Bilbao e Ion Izagirre a 2″, Daniel Martin (UAE Team Emirates) a 4″, il talentuoso e competitivo colombiano Sergio Higuita (Equipo Euskadi) a 5″, Jesús Herrada (Cofidis Solutions Crédits) a 12″, Dylan Teuns (Bahrain Merida) e Jack Haig (Mitchelton-Scott) a 17″ e Ben Hermans (Israel Cycling Academy) a 25″.

Ventesimo a 53″ il leader uscente Edvald Boasson Hagen, che più di così non poteva fare; in classifica Ion Izagirre va così a indossare la maglia gialla con 7″ su Alejandro Valverde e Pello Bilbao. Domani breve chiusura di soli 88 km fra Paterna e Valencia, con i velocisti a sfidarsi per l’ultimo traguardo dell’edizione numero 70, che senza sorprese andrà al basco dell’Astana.

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