Edwin Ávila indossa la maglia Skol del vincitore di tappa © Tour du Rwanda
Edwin Ávila indossa la maglia Skol del vincitore di tappa © Tour du Rwanda

Alla scoperta della carovana del Tour du Rwanda: spopola la birra Skol

dal nostro inviato

Grazie alla vittoria nella quarta tappa del Tour du Rwanda, domani Edwin Ávila porterà in gruppo la particolare maglia gialla e rossa dedicata al vincitore di tappa e sponsorizzata da Skol, una delle birre che da queste parti vanno per la maggiore: questo marchio è indubbiamente uno dei più visibili di tutta la corsa, non solo per la presenza di banner e gazebi pubblicitari, presso i quali anche noi in questi giorni abbiamo testato la birra. Le tappe del Tour du Rwanda sono anticipate da una carovana pubblicitaria che conta una cinquantina di mezzi e svariati altri sponsor oltre a Skol, ma le bandiere, le maglie, le vuvuzelas e gli stand giallorossi con la musica e animatori entusiasti li troviamo anche praticamente in ogni villaggio che attraversiamo con la corsa. All’arrivo c’è addirittura un palco, con due biciclette fissate sui rulli, dove vengono organizzate simpatiche sfide tra il pubblico. Il tutto con una colonna sonora ad hoc di Skol e del Tour du Rwanda.

Incuriositi da questa presenza massiccia, oggi al traguardo di Karongi abbiamo incontrato e scambiato quattro chiacchiere davvero molto interessanti con il “boss” di Skol: si chiama Ivan Wulffaert, è belga ed è un grandissimo appassionato delle due ruote tanto da aver pedalato sullo stesso percorso dei corridori oggi. Il legame tra birra, Belgio e ciclismo non è per nulla sorprendente, ma già dopo aver visto la prima tappa è diventato impossibile non avere un’associazione immediata tra il Tour du Rwanda e Skol. «Noi vogliamo portare divertimento alle persone ed è per questo che organizziamo tutte queste iniziative: il Tour du Rwanda è il più grande evento del Ruanda di tutto l’anno, porta milioni di persone sulle strade e noi vogliamo che si godano una bellissima festa, per questo il nostro investimento riguarda tutta la tappa, non solo partenza e arrivo».

In questi giorni sul percorso abbiamo visto anche diversi giovani corridori con le magliette sponsorizzate Skol: «Abbiamo una squadra juniores che conta 12 atleti tra i 17 e i 18 anni: l’anno scorso li abbiamo portati in Belgio per un mese a gareggiare, quest’anno faremo lo stesso perché non vogliamo che il ciclismo sia limitato a questa settimana, vogliamo allargare la base di giovani ciclisti in Ruanda e per questo non siamo interessanti a sponsorizzare i migliori cinque o sei del paese, ma preferiamo concentrarci sui giovani. I ruandesi sono molto diversi dagli italiani, sono molto introversi ma lo sport unisce le persone e come accade in Belgio tra fiamminghi e valloni, quando c’è la nazionale sono tutti per lei e qui è uguale: sponsorizzando lo sport si riunisce la gente che si diverte assieme, non ci sono differenze di religione, sesso e etniche».

Ma la filosofia di Skol è applicata anche in altri aspetti dello sport, non solo al ciclismo come ci spiega ancora Wulffaert: «Investiamo anche nel calcio, siamo lo sponsor principale di Rayon Sports che è la squadra più popolare del Ruanda, ma abbiamo anche un accordo con l’Arsenal. Il logo Visit Ruanda è presente sulle maniche delle maglie ufficiali: loro lo fanno per attirare nuovi turisti qui, il nostro accordo è mirato a portare l’Arsenal in Ruanda e la scorsa settimana avevamo qui alcuni dei loro allenatori e preparatori per lavorare con i nostri tecnici e la nostra squadra». E a questo punto noi lo ammettiamo, la nostra tradizionale birra Skol giornaliera qui al Tour du Rwanda dopo questa intervista ce le beviamo ancora più volentieri.

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