Sam Bennett conquista la terza tappa della Paris-Nice © ASO - Axel Broadway
Sam Bennett conquista la terza tappa della Paris-Nice © ASO - Axel Broadway

Testa e gambe, Sam Bennett sa come si vince

Paris-Nice, l’irlandese conquista la terza tappa battendo Ewan e Jakobsen. Nei 10 Bonifazio, ritiro per Aru

Dopo due tappe pazze, torna la normalità nella Corsa verso il Sole: vento finalmente accettabile, nel solito piattone della campagna francese, ma niente pathos se non per qualche scaramuccia nel finale. Cambia anche il vincitore di giornata: il dominatore delle frazioni inaugurali lascia spazio ad un velocista di cui si parla sempre troppo poco ma che si sta costruendo un palmares di tutto rilievo.

Subito una caduta, ko Novak. La fuga tarda a partire
Prosegue la discesa verso sud della Paris-Nice 2019, per una tappa praticamente verticale da Cepoy, piccolo centro del Loiret, fino a Yzeure, cittadina nell’Allier, raggiunta dopo 200 km tondi praticamente senza la minima difficoltà altimetrica. Km 0 varcato alle 11.43 da 152 atleti ma già al km 3 si registra una defezione: Domen Novak (Bahrain Merida) viene coinvolto in una caduta in compagna, fra gli altri, di Ion Izagirre (Astana Pro Team), Marc Soler e Rafael Valls (Movistar Team). Diversamente dagli spagnoli, lo sloveno non riprende la gara: gli esami a cui è stato sottoposto hanno evidenziato la lussazione dell’acromion-clavicolare.

Nessun tentativo di attacco si verifica nei primi 30 km, tanto che lo sprint intermedio di Châtillion Coligny (km 24.5) vede Michal Kwiatkowski sprintare con successo su Luis León Sánchez e Tony Gallopin, con il polacco che ottiene così 3″ di abbuono. Un primo tentativo si forma al km 32 con otto elementi presenti: si muovono Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Tao Geoghegan Hart (Team Sky), Olivier Le Gac (Groupama-FDJ), Tim Declercq (Deceuninck-Quick Step), Reto Holllenstein (Team Katusha Alpecin), Anthony Turgis (Direct Énergie), Anthony Réza (Vital Concept-B&B Hotels) e Ramunas Navardauskas (Delko Marseille Provence), ma già al km 38 si torna in una situazione di gruppo compatto.

Navardauskas e Fedeli in fuga, Aru sale in ammiraglia
Al km 40, finalmente, si forma l’azione che caratterizza l’intero pomeriggio: l’iniziatore è Ramunas Navardauskas, che da uomo nobile della Delko prova a mettere in mostra la casacca del team provenzale. E a lanciarsi nell’avventura nel tentativo è il più giovane dei compagni di squadra, quell’Alessandro Fedeli che sta dimostrando un’ottima condizione dopo l’esperienza positiva al Tour de Rwanda.

Il gruppo lascia loro spazio, tanto che al km 50 il margine è già di 5’35”, quota che rappresenta il picco di giornata. Lotto Soudal, Team Jumbo-Visma e Team Sky controllano la situazione, portando il disavanzo in termini più accettabili. L’unica nota di cronaca della fase centrale giunge da radiocorsa, che comunica il ritiro di Fabio Aru: il sardo della UAE Team Emirates, in difficoltà nelle due tappe precedenti, mette piede a terra in ragione di nausea e debolezza, come dichiara la compagine emiratina.

Attaccanti ripresi, una maxicaduta spezza il gruppo che rallenta
Nell’ingresso della seconda fase della corsa sono Deceuninck-Quick Step, Lotto Soudal, Team Jumbo-Visma e Team Katusha Alpecin le squadre interessate a lavorare per i rispettivi velocisti; il gap scende a 2’15” ai meno 70 km, a 1’50” ai meno 60 km, a 1’05” ai meno 50 km e a soli 30″ ai meno 45 km, quando il lituano e l’italiano ormai si guardano per capire come proseguire. Il ricongiungimento avviene quando da percorrere restano 39.2 km.

