Contreras taglia il traguardo a braccia alzate © Tour du Rwanda
Contreras taglia il traguardo a braccia alzate © Tour du Rwanda

Insaziabile Astana: tappa a Contreras, corsa a Kudus

Nell’ultima tappa del Tour du Rwanda 2019, con tre passaggi sul mitico Muro di Kigali, la squadra kazaka si prende tutto

Dal nostro inviato

L’undicesima edizione del Tour du Rwanda, la prima come categoria 2.1 per la bella gara a tappe africana, si è conclusa con un trionfo tutto targato Astana: l’ultima tappa è stata infatti vinta da colombiano Rodrigo Contreras grazie ad una splendida azione in solitaria, mentre alle spalle il leader Merhawi Kudus non ha avuto problemi a controllare i rivali sui tre passaggi sullo spettacolare Muro di Kigali e ha portato a casa la maglia gialla della classifica generale. Sia Contreras che Kudus sono al loro primo anno all’Astana e la dirigenza del team kazako non può che essere soddisfatta di come si sono comportanti: entrambi classe 1994, il colombiano aveva chiuso decimo al Tour Colombia e qui ripete il piazzamento in classifica aggiungendo la vittoria di tappa di oggi, l’eritreo invece ha dominato qui in Ruanda con due vittorie di tappa, la maglia gialla portata dal secondo all’ultimo giorno in cui ha potuto celebrare quella vittoria finale che sette anni gli sfuggì per la giovane età per la squadra non fortissima al suo fianco.

Lo spettacolo del Muro di Kigali
L’ultima tappa di questo Tour du Rwanda 2019 coincideva con la domenica del mese in cui il centro della capitale Kigali viene chiuso a tutti i mezzi a motore: non circolano auto e bus, neanche i numerosissimi moto-taxi, per dare modo alla popolazione di godersi le proprie strade liberamente, chi andando in bicicletta, chi facendo jogging o una semplice passeggiata. Questo “car free day” non poteva quindi capitare in una giornata migliori: oggi a Kigali lo sport l’ha fatta da padrone con l’attesissima frazione conclusiva che prevedeva addirittura un triplo passaggio su quello che è stato subito ribattezzato come il Muro di Kigali, una rampa in pavé lunga appena 400 metri ma con una pendenza media del 14.5%.

Le caratteristiche tecniche di questa salita che pur essendo breve sembra non finire mai e la grande mole di pubblico che si assiepa a bordo hanno fatto fare il giro del mondo a fotografie e video del Muro di Kigali che non ci ha messo molto ad entrare nel cuore degli appassionati. Oggi la tappa l’abbiamo vissuta proprio su queste pietre, in mezzo ad una folla molto variegata per età, sesso ed estrazione sociale: a detta di chi può fare un paragone, quest’anno c’era forse meno gente del solito, ma bisogna dire che il percorso è cambiato ed in passato il passaggio sul “Muro” era a soli due chilometri dall’arrivo, non a dodici come stavolta. Il pubblico era comunque davvero numeroso e composto, anche perché la polizia si faceva sentire con chi provava ad disubbidire mettendo piede sulla carreggiata.

Tappa breve da affrontare il apnea
Per la frazione conclusiva del Giro del Ruanda, gli organizzatori hanno scelto un circuito molto impegnativo con il finale posto in salita davanti allo Stade Régional Nyamirambo: avevamo quindi quattro passaggio su una salita di 1700 metri al 5% medio – ma attenzione perché si alternavano tratti al 10% con altri quasi pianeggianti o addirittura in leggera discesa – seguita da un altro chilometro tutto in leggera e costante ascesa per arrivare fino al traguardo; tre invece erano i passaggi sul Muro di Kigali che vi abbiamo già descritto. Il tutto condensato in una tappa lunga appena 61.7 chilometri e quindi da pedalare a tutta dal primo all’ultimo metro senza la possibilità di fare calcoli.

Al terzo chilometro c’è stato l’attacco dello statunitense Timothy Rugg (BAI Sicasal) che oggi si era presentato alla partenza senza la sua foltissima barba: nelle due precedenti partecipazioni al Tour du Rwanda avevo vinto tre tappe e per tornare qui si è accordato con una piccola e poco organizzata squadra di matrice angolana; Rugg stavolta non è riuscito ad alzare le braccia, ma ha comunque animato la corsa con diversi tentativi di fuga. Tuttavia la nazionale dell’Eritrea non ha lasciato spazio, anche perché Yacob Debesay puntava a strappare all’idolo locale Moise Mugisha la maglia delle scalatori: tra i due giovani contendenti c’è stata battaglia nei primi due giorni, ma alla fine ad avere la meglio per 80 a 72 è stato l’eritreo che in questi ultimi giorni aveva palesato un’ottima gamba.

I migliori in classifica si marcano, Contreras scappa via
Sono bastati appena due passaggi sul Muro di Kigali per ridurre il gruppo dei migliori ad appena una quindicina di uomini con l’Astana che in questo frangente ha palesato intenzioni bellicose. Tra ieri e oggi c’è stata qualche polemica per un taglio di percorso di Merhawi Kudus, che in effetti c’è stato ma che non ha portato reale vantaggio all’eritreo, che però è partito sempre con la sua maglia gialla anche se con 550 franchi svizzeri in meno nel portafogli: oggi la maglia gialla si è limitata a controllare i rivali e ha deciso di dare spazio al compagno di squadra Rodrigo Contreras che nelle giornate precedenti aveva sempre fatto un grande lavoro per lui. Subito dopo aver terminato il Muro di Kigali per la seconda volta, Contreras è partito tutto solo: eravamo praticamente al chilometro 35, al traguardo ne mancavano circa 26.

All’inizio dell’ultimo giro, quindi a poco meno di 15 chilometri dall’arrivo, Contreras aveva 50″ di vantaggio sul gruppo dei più immediati inseguitori tra cui c’erano tutti i principali uomini di classifica: il 24enne colombiano non dava fastidio alla lotta per il podio, né a quelle per le maglie dei giovani o dei gran premi della montagna e quindi ha avuto strada libera per andare a prendersi la prima vittoria in carriera come professionista. Dietro invece, prima sul Muro di Kigali e poi sulla salita finale di Nyamirambo, ci sono stati gli ultimi assalti per provare a stravolgere le posizioni del podio: Aguirre, Badilatti e Taaramäe hanno provato a mandare in difficoltà il leader Kudus, ma oggi i quattro corridori più forti di questo Tour du Rwanda si equivalevano abbastanza in salita e così appena la strada spianava un po’ davano possibilità di rientro a quelli dietro.

Classifica invariata, Kudus vince la corsa
Al traguardo Rodrigo Contreras ha chiuso con 1’06” di vantaggio con Merhawi Kudus che in volata si è andato a prendere anche la seconda posizione festeggiando per il successo di squadra e per quello personale. Ancora una volta è stato bravissimo il veronese Alessandro Fedeli che per tutta la tappa ha stretto i denti ed in salita si è gestito benissimo restando con i migliori fino alla conclusione: un terzo posto di tappa che completa la collezione di piazzamenti sul podio in un Tour du Rwanda sicuramente memorabile per il giovane neoprofessionista italiano. Aguirre, Hailemichael, Guillonnet e Badilatti sono stati gli altri classificati a 1’06”, poi Taaramäe e Bellicaud hanno chiuso a 1’09”, il ruandese Valens Ndayisenga ha completato la top10 a 1’12”.

In classifica generale quindi non è cambiato praticamente nulla rispetto a ieri: Merhawi Kudus (Astana) ha portato a casa la vittoria con 10″ su Rein Taaramäe (Direct Energie), 18″ sullo svizzero Matteo Badilatti (Israel) e 31″ su Hernán Aguirre (Interpro). Da quinto in poi, i distacchi diventano nell’ordine dei minuti: Sirak Tesfom (Eritrea) ha chiuso a 4’04”, David Lozano (Novo Nordisk) a 4’50”, Yacob Debesay (Eritrea) a 6’51”, Suleiman Kangangi (Kenya) a 7’05”, Joseph Areruya (Delko) ha approfittato del crollo di Didier Munyaneza per salire al nono posto (a 7’10”) con il titolo di miglior ruandese in gara e con appena un secondo di vantaggio su Rodrigo Contreras. Va così in archivio una bellissima undicesima edizione del Tour du Rwanda, una corsa che può aiutare a crescere tutto il ciclismo africano che però adesso si concentrerà sui Campionati Continentali che si disputeranno in Etiopia dal 15 al 19 marzo: per quanto visto qui, gli eritrei saranno i grandi favoriti.

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