Julian Alaphilippe vince alla Itzulia Basque Country © Itzulia Basque Country
Julian Alaphilippe vince alla Itzulia Basque Country © Itzulia Basque Country

Alaphilippe fa tutti a la Julian

Itzulia Basque Country, sullo strappo di Gorraiz il francese non ha pietà e vince per l’ottava volta in stagione. Schachmann ancora leader, Yates fora e perde terreno

Tappa mossa, non partono Padun e Roux
Dopo la cronometro di ieri, la Itzulia Basque Country prosegue con la classica frazione considerata semplice a queste latitudini: solo un paio di gpm, diversi zampellotti e un finale all’insù, su una rampa nei 500 metri conclusivi vanta una pendenza media dell’8%. Attorno alle 13.45 scatta dunque la Zumarraga-Gorraiz di 149.5 km, caratterizzata da sei tratti sterrati; due le mancate partenze, quella dell’ucraino Mark Padun (Bahrain Merida) per una tendinite al ginocchio, e quella del campione francese Anthony Roux (Groupama-FDJ) per un malanno di stagione.

Non appena il direttore di corsa abbassa la bandiera, iniziano gli scatti; ci provano anche Rohan Dennis (Bahrain Merida), Jesús Herrada (Cofidis, Solutions Crédits) e Tony Martin (Team Jumbo-Visma) ma non fanno strada. La fuga di giornata si forma al km 12 ed è composta dal colombiano Darwin Atapuma (Cofidis, Solutions Crédits), dal francese Julien Bernard (Trek-Segafredo) e dallo spagnolo Garikoitz Bravo (Euskadi-Murias).

Fuga ripresa dopo Pamplona, l’Astana impone un ritmo sostenuto
Su di loro riesce a rientrare, dopo una ventina di km di inseguimento, l’altro spagnolo Julen Amezqueta (Caja Rural-Seguros RGA). Il gruppo lascia fare un certo punto, tanto che il vantaggio massimo loro concesso è di poco inferiore ai 3′ e viene toccato attorno al km 42. L’unico interesse nella prima ora è il transito nei due gpm di giornata: a Olaberria (km 23.5) è Bravo a scollinare al comando, imitato da Bernard a Lizarrusti (km 42.3).

In vista degli sterrati, le formazioni degli uomini di classifica iniziano a ricucire e ad avvicinarsi tanto che a 52 km dalla fine avviene il ricongiungimento, poco dopo aver affrontato uno strappetto in uscita da Pamplona. A tirare è quasi esclusivamente l’Astana Pro Team con due gregari di lusso come Jakob Fuglsang e il campione spagnolo Gorka Izagirre. Sul primo tratto sterrato, quello di Olatz (700 metri a 50 km dal traguardo) non succede nulla; più interessante invece quanto accaduto sul lungo Azpa Pasandiburu (1800 metri a 43 km dal traguardo), con il più esperto degli Izagirre a dettare un ritmo sostenuto che spezza il plotone. All’uscita del tratto sono solamente una quarantina gli elementi del gruppo buono, con tutti i pretendenti per la generale rimasti attenti nelle posizioni d’avanguardia.

Schachmann e Izagirre per gli abbuoni, scivolata innocua di Teuns
Continuano a menare i kazaki fino al traguardo volante di Ibiriku (km 111.8), dove Maximilian Schachmann accumula ulteriori 3″ in chiave classifica precedendo Lutsenko e Verona. Da qui l’Astana opta per farsi da parte: la velocità così si riduce, favorendo così il rientro di una minima parte degli attardati, per un gruppo che entra negli ultimi 30 km forte di una settantina di unità. Da segnalare, a 31 km dal termine, la foratura di Julian Alaphilippe: il leader della Deceuninck-Quick Step viene atteso da Rémi Cavagna e Mikkel Honoré che senza fatica lo riportano a contatto.

L’Astana si riporta davanti in vista del traguardo volante di Sarriguren (km 126). E stavolta gli uomini di Vinokourov lavorano al meglio, permettendo a Ion Izagirre di prendersi l’abbuono massimo; dietro di lui Fraile si prende la seconda piazza, stavolta costringendo Schachmann ad accontentarsi di solo 1″. Nel mentre, Dylan Teuns scivola in una rotatoria: il belga della Bahrain Merida si rialza ma rimane attardato.

