Van Der Poel ancora per primo all'arrivo © Belga
Van Der Poel ancora per primo all'arrivo © Belga

Mathieu è anche eleganza: -1 al Filotto Reale

Van Der Poel senza incertezze sul fango di Hoogstraten vince ancora nel Superprestige. Sanne Cant guida il duello con Annemarie Worst

La stagione di Ciclocross va verso il suo epilogo, ma regala emozioni inaspettate e anche agognate visto l’andazzo generale: l’interesse è ormai tutto sul Superprestige, ultima competizione con classifica in corso, e a due prove dalla fine Mathieu Van Der Poel si appresta a raggiungere il più importante traguardo stagionale dopo l’iride, ossia il filotto reale, otto vittorie su 8 nel challenge, un’impresa riuscita solo alla divinità Sven Nys nella stagione 2006-2007. Oggi ad Hoogstraten Mathieu ha messo il penultimo mattoncino su questa colonna, ma la vittoria non è risultata affatto scontata, complice un Toon Aerts in grazia di Dio: per batterlo, non potendo fare affidamento sulla forza bruta su un percorso reso fangoso dalla pioggia, ha puntato sull’altra sua grande dote, l’eleganza. Su un percorso che ha fatto vittime come nessun altro in questa stagione (e a farne le spese più di tutti è stato suo fratello David), neanche la benché minima sbavatura: alla fine non è servito attaccare Aerts, è bastato aspettare i suoi errori per prendere il comando in maniera definitiva. Ma fino a 3/4 di gara, Van Der Poel ha sudato freddo.

Tanta pioggia uguale tanto fango, si scivola che è una bellezza
Il percorso di Hoogstraten, un must del Superprestige, di suo è veloce. Ma se piove a dirotto, come è successo oggi, diventa una saponetta fangosa difficile da gestire, dove il rischio è quello di impigliarsi nelle fettucce in uscita sulle curve, o sbattere sui paletti che le sostengono, e se si cade, si cade male. Si comincia a cadere subito, prima ancora di entrare nel tecnico: alla prima curva finiscono sulle barriere Michael Boros, Wietse Bosmans e Gioele Bertolini tra gli altri, con quest’ultimo che ahinoi, doveva anche avere una buona gamba vista l’ottima rimonta che farà. Il bollettino finale è un bollettino di guerra: è David Van Der Poel a subire le peggiori conseguenze, andando a sbattere su uno dei pali e venendo portato via in tabella: per lui si teme un infortunio al ginocchio. Nello stesso punto, con Van Der Poel ancora steso a bordostrada, è finito a terra in modo altrettanto rovinoso anche Gianni Vermeersch. E poi i i ritiri (14 in tutto) di Laurens Sweeck, Stan Godrie, del già citato Bosmans, e le millemila cadute di tutti gli altri: è il ciclocross come ce lo ricordavamo, tutto sommato.

Parte bene Hermans, poi Aerts e Van Der Poel prendono il largo
Lasciando perdere i vari incidenti, la partenza ha visto un primo giro a tutta da parte principalmente di Quinten Hermans e Michael Vanthourenhout, i quali hanno cercato di guadagnare qualche metro sugli altri. La loro azione durava un giro e mezzo: nella parte tecnica del secondo giro Hermans arrivava al fuorigiri, mentre Vanthourenhout finiva impigliato in uno dei tratti più tecnici, compromettendo la sua gara che finirà fuori dalla top ten. In compenso, emergeva un Toon Aerts ancora una volta tonico e pimpante, ben controllato da Van Der Poel: con l’olandese che prende la testa, nel corso del terzo giro la prova diventerà una cosa limitata a questi due campioni, con ad inseguire un Corné Van Kessel in crescendo sul finale di stagione ed un Eli Iserbyt (ricordiamo che il Superprestige ha una prova unica per gli élite) sempre a suo agio sui percorsi fangosi. Comincia un testa a testa che si rivelerà più interessante del solito.

