Julian Alaphilippe vince a Jesi © LaPresse
Julian Alaphilippe vince a Jesi © LaPresse

Ti aspetti Viviani, arriva Alaphilippe

Tirreno-Adriatico, a Jesi spettacolare prova della Deceuninck: gabbati i rivali con lo sprint del francese, il campione d’Italia terzo dietro a Cimolai

Sette in fuga verso Jesi, c’è il solito Maestri
Dopo lo spettacolo del finesettimana fra i muri marchigiani, la Tirreno-Adriatico prosegue il suo cammino nella regione adriatica, pur rimanendo sempre nell’entroterra e lontano dal mare. Partenza da Matelica e conclusione dopo 195 km a Jesi, con un circuito finale di 12.6 km da ripetere per tre volte; qualche saliscendi nella fase iniziale, ma altrettanto non si può dire per gli ultimi 50 km tutti pianeggianti.

Alle 11.42 la gara parte ufficialmente senza Jenthe Biermans (Team Katusha Alpecin), che conclude anzitempo la sua esperienza nella settimana appenninica. La fuga di giornata si forma nelle primissime battute, con sette elementi a comporla: quarto attacco in cinque giorni per Mirco Maestri (Bardiani CSF), al quale si aggiungono il connazionale Davide Ballerini (Astana Pro Team), il belga Gijs Van Hoecke (CCC Team), il russo Igor Boev (Gazprom-RusVelo), lo spagnolo José Joaquín Rojas (Movistar Team), il colombiano Dayer Quintana (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) e lo statunitense Ben King (Team Dimension Data).

Bora e Deceuninck controllano; i traguardi parziali a Boev e Maestri
Al km 25 viene toccato il distacco massimo di giornata in 3’30”, prima che la Deceuninck-Quick Step dica all’infaticabile Kasper Asgreen di iniziare a lavorare. La corsa procede senza sussulti, con l’unico elemento di cronaca dato dal passaggio all’unico gpm di giornata, il Valico di Pietra Rossa (km 52.9), con Boev che precede Quintana e Ballerini, risultato comunque ininfluente ai fini della speciale graduatoria, guidata da Lutsenko.

Alla Deceunink si aggiunge in testa al plotone la Bora Hansgrohe, con un Rafal Majka in versione gregario complice l’inopinata caduta in cui è rimasto coinvolto nella cronosquadre di Camaiore. Il ritardo scende progressivamente, stabilizzandosi comunque attorno ai 2′, margine che i sette al comando possiedono sia ai meno 70 km che ai meno 40 km. Nel mentre si è transitati a Morro d’Alba, sede del primo traguardo volante: al km 137.6 nessuna volata e Mirco Maestri può così prendersi i 5 punti in palio, giungendo ad un passo dalla vetta della classifica a punti.

Anche il secondo sprint va a Maestri, Ballerini e Rojas provano l’assolo
Anche la UAE Team Emirates posiziona un gregario, nella fattispecie Valerio Conti, nell’avanguardia del plotone, lasciando comunque Bora e Deceuninck a dettare l’andatura. Il primo passaggio sotto il traguardo di Jesi, sul quale si assiepa un cospicuo nugolo di tifosi, non modifica la situazione: i sette vantano ancora, ai meno 25 km, 1’40” di margine. E sul secondo transito è posto l’ultimo traguardo volante: anche stavolta Maestri può comodamente tagliare per primo il traguardo parziale, balzando così al comando sia nella classifica dei traguardi volanti sia, almeno momentaneamente, in quella a punti.

Proprio dopo il passaggio, Ballerini e Rojas partono in contropiede cercando il colpaccio; se Boev, King, Maestri e Quintana si rialzano attendendo il plotone, lo stesso non si può dire per Van Hoecke. L’ex pistard prova a rientrare, ma il belga non riesce più a riagganciarsi alla ruota del canturino e del murciano, rimanendo a bagnomaria prima di alzare bandiera bianca attorno ai meno 18 km dal termine.

Dietro lavorano e ricuciono, caduta innocua per Power
Dal cielo sempre più coperto, intanto, iniziano a cadere le prime gocce di pioggia, mentre spira un vento in costante aumento. Gli indefessi Asgreen e Majka vengono supportati nel loro lavoro da Yves Lampaert che, con la sua fiammante maglia tricolore, impone delle tirate non indifferenti, contribuendo in maniera fattiva a far sì che il gap dalla coppia al comando ammonti a 1′ tondo al cartello dei meno 15 km.

Ballerini e Rojas iniziano la tornata finale di 12600 metri con soli 39″. Poco dopo da registrare una caduta senza conseguenze per l’australiano Robert Power (Team Sunweb) che, dopo il cambio di bici, si rimette in sella. A supportare Bora e Deceuninck arriva anche un elemento Bahrain Merida; non uno qualunque, dato che si tratta di Vincenzo Nibali. Il messinese, come visto in diverse occasioni nelle ultime gare, si disimpegna in questa maniera “guadagnandoci” in fatica in vista dei prossimi appuntamenti.

Ballerini ci prova fino all’ultimo, ma sarà volata
Nonostante il massimo impegno profuso, i due fuggitivi perdono costantemente, entrando negli ultimi 7 km con soli 20″. La parola fine sull’avventura di Rojas arriva a 4.6 km dalla conclusione, al termine di una giornata con più di 187 km passati col vento in faccia. Ballerini non demorde, però, e quando il gruppo è solo a un centinaio di metri stacca Rojas con una nuova accelerazione, ma l’avanscoperta dell’ex Trevigiani e Androni viene annullata a 3200 metri dall’arrivo.

La Bora, con Oscar Gatto e Daniel Oss, tira a tutta ma senza Sagan a ruota; lo slovacco è nfatti impegnato a far spallate con Van Asbroeck per prendere le ruote del treno Deceuninck. Ma il tre volte iridato si porta avanti e approccia l’ultimo km in seconda ruota, dietro al solo Stybar e davanti al quartetto Mørkøv, Richeze, Alaphilippe e Viviani. Il traguardo in leggerissima pendenza attorno al 2-3% potrebbe ingannare molti, effettivamente.

Il gioco d’azzardo della Deceuninck paga: Alaphilippe fa lo sprint e vince, secondo un ottimo Cimolai
E a mettere più confusione è il comportamento di Elia Viviani, che si sfila dai compagni mettendosi alla ruota degli altri sprinter. Bolle qualcosa in pentola? Certo che sì ma tutti, rivali compresi, se ne avvedono troppo tardi. Richeze lancia al solito alla perfezione il velocista di giornata, Julian Alaphilppe, stavolta; sfruttando la leggerissima pendenza il francese parte lungo, sfruttando anche il buco formato alle sue spalle causato da Greg Van Avermaet, arrivato con gambe imballate.

Il transalpino, pur faticando nell’ultimo, riesce comunque a vincere: colpo da maestro della Deceuninck-Quick Step, che dimostra di avere, oltre alla consueta forza, anche la volontà di provare colpi di genio. E ora le vittorie stagionali sono 18, una in meno dell’Astana in quella che si sta delineando come una potenzialmente appassionante lotta per i prossimi mesi. Seconda posizione per un ottimo Davide Cimolai, che sta crescendo di colpi con la casacca della Israel Cycling Academy.

Terza piazza per Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step) capace di rimontare da lontano e dimostrando di essere, fra quanti presenti alla Tirreno, il miglior sprinter al momento. Quarto posto per un buon Clément Venturini (AG2R La Mondiale), quindi seguono Peter Sagan (Bora Hansgrohe), Maxi Richeze (Deceuninck-Quick Step), Jens Keukeleire (Lotto Soudal), Greg Van Avermaet (CCC Team), Reinardt Janse van Rensburg (Team Dimension Data) e Simone Consonni (UAE Team Emirates).

Graduatoria immutata, domani la crono finale dove Roglic può scavalcare Yates
La classifica rimane immutata: Adam Yates (Mitchelton-Scott) conserva la maglia azzurra con 25″ su Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma), 35″ su Jakob Fuglsang (Astana Pro Team), 1’55” su Tom Dumoulin (Team Sunweb), 2’24” su Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step), 2’39” su Wout Poels (Team Sky) e via di seguito.

Domani la chiusura con la Corsa dei due mari con la tradizionale cronometro individuale tra le strade di San Benedetto del Tronto, lunga 10.1 km: un anno fa l’ex saltatore sloveno fece meglio di 36″ rispetto al britannico il quale, diversamente dal collega, era ancora in lotta per la classifica. A bocce ferme, dunque, il vincitore del recente UAE Tour parrebbe avere ottime possibilità di ribaltare la situazione, aggiungendo l’ennesima corsa a tappe nel suo palmares sempre più corposo.

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