Sfortuna per Yates, un problema meccanico lo mette fuori dai giochi
Castroviejo e Rosa approcciano in testa il secondo passaggio sullo sterrato di Olatz (22 km dal traguardo) che, come nel primo transito, risulta innocuo. I corridori hanno anche modo di percorrere in parte il rettilineo finale di Gorraiz, prendendo le misure al complicato traguardo; sono ancora Astana e Sky ad incaricarsi di fare tutto il lavoro, sempre con un ritmo di tutto rispetto che provoca una certa selezione da dietro. Alla fine dell’ultimo tratto sterrato, quello di Egues Ibiriku (900 metri a 17 km dal traguardo) l’allungato plotone principale è composto da non più di una sessantina di unità.

L’unico che manca alla lista non è un nome di poco conto, dato che si tratta di Adam Yates; nella parte conclusiva dello sterrato il britannico della Mitchelton-Scott ha un inconveniente meccanico. Subito assistito da Michael Albasini che gli passa la bici, il capitano del team viene atteso da Tsgabu Grmay, Lucas Hamilton e Damien Howson che si mettono a tirare a tutta. Ma davanti Astana e Sky non scherzano affatto e continuano a tutta; il gruppetto degli australiani perde quindi terreno e a 15 km dal termine viaggiano con 40″ di ritardo che salgono a 50″ all’altezza dei meno 10 km.

Lambrecht pare cogliere tutti di sorpresa, ma Alaphilippe non ci sta e lo salta
Nel gruppo di testa si viaggia sopra ai 50 km/h e sono sempre le immancabili Astana e Sky a traghettare tutti verso il finale; dietro, intanto, i Mitchelton trovano un supporto da Léo Vincent della Groupama-FDJ, che lavora in quanto Rudy Molard è presente nel gruppetto attardati. Ma il gap non scende minimamente e ai 3 km dal termine tocca quota 1′. A 2600 metri dalla fine cerca di sorprendere tutti Alessandro De Marchi (CCC Team) ma la sua azione dura lo spazio di qualche centinaio di metri, con Luis León Sánchez a fare velocità.

Castroviejo inizia in prima posizione gli ultimi 1000 metri, con a ruota McCarthy e Alaphilippe. Si fa vedere anche Buchmann, ma il primo a lanciare la volata è Bjorg Lambrecht; il giovane belga della Lotto Soudal coglie impreparata la concorrenza che ha un attimo di sbandamento – come la regia basca, del resto, ma questa non è una novità. Tuttavia il talentino fiammingo ha anticipato troppo i tempi e a 100 metri dal traguardo viene saltato dal solito, inarrestabile Julian Alaphilippe.

Ottavo centro stagionale, Schachmann sesto e ancora leader
Nessuno tiene lo stesso ritmo del francese della Deceuninck-Quick Step, che ha gioco facile nell’andare a conquistare la terza vittoria in carriera alla Itzulia dopo le due della passata edizione. È l’ottavo centro del 2019 per il transalpino, sempre più l’uomo forte dell’attuale panorama internazionale: in chiave classiche delle Ardenne impossibile non considerarlo come il principale favorito

Nonostante tutto Bjorg Lambrecht (Lotto Soudal) è riuscito a tenere la seconda piazza, pur se classificato con 1″ di ritardo al pari di chi lo segue. In top ten trovano spazio Michal Kwiatkowski (Team Sky), Omar Fraile (Astana Pro Team), Valentin Madouas (Groupama-FDJ), Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe), Patrick Konrad (Bora Hansgrohe), Ion Izagirre (Astana Pro Team), Tadej Pogacar (UAE Team Emirates) e Pieter Serry (Deceuninck-Quick Step). Il ritardo finale di Yates ammonta a 1’12”, che di fatto lo costringe a mettere in un cassetto le ambizioni di vittoria finale.

Maximilian Schachmann conserva la maglia gialla con 5″ su Alaphilippe e 10″ su Kwiatkowski. Domani va in scena un remake della tappa odierna: la Sarriguren-Estibalitz di 191.5 km è forse meno impegnativa, sia per quanto riguarda l’andamento della tappa che per il finale, con l’ultimo km che stavolta sale al 4% di pendenza media. Entrare in testa nell’ultima semicurva a circa 100 metri dal termine potrebbe essere sufficiente per portarsi a casa il massimo bottino.

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