Elia Viviani a braccia alzate a Foligno © LaPresse

Viviani, prima in Italia col tricolore

Elia vince in volata la terza tappa della Tirreno-Adriatico e interrompe il digiuno italiano nella Corsa dei Due Mari. Battuti Sagan e Gaviria

Se con i suoi 226 chilometri tra Pomarance e Foligno, ondulati nella prima parte e più lisci ma comunque insidiosi nel finale, la terza tappa della Tirreno-Adriatico 2019 poteva essere presa come un test importante in vista della Milano-Sanremo, allora arrivano buone notizie per Elia Viviani che ha conquistato la sua quarta vittoria stagionale: il veronese della Deceuninck-QuickStep sta benissimo ed il suo spunto veloce non viene intaccato dalla notevole distanza di gara. Per Viviani quella di oggi è una vittoria importante anche dal punto di vista simbolico: un italiano non vinceva alla Tirreno-Adriatico da quattro anni e per Elia questa è il primo successo in Italia con la maglia tricolore.

Una fuga praticamente già vista
L’avvio di tappa è stato praticamente in fotocopia a ieri, non solo perché dopo 12 chilometri avevamo già una fuga con 4’20” di vantaggio, ma anche per i nomi dei corridori all’attacco: Mirco Maestri (Bardiani-CSF), Natnael Berhane (Cofidis), Stepan Kurianov (Gazprom-RusVelo) e Sebastian Schönberger (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) ci aveva provato infatti anche nella precedente frazione, ma stavolta erano accompagnati anche da Alessandro Tonelli (Bardiani-CSF) e Alex Cataford (Israel Cycling Academy). Per la Tirreno-Adriatico non è una novità avere casi di fuggitivi seriali nelle prime tappe: da un lato c’è la caccia ai gran premi della montagna e alla maglia verde (ma quest’anno il sistema di calcolo è un po’ cambiato), dall’altro invece ci sono i traguardi volanti che valgono tanto per la classifica a punti.

Sui due gpm di giornata al Passo del Rospatoio ed a La Foce, il primo a passare è sempre stato l’eritreo Berhane che con i 10 punti conquistati oggi è salito a quota 20 ed è balzato in testa alla speciale classifica: il corridore della Cofidis indossava già oggi la maglia verde ma solo “in prestito” da Alaphilippe, da domani invece sarà sua a tutti gli effetti. Alaphilippe s’è visto sfilare anche la maglia arancione della classifica a punti: in entrambi gli sprint intermedi di oggi il russo Kurianov ha anticipato Maestri, ma il corridore emiliano è riuscito a salire a 16 punti contro i 14 su Kurianov.

Per i battistrada circa 220 chilometri allo scoperto
Il vantaggio massimo conquistato dai sei fuggitivi è stato di cinque minuti sullo slancio del gran premio della montagna di La Foce al chilometro 122, per il resto il plotone ha sempre tenuto abbastanza costante il gap attorno ai quattro minuti: come era facilmente immaginabile, sono state la Deceuninck-QuickStep di Elia Viviani e la UAE Team Emirates di Fernando Gaviria a dividersi il grosso lavoro di inseguimento con un uomo a testa a tirare a turno il gruppo, il danese Kasper Asgreen per il team belga, lo svizzero Tom Bohli per quello emiratino; con il passare dei chilometri anche la Dimension Data ha fatto la sua parte con Ben King.

Dopo il secondo traguardo volante in località Chiusi i battistrada sono rimasti in cinque perché Mirco Maestri ha preferito rialzarsi per conservare energie per i prossimi giorni quando sarà verosimilmente chiamato ad altri tentativi di fuga da lontano. Un altro vagone la fuga lo ha perso a 38 chilometri dalla conclusione quando a mollare la presa è stato il russo Stepan Kurianov: in quel momento il plotone s’era già riavvicinato a meno di tre minuti ed era ormai scontato l’esito dell’avventura dei coraggiosi battistrada partiti fin dal primo chilometro. Superato il chilometro 200 di giornata, le squadra dei velocisti hanno iniziato ad organizzarsi in blocchi e per i quattro superstiti della fuga non c’è stato più nulla da fare: ai meno 20 al traguardo il loro vantaggio era appena di 1’17”, poi al cartello degli ultimi 10 chilometri si registrava un gap di 25″ ed alla fine c’è stato il ricongiungimento definitivo a 4 chilometri dalla conclusione dopo che l’austriaco Schönberger ha tentato più volte di prolungare il più possibile la fuga.

Viviani supera Sagan negli ultimi metri
Negli ultimi chilometri, abbastanza tortuosi, non c’è stato un treno capace di prendere in mano la situazione e ne uscita quindi una volata un po’ caotica dove il saper cogliere l’attimo giusto faceva la differenza: negli ultimi 1000 metri c’è stato anche qualche piccolo buco e qualche indecisione, ma Stybar ha chiuso tutto proprio per lanciare Viviani. Il primo ad iniziare lo sprint però è stato l’ex campione del mondo Peter Sagan, in ripresa dopo i problemi di salute dei giorni scorsi: lo slovacco della Bora-Hansgrohe aveva alla sua ruota proprio Elia Viviani che negli ultimi 100 metri ha messo la freccia e si è preso una vittoria molto convincente.

Peter Sagan ha comunque salvato la seconda posizione mentre l’altro uomo attesissimo di oggi, il colombiano Fernando Gaviria, è rimasto un po’ chiuso negli ultimi metri e non ha avuto lo spazio per scatenare sui pedale tutta la propria potenza: per lui terza posizione al traguardo. Al quarto posto troviamo Giacomo Nizzolo, bravo a piazzarsi nonostante una caduta nel corso della tappa che gli ha lasciato abrasioni e ammaccature sul lato sinistro del corpo; a completare la top10 troviamo nell’ordine Jens Keukeleire, Davide Cimolai, Clément Venturini, Jasper Stuyven, Davide Ballerini e Luca Pacioni. Invariata la classifica generale con Adam Yates in prima posizione, ma domani si farà di nuovo sul serio con l’arrivo a Fossombrone dopo la doppia scalata del muro dei Cappuccini.

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