La situazione muta a 32.3 km dalla conclusione quando, su una stradina stretta di campagna, si affronta una strettoia dovuta ad un ponticello; a metà gruppo c’è una caduta che blocca la carreggiata a tutti quanti si trovano dietro. È il caso di Philippe Gilbert, Miguel Ángel López, Simon Yates, Marc Soler, Amaro Antunes, Jhonatan Narvaez; quel che resta del plotone, però, decide di attendere i colleghi, rallentando e favorendo nei km seguenti il rientro di tutti gli attardati.

La Sky protagonista, fra abbuoni e ventagli
Non c’è lotta neppure nel secondo e ultimo sprint intermedio, a Bagneux (km 182); gli unici ad interessarsi sono gli Sky, con Kwiatkowski a prendersi 3″ di abbuono e Bernal 2″, con tanto di seguente stretta di mano fra i due leader dello squadrone britannico. Da segnalare una caduta innocua di Quentin Pacher (Vital Concept-B&B Hotels), che a 11 km dal temine imbocca una rotatoria dal lato opposto rispetto al resto dei colleghi, scivolando ma rialzandosi prontamente.

Inizia così al sfida fra le formazioni dei velocisti per tenere davanti i rispettivi leader; ma giusto per poco, perché a 6 km dalla fine si scatena il Team Sky con l’ormai abituale terzetto che in questi giorni fa il bello e il cattivo tempo. Luke Rowe apre le danze, seguito da Michal Kwiatkowski e Egan Bernal: e il gruppo si frattura, con solo una decina di elementi (fra cui Démare e Ewan) che riescono a rimanere attaccati.

Groenewegen non al top, Bennett vince con scaltrezza
Le altre formazioni, però, riescono a coalizzarsi e a chiudere il buco che si è venuto a formare. Risalire le posizioni è inizialmente complicato; chi si destreggia meglio sono la Groupama-FDJ e la Bora Hansgrohe, che approcciano il km conclusivo davanti. A lanciare lo sprint è Mike Teunissen per Dylan Groenewegen, ma oggi il neerlandese è scarico e perde la ruota dell’apripista, trovandosi arretrato e non certo dimostrando la potenza dei giorni precedenti.

Chi prende la coda dell’ex Sunweb è, invece, Sam Bennett; il ventottenne parte di gran carriera ma, a un’ottantina di metri dalla conclusione, pare che possa venir scavalcato da Caleb Ewan. Con una deviazione della traiettoria, tanto netta quanto intelligente e nei limiti del regolamento, il portacolori della Bora Hansgrohe rende più complicata la vita del tasmaniano, che non può nulla per superarlo. Vince così Bennett, al terzo centro (in altrettanti continenti) del 2019 dopo quelli alla Vuelta a San Juan e all’UAE Tour.

Bonifazio sesto, domani la tappa più lunga
Il vincitore precede un buon Caleb Ewan (Lotto Soudal) e Fabio Jakobsen (Deceuninck-Quick Step). Seguono Daniel McLay (EF Education First), Bryan Coquard (Vital Concept-B&B Hotels), Niccolò Bonifazio (Direct Énergie), Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), Arnaud Démare (Groupama-FDJ), Dylan Groenewegen (Team Jumbo-Visma) e Edward Theuns (Trek-Segafredo).

In classifica Dylan Groenewegen ha ora 6″ su Michal Kwiatkowski e 11″ su Luis León Sánchez. Domani la tappa più lunga di quest’edizione, la Vichy-Pélussin di 212.5 km, con quattro gpm negli ultimi 60 km e un finale in leggera pendenza che potrebbe vedere corridori di resistenza a sfidarsi per il successo.

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