Maximilian Schachmann vince a Larciano © Bettiniphoto
Maximilian Schachmann vince a Larciano © Bettiniphoto

Cattaneo rimbalza, Schach va a canestro

Il GP Industria & Artigianato di Larciano va a Schachmann (Bora-Hansgrohe) che si riscatta dopo la sfortunata Strade Bianche di ieri

Per la prima volta nella cinquantennale storia del Gran Premio Industria & Artigiano, è un corridore tedesco a tagliare il traguardo di Larciano in prima posizione: si tratta del talentuoso 25enne Maximilian Schachmann, passato quest’inverno dalla QuickStep alla Bora-Hansgrohe e oggi al primo centro con la nuova maglia. Una vittoria quella di Schachmann che arriva all’indomani di una sfortunatissima Strade Bianche in cui però il tedesco aveva messo in mostra una condizione fisica eccellente: Schachmann era infatti assieme ai migliori sullo sterrato di Monte Sante Marie, ma una foratura al rientro sull’asfalto lo aveva ricacciato indietro e lo aveva obbligato ad uno straordinario tentativo di rimonta reso poi vano dal comprensibile esaurimento delle energie nei chilometri finali.

Sette corridori in fuga con cinque minuti e mezzo di vantaggio
Se nella giornata di oggi nei paesi del nord Europa è il forte vento ad essere protagonista, con ben quattro corse UCI annullate tra Francia, Belgio e Paesi Bassi, oggi in Toscana è stata la pioggia a rendere complicata la vita ai corridori. La prima parte di gara di questo GP di Larciano era su un circuito pianeggiante che serviva sostanzialmente a scaldare i motori in vista dei quattro giri finali con il San Baronto: fin dal primi chilometri si sono registrati diversi tentativi di fuga, ma ci sono voluti poco più di 30 chilometri affinché il gruppo lasciasse il via libera a sette corridori che tutto il loro vantaggio se lo sono preso di forza, visto che la media delle prime due ore di corsa è stata di quasi 48 km/h.

Il drappello di testa era composto dagli spagoli Sebastián Mora e Álvaro Cuadros (Caja Rural), più lo svizzero Lorenzo Delcò (Biesse Carrera) e gli italiani Andrea Peron (Team Novo Nordisk), Dario Puccioni (Sangemini Trevigiani), Emanuele Onesti (Giotti Victoria) e Luca Mozzato (Dimension Data): per loro un vantaggio massimo di 5’35”, ma nell’avvicinamento al circuito del San Baronto il lavoro di Groupama-FDJ prima e, soprattutto, Bora-Hansgrohe poi ha fatto calare rapidamente il gap. La salita decisiva della corsa era affrontata per quattro volte dal versante di Fornello, molto impegnativo nei chilometri iniziale, più pedalabile invece in prossimità dello scollinamento: anche la discesa su Larciano era insidiosa, a maggior ragione con la strada bagnata come oggi, e fin dal primo giro abbiamo avuto cadute e frazionamenti del gruppo.

La corsa si accende sul penultimo San Baronto
Tra i fuggitivi il primo a perdere contatto sulla prima salita è stato il 23enne Lorenzo Delcò, mentre gli altri sono riusciti a prolungare la loro avventura fino al termine del secondo giro: gli ultimi ad arrendersi sono stati stati Mora, Cuadros, Puccioni ed il francese Alexis Guerin (Delko Marseille) che nel frattempo era uscito dal plotone e si era riportato sulla testa della corsa colmando un distacco superiore ai due minuti. Negli ultimi 50 chilometri è iniziata quindi un’altra corsa, dove ogni attacco ed ogni inseguimento erano portati in ottica del risultato finale.