Aerts resta agganciato finché non cade
Toon Aerts
difatti, come già fatto vedere nei campionati nazionali, ha una predilezione per i percorsi fangosi: a tratti appare che riesca a spingere anche più di Mathieu Van Der Poel, che più volte lo stacca nella parte veloce del tracciato e poi, puntualmente, viene ripreso. Una tiritera che va avanti fino al sesto giro, dove Aerts scivola su un solco: bacia la terra ed in un attimo si ritrova con 10″ da recuperare. Non demorde, il campione belga, ma riprendere Mathieu è un’impresa che richiede davvero un impegno sovraumano, e anche qualche rischio: a tratti Aerts riesce a recuperare qualche secondo, e sembra davvero in grado di poter arrivare, fino alla fine all’aggancio. Ma ormai non riesce più a stare in piedi ed al penultimo giro, dice addio ad ogni sogno di successo finendo per terra in discesa, come avvenuto al mondiale. Cadrà ancora, nel corso dell’ottavo giro: alla fine comunque potrà essere contento di essere arrivato secondo, e soprattutto intero, a 37″.

Corné da podio, i giovani fanno bella figura
Il duello per il terzo posto si risolve all’ultimo giro, con Corné Van Kessel che riesce a prendersi il più prestigioso podio stagionale a 54″; Eli Iserbyt può essere comunque soddisfatto per il suo quarto posto a 58″, così come Tom Pidcock quinto ad 1’21”. Hermans riesce comunque a chiudere con un dignitoso sesto posto ad 1’35”, davanti a un compagno di squadra, l’oggi anonimo Lars Van Der Haar settimo ad 1’50”. Joris Neuwenhuis si prende l’ottavo posto con un colpo di reni a 2’05” ai danni di Tom Meeusen, altrettanto fa Jens Adams a 2’24” che relega fuori dalla top ten un bravissimo Ben Turner, considerata la giovane età.
I due italiani presenti alla fine se la sono cavicchiata: Jakob Dorigoni e Gioele Bertolini hanno concluso rispettivamente 19esimo e 20esimo. Dorigoni è stato autore di una buona partenza per poi perdere qualche posizioni, ma per lui il piazzamento odierno è il migliore in questa sua prima partecipazione al Superprestige; di Gioele va considerata la caduta che lo ha fatto ripartire praticamente dalla coda e va salutata positivamente la reazione, magari nel gran finale di Middelkerke potrà sfoderare una buona prestazione. Curiosità: c’erano anche due calenzanesi, Nicola Parenti (penultimo in 49esima posizione) e Marco Carozzo, quest’ultimo vittima di una delle rovinose cadute odierne, sempre nella curva David Van Der Poel.

Donne: bel testa a testa tra Cant e Worst
Se il risultato finale del Superprestige Maschile, al netto di disastri, può dirsi assicurato, tra le donne è ancora in corso un bel duello tra Sanne Cant e Annemarie Worst. L’olandese oggi ha recuperato la brillantezza che l’ha distinta a inizio stagione, involandosi all’attacco con la campionessa del mondo: la Cant ha comunque dimostrato una certa superiorità, staccandola nell’ultimo giro ed andando ancora a vincere. Ad una prova dalla fine, le due atlete sono separate soltanto da due punti, e dunque la Cant dovrà assolutamente combattere per assicurarsi il challenge che domina incontrastata da ormai 5 edizioni.
Sul podio oggi è finita Denise Betsema (a 14″), precedendo Loes Sels (31″) e Ceylin Del Carmen Alvarado (58″): bene Eva Lechner, che ha trovato il sesto posto ad 1’17”. Alice Arzuffi, ancora al terzo posto nella generale del ranking, non brilla neanche oggi ma riesce a strappare una top ten ad 1’58”. Da segnalare la presenza anche di Rebecca Gariboldi, 21esima a 4’53”, e di Gaia Realini, venuta a cumulare un po’ di esperienza, 39esima ad 8’10”.

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