Ion Izagirre mette a segno un'altra vittoria per l'Astana © ASO/Alex Broadway
Ion Izagirre mette a segno un'altra vittoria per l'Astana © ASO/Alex Broadway

Con Izagirre è sempre festa Astana

Ion vince in fuga l’ultima tappa della Parigi-Nizza. Successo finale a Egan Bernal che ha rintuzzato un buon attacco di Nairo Quintana

L’ultima tappa della Parigi-Nizza, con il suo tracciato breve ma pieno di salite, si è confermata ancora una volta garanzia di spettacolo in corsa con gli attacchi che sono iniziati subito dopo il via ufficiale: alla fine a spuntarla è stato Ion Izagirre che nel finale ha staccato tutti i compagni di fuga ed è andato a prendersi il secondo successo personale del 2019 in una giornata magica per l’Astana vista anche la bella vittoria di Jakob Fuglsang alla Tirreno-Adriatico. Ma in questa giornata conclusiva della Corsa dei Due Mari bisogna celebrare anche il fenomeno colombiano Egan Bernal che, con l’aiuto della squadra, ha respinto l’assalto di Nairo Quintana e ha potuto portare a casa la vittoria finale: il talento della Sky è il più giovane ad imporsi a Nizza dal trionfo di Roche nel 1981.

Tanti attacchi fin dai primi chilometri
Con Tony Gallopin fermato da alcuni problemi di salute, sono stati 129 i corridori che hanno preso il via in quest’ottava ed ultima tappa: in programma 110 chilometri con partenza e arrivo a Nizza ed un totale di sei gran premi della montagna. I primi 14 chilometri di gara erano gli unici che potevano essere definiti pianeggiante, ma questo non ha bagnato le polveri agli attaccanti: subito dopo il via hanno provato a scappare via Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Nils Politt (Katusha), Amaël Moinard (Arkea Samsic) e Niccolò Bonifazio (Direct Energie) che hanno iniziato la prima salita di giornata, la Côte de Levens, con un margine di vantaggio di 20″ sul gruppo principale lanciato ugualmente a grande velocità.

Salendo verso Levens, come ci si poteva immaginare vista la situazione, si sono scatenati i contrattacchi nel gruppo maglia gialla con Bob Jungels, Dylan Teuns, Ilnur Zakarin, Lilian Calmejane, Ion Izagirre e Daniel Martínez capaci di rientrare per primi sulla testa della corsa. Neanche il tempo di rifiatare che Jungels ha subito allungato ancora portandosi dietro Thomas De Gendt che cercava i punti della sicurezza per la maglia a pois dei gpm: i due hanno scollinato in testa con pochi secondi di vantaggio, ma in discesa la situazione è cambiata un’altra volta.

Si forma una fuga di 37 uomini
Approfittando dei grossi distacchi creati dalle tappe precedenti e del fatto che la fuga non era riuscita a prendere il largo fin dall’inizio, sulla Côte de Levens sono stati tantissimi i corridori che hanno preso al volo l’opportunità di inserirsi nella fuga e così dopo il gran premio della montagna s’è formato in testa alla corsa un gruppo di ben 37 uomini con Astana e Bahrain-Merida in superiorità numerica, quattro uomini a testa, e anche la Movistar ben rappresentata con tre corridori. Oltre ai nomi già citati in precedenza, erano riusciti a rientrare anche ciclisti del calibro di Marc Soler, Luis León Sánchez, Miguel Ángel López, Domenico Pozzovivo, Sonny Colbrelli, Patrick Konrad, Sergio Luis Henao, Valentin Madouas, Wilco Kelderman e Alessandro De Marchi.

Per la vittoria di tappa era sicuramente il plotoncino molto pericoloso, meno invece per la classifica generale visto che il più vicino al leader Egan Bernal era il russo Ilnur Zakarin (Team Katusha-Alpecin) che era ottavo ma a ben 2’52” dal colombiano del Team Sky: la corazzata britannica, in versione Tour de France con il trenino al completo sempre nelle prime posizioni, non ha mai lasciato più un minuto e mezzo gli uomini più vicini in classifica. Una trentina di secondi di vantaggio in più l’hanno invece guadagnata Matteo Trentin, Tejay van Garderen e Julien El Fares che hanno allungato tra la Côte de Châteauneuf ed il Col de Calaïson, seconda e terza salita di giornata: i tre hanno preso fino a 40″ sul resto dei fuggitivi e fino a due minuti sul gruppo principale.

Quintana attacca sulla Côte de Peille
L’azione principale di tutta la tappa è iniziata a poco meno di 50 chilometri dall’arrivo quando sulla salita di prima categoria della Côte de Peille, 6.6 km al 6.8%, ha attaccato dal gruppo maglia gialla Nairo Quintana. Il colombiano della Movistar questa mattina partiva dal terzo posto nella generale a 46″ dal suo connazionale Bernal, ma nonostante questo l’ex-Androni ha preferito restare tranquillo nel gruppo, con la consapevolezza di essere quasi in una botte di ferro con ancora cinque compagni di squadra al suo fianco. Quintana è velocemente rientrato sulla fuga dove ha trovato i compagni di squadra Carretero, Anacona e soprattutto un ottimo Soler che lo hanno aiutato a scavare subito un buon margine rispetto al plotone del leader: a 43 chilometri è stato ripreso Van Garderen ed a quel punto c’era un minuto esatto a dividere i primi due gruppi in corsa.

Il forte ritmo imposto da Quintana e, finché ha potuto, Soler ha ovviamente fatto grande selezione anche tra i battistrada e a 40 chilometri dall’arrivo assieme al colombiano ed allo spagnolo erano rimasti Luis León Sánchez, Miguel Ángel López, Ion Izagirre, Felix Grossschartner, Oliver Naesen, Wilco Kelderman, Domenico Pozzovivo, Simon Yates Tejay Van Garderen e Daniel Martínez. La Movistar non ha trovato una grande collaborazione da parte degli altri ma questa volta Marc Soler e Nairo Quintana non sono stati lì a fare molti calcoli e hanno tirato a tutta con il distacco che anche dopo il Col d’Èze (staccati López e Soler) ha continuato ad oscillare tra i 45″ ed i 55″, praticamente attorno alla soglia della leadership virtuale di Nairo.

Bernal e la Sky si salvano, Izagirre per la tappa
L’ultima salita di questa durissima tappa era il Col des Quatre Chemins con i suoi 5.5 chilometri abbastanza irregolari con la pendenza media al 5.5%: il gruppo di testa ha affrontato le prime rampe con 40″ di vantaggio sugli inseguitori, ma l’efficacia della pedalata di Nairo Quintana ha iniziato a calare. A 13 chilometri Tejay van Garderen ha attaccato ancora, ma stavolta è stato seguito da Ion Izagirre che 300 metri dopo lo ha lasciato sul posto: la progressione del corridore dell’Astana è risultata essere quella vincente avendo preso al gran premio della montagna 25″ di vantaggio sui primi inseguitori e 50″ sull’ormai ristretto gruppo di Bernal. Per Izagirre solo un piccolo brivido nell’impostazione di una curva al termine della discesa, ma alla fine è stato lui a chiudere vittorioso sulla Promenade des Anglais.

Dietro nel frattempo Ivan Sosa e Tao Geoghegan Hart avevano esaurito il loro compito di gregario e così Egan Bernal si è messo a tirare anche in prima persona assieme a Michal Kwiatkowski per mettere in cassaforte uno la vittoria finale, l’altro il terzo gradino del podio visto che sulla Côte de Peille si era staccato Philippe Gilbert, comunque bravo a tenere duro fin lì. A 18″ da Ion Izagirre, la volata per la seconda posizione è stata vinta da Oliver Naesen (ottimo segnale per le classiche) su Wilco Kelderman con Domenico Pozzovivo in sesta posizione, Nairo Quintana ha tagliato il traguardo a 22″ e alla fine ha guadagnato appena 4″ sul gruppetto di Bernal che si era riavvicinato tantissimo negli ultimi chilometri.

La classifica finale della 77esima edizione della Parigi-Nizza è stata quindi caratterizzata dalla prima doppietta colombiana nella storia della corsa: Egan Bernal ha chiuso con 39″ di vantaggio su Nairo Quintana, in terza posizione è arrivato invece l’ex campione del mondo Michal Kwiatkowski staccato di 1’03”. Ad eccezione di Gilbert, le altre posizioni sono rimaste praticamente congelate rispetto a ieri: quarto posto per Jack Haig a 1’21”, quinto per Romain Bardet che ha provato invano ad attaccare in paio di occasioni, poi a seguire George Bennett, Rudy Molard, Bob Jungels, Luis León Sánchez e Ilnur Zakarin; i migliori italiani sono stati Pozzovivo e De Marchi in 26esima e 27esima posizione rispettivamente.

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