Al terzo passaggio sulla salita di Fornello il plotone si è selezionato notevolmente, ma proprio in vista dell’abitato di San Baronto s’è sganciato un sestetto con Eduard Prades (Movistar), Manuele Mori (UAE), Cesare Benedetti (Bora), Mattia Cattaneo (Androni), Davide Gabburo (Neri Sottoli) e Federico Zurlo (Giotti), a cui al termine della discesa si sono uniti anche José Joaquín Rojas (Movistar), Krister Hagen (Riwal) e soprattutto Giovanni Visconti (Neri Sottoli), leader di una motivatissima formazione di casa che sognava di ripetersi dopo la grande prova al Trofeo Laigueglia conclusasi con la vittoria di Velasco. Con la pioggia e con il gruppo principale già abbastanza ristretto, questa era un’azione che poteva anche andare a buon fine ma che anche non era poi così tanto più dispendiosa per i protagonisti rispetto a chi era un po’ più coperto alle loro spalle.

Schachmann e Cattaneo fanno il vuoto in salita
I nove attaccanti hanno avuto anche 32″ di vantaggio nel corso dell’ultima tornata ma in salita la situazione si è nuovamente rimescolata. In testa alla corsa Giovanni Visconti ha provato a forzare trovando anche la collaborazione del norvegese Krister Hagen, ma da dietro è stata la Mitchelton-Scott a realizzare un forcing importante che ha portato a nuovi attacchi: per la formazione australiana è stato Damien Howson a muoversi riuscendo addirittura a raggiungere Eduard Prades ed uno scatenato Mattia Cattaneo che nel frattempo erano rimasti al comando. Poco dopo altri corridori si sono rifatti sotto e hanno provato a rilanciare, con l’Androni-Sidermec in ottima evidenza dopo essere rimasta fuori dal podio al Trofeo Laigueglia.

Tra gli uomini più attesi di oggi c’era Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) che nel finale ha provato anche ad attaccare senza però riuscire a fare il vuoto e così, a undici chilometri dalla conclusione, è stato Maximilian Schachmann (Bora) a piazzare l’accelerazione giusta: l’unico capace di seguirlo è stato ancora una volta un Mattia Cattaneo in giornata di grazia. La salita del San Baronto si concludeva a sei chilometri dal traguardo ed a quel punto Cattaneo e Schachmann avevano 22″ di vantaggio: solo un evento imprevisto avrebbe potuto impedire loro di lottare per il primo e il secondo posto in una sorta di rivincita della tappa di Prato Nevoso del Giro d’Italia 2018, in cui ad avere la meglio fù proprio il tedesco, con l’italiano dell’Androni terzo e preceduto anche dallo spagnolo Plaza.

Niente rivincita del Giro 2018, vince ancora il tedesco
Negli ultimi chilometri la coppia di testa ha continuato a pedalare con ottimo accordo ed alla fine si è arrivati allo sprint: il duello non ha avuto storia con Maximilian Schachmann, più veloce e forse anche leggermente più fresco di Mattia Cattaneo che aveva attaccato già al penultimo giro, che si è imposto nettamente. Gli inseguitori sono arrivati a 14″ di distanza e, con il senno di poi, l’Androni-Sidermec avrebbe potuto gestire meglio gli ultimi chilometri: la volata per il terzo posto è stata infatti vinta dal 24enne Andrea Vendrame con il team di Gianni Savio che ha concluso così con due uomini sul podio. Per Vendrame si tratta del primo podio in carriera in una delle classiche della Ciclismo Cup e, sebbene avesse iniziato bene la stagione in Gabon, non era facile pronosticarlo come il migliore allo sprint in un plotoncino che comprendeva anche altri uomini rapidi.

In quarta posizione si è piazzato Paolo Totò (Sangemini-Trevigiani), con Davide Villella (Italia) quinto, Giovanni Visconti (Neri Sottoli) sesto, Evgeny Shalunov (Gazprom Rusvelo) settimo, Matteo Montaguti (Androni) ottavo, Eduard Prades (Movistar) nono e Lucas Eriksson (Riwal) decimo. Nella classifica a squadre della Ciclismo Cup, giornata positiva per l’Androni, ma al comando della classifica resta sempre la Neri Sottoli-Selle Italia-KTM: il prossimo appuntamento sarà a fine mese con la Settimana Coppi e Bartali.

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