Maximilian Schachmann vince ancora all'Itzulia Basque Country © Itzulia Basque Country
Maximilian Schachmann vince ancora all'Itzulia Basque Country © Itzulia Basque Country

Schachmann continua ad andare al Max

Itzulia Basque Country, altra vittoria per il tedesco. Sul podio Ulissi e Battaglin. Caduti nel finale Alaphilippe, Kwiatkowski, Mas e Thomas

Terza tappa per puncheur, non parte Dennis
La tappa più lunga e, sulla carta, quella più semplice dell’intera edizione 2019 della Itzulia Basque Country è proprio quella odierna: la Sarriguren-Estibalitz misura 191.4 km e, per i standard baschi, è tutto sommato una frazione non così difficoltosa. Due i gpm, non eccessivi i dentelli e un rettilineo finale al 4% fanno da cornice ad una tappa adatta a puncheur, sulla falsariga della più impegnativa giornata di ieri.

Una la non partenza, quella di Rohan Dennis; l’australiano della Bahrain Merida ha deciso di comune accordo con la dirigenza di interrompere qui la difficoltosa prima parte di stagione caratterizzata dall’assenza di successi. Fin qui il matrimonio è estremamente negativo; l’auspicio è che dal Tour of California, prossimo appuntamento nel programma del formidabile cronoman, lo stato di forma sia ben diverso.

Otto in fuga, i Manzana si svegliano tardi
Non mancano gli scatti sin dall’avvio, con la fuga che parte attorno al km 15: presenti gli spagnoli Garikoitz Bravo (Euskadi-Murias) e José Joaquín Rojas (Movistar Team), i francesi Bruno Armirail (Groupama-FDJ) e Julien Bernard (Trek-Segafredo), il portoghese José Fernandes (Burgos BH), lo statunitense Benjamin King (Team Dimension Data), il brasiliano Nicolas Sessler (Burgos BH) e il lettone Toms Skujins (Trek-Segafredo).

Vanamente provano a