Georg Preidler © APA
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Un altro ciclista confessa il coinvolgimento nell’operazione Aderlass: si tratta di Georg Preidler

Si tratta di un vero e proprio salasso (in tedesco Aderlass, dal nome dell’operazione investigativa) quello che il panorama sportivo austriaco sta affrontando in questi giorni. Il blitz effettuato con successo in occasione dei Campionati del Mondo di Sci Nordico a Seefeld ha avuto delle ramificazioni anche nel ciclismo.

Dopo l’implicazione di Stefan Denifl, un altro professionista austriaco ha confessato il proprio coinvolgimento. Si tratta di Georg Preidler; il corridore della Groupama-FDJ si è recato ieri spontaneamente presso la procura di Graz, sua città natale, per rivelare le sue colpe.

Il ventottenne, che si è subito cancellato dai vari social network, ha rilasciato un’intervista al quotidiano Kronen Zeitung. Queste le sue parole: «Ho confessato perché gli ultimi giorni sono stati un incubo. Non dormivo, non mangiavo, non potevo più vivere con questo segreto. Mi sono recato in procura e ho confessato di aver depositato il mio sangue ma poi non sono più tornato a riprenderlo. Questi dottori si sono proposti a me, mi hanno lusingato nonostante in tutta la mia carriera abbia corso senza mai fare nulla di illecito. E poco tempo fa ho ceduto alla tentazione di migliorare».

In attesa di comunicazioni da parte della Groupama-FDJ, il corridore stiriano, che si era volontariamente iscritto al MPCC (Movimento per un ciclismo credibile), interrompe così una carriera di buon livello, con la vittoria ad agosto di una tappa del Tour de Pologne come principale traguardo ottenuto.

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