Annemiek van Vleuten trionfa in Piazza del Campo a Siena © LaPresse
Annemiek van Vleuten trionfa in Piazza del Campo a Siena © LaPresse

Van Vleuten, la ripresa è di nuovo vincente

Dal ginocchio rotto al Mondiale di Innsbruck al successo alle Strade Bianche: un altro recupero clamoroso di Annemiek. Sul podio sorpresa Langvad, Bastianelli ottima quarta

In pochi le avevano creduto quando alla vigilia di questa quinta edizione della Strade Bianche la fuoriclasse neerlandese Annemiek van Vleuten aveva provato a chiamarsi fuori dalla rosa delle favorite per la vittoria: la 36enne della Mitchelton-Scott aveva senza dubbio le sue buone ragioni per farlo, visto che quest’inverno non ha potuto svolgere tutta la preparazione fisica come avrebbe voluto a causa della frattura al ginocchio patita al Campionato del Mondo di Innsbruck e che inizialmente faceva pensare addirittura ad un suo rientro in gruppo ad aprile.

Ma ormai Annemiek van Vleuten la conosciamo bene e sappiamo che una delle sue caratteristiche più impressionanti è la capacità di recuperare molto velocemente dopo gli infortuni: nell’agosto 2015 era stata vittima di un brutto incidente a Livigno ed a metà settembre vinceva il prologo del Giro della Toscana, nell’estate 2016 la caduta ai Giochi Olimpici di Rio ed in rientro vincente al Lotto Belgium Tour (due tappe e classifica) giusto il mese dopo, stavolta l’infortunio era più grave (c’era anche il distacco di un legamento) ma anche più tempo di prepararsi. Van Vleuten ha bruciato le tappe in tema di riabilitazione e fisioterapia, ma per recuperare il tempo perduto a gennaio è addirittura andata in ritiro in Spagna assieme alla formazione maschile della Mitchelton-Scott facendosi 1800 chilometri e quasi 30 mila metri di dislivello in nove giorni. Insomma, considerando anche il quarto posto al debutto stagionale all’Omloop Het Nieuwsblad, qualcuno pensava davvero che potesse non avere la gamba per giocarsela con le migliori?

Sole e polvere regalano una gara veloce
Dopo due edizioni caratterizzate dal maltempo, la Strade Bianche 2019 si è disputata in una splendida giornata di sole: sugli sterrati l’elemento di difficoltà quindi non era il fango, ma la polvere che poteva dare fastidio sia in termini di respirazione che di visibilità. Questi 136 chilometri di gara sono iniziati subito con un tentativo di fuga di Anja Longyka (BTC City), Chiara Perini (BePink), Jelena Eric (Alé Cipollini) e Ilaria Sanguineti (Valcar), ma sul secondo tratto di sterrato a meno di 110 chilometri dall’arrivo il gruppo è tornato compatto.

Nella gara femminile ogni anno il primo tratto veramente importante della corsa è il lungo tratto sterrato di San Martino in Grania, 9.5 chilometri di strada bianca con pendenze molto severe in alcuni tratti. Subito all’ingresso del quinto settore sterrato c’è stata la foratura di Cecilie Uttrup Ludwig, ma soprattutto la caduta dell’australiana Amanda Spratt che è andata fuori dai giochi e che quindi ha tolto i dubbi su chi fosse la vera capitana di giornata in casa Mitchelton-Scott. In questa fase la corsa ha avuto la prima vera grande selezione ed a 60 chilometri dal traguardo il plotone principale si era già ristretto ad una trentina abbondante di atlete: molto attive le italiane Soraya Paladin e soprattutto Marta Bastianelli, entrambe in ottime condizioni di forma in questo inizio di stagione.

Van Vleuten attacco sullo strappo di Le Tolfe
Tra il quinto ed il sesto settore di sterrato c’era un lungo tratto asfaltato, anche con diversi dislivelli, dove nel gruppo di testa ci sono stati alcuni tentativi di fuga che però sono stati annullati tutti nel giro di poche pedalate, e allora tutto si è giocato negli ultimi venti chilometri. Sul penultimo tratto di strada bianca, la salita di Colle Pinzuto, sono rimaste davanti Anna van der Breggen, Chantal Blaak e Annika Langvad (Boels), Annemiek van Vleuten (Mitchelton), Marianne Vos e Ashleigh Moolman (CCC), Ruth Winder (Trek), Katarzyna Niewiadoma (Canyon), Cecilie Uttrup Ludwig (Bigla), Janneke Ensing (Sunweb) e una superlativa Marta Bastianelli (Virtu) che sta assolutamente volando in questo inizio di stagione riuscendo ad essere competitiva anche su percorsi non del tutto ideali per quelle che sono le sue caratteristiche tecniche.

A quel punto restavano solo due punti in cui provare veramente a fare la differenza: prima lo strappo di Le Tolfe e poi quello di Via Santa Caterina che porta al traguardo di Piazza del Campo. A risultato decisivo è stato il primo con Annemiek van Vleuten che si è portata davanti a tutte ed in progressione ha distrutto tutte le avversarie: se aveva una cartuccia sola da sparare, la neerlandese se l’è giocata alla perfezione perché Van der Breggen non è riuscita a seguirla e poco dopo si sono arrese anche Niewiadoma e Vos che avevano stretto i denti per provare a restare in scia: a quel punto Van Vleuten non si è più voltata indietro e niente o nessuna è riuscita ad interrompere la sua marcia trionfale.

Van Vleuten vola verso la vittoria, sorpresa Langvad
Il vantaggio di Annemiek van Vleuten sulle nove inseguitrici era di 28″ ai 9 chilometri dal traguardo, poi è salito fino a 42″ ai meno 5 km e al triangolo rosso dell’ultimo chilometro era ancora di 40″ esatti: una perfetta gestione dello sforzo per riuscire a tenere da parte un po’ di energie per l’ultima difficoltà altimetrica di questa durissima giornata. Alle spalle della fuggitiva, le inseguitrici non sono riuscite ad organizzarsi al meglio: la Boels-Dolmans era in netta superiorità numerica, ma Anna van der Breggen non era in giornata, Chantal Blaak era un po’ limitata dalla durezza del percorso e così a sorpresa il team olandese si è accorto tardi che la carta su cui puntare era quella della biker danese Annika Langvad. Plurititolata tra le ruote grasse, la quasi 35enne Langvad era alla prima gara World Tour della carriera: su strada vantava solo qualche titolo nazionale, ma aveva già stupito una volta nel 2013 finendo sesta al Mondiale a cronometro di Firenze.

Esaltata dal vedere due campionesse del calibro di Blaak e Van der Breggen lavorare per lei, Annika Langvad nel finale ha corso da veterana andando a lottare spalla a spalla con tutte le altre del gruppetto inseguitore. La salita di Via Santa Caterina non ha creato problemi ad Annemiek van Vleuten che ha potuto tagliare il traguardo a braccia alzate aggiungendo un’altra perla che ancora mancava al proprio palmarès: e adesso teniamola d’occhio nelle classiche delle Ardenne perché siamo certi che vorrà lasciare il segno anche lì. A 37″ di distanza è stata proprio la maglia nero-arancio di Annika Langvad ad entrare in Piazza del Campo per andare a prendersi il secondo posto: un risultato che in pochi avrebbero pronosticato prima del via.

Niewiadoma ancora a podio, ottima Bastianelli
Per il quarto anno consecutivo è salita sul podio anche la polacca Katarzyna Niewiadoma: sempre seconda dal 2016 al 2018 (e sesta nel 2015), quest’anno l’atleta della Canyon-SRAM è scesa di un gradino alla terza posizione (a 40″) ma conferma un feeling grandioso con la corsa senese che, ne siamo sicuri, prima o poi riuscirà a fare sua. Difficile da pronosticare era anche il quarto posto finale della campionessa europea Marta Bastianelli che si merita ancora una volta dei grandissimi applausi: in quattro gare disputate in questa prima parte di stagione la laziale della Virtu vanta un primo, un secondo, un quarto ed un ottavo posto; inutile dire che se queste sono le premesse, per Marta questa potrà diventare una stagione ricca di soddisfazioni.

Dietro a Marta Bastianelli, che ha chiuso a soli 4″ dal podio, troviamo poi nell’ordine Cecilie Uttrup Ludwig con lo stesso distacco, Ashleigh Moolman a 51″ dalla vincitrice, Marianne Vos a 52″, Janneke Ensing a 54″, Anna van der Breggen a 1’28” e Chantal Blaak a 1’50”. Tra le altre italiane, piazzamenti più che discreti per Tatiana Guderzo (BePink) e Soraya Paladin (Alé Cipollini), rispettivamente dodicesima e quattordicesima sebbene a circa tre minuti e mezzo di distanza da Annemiek van Vleuten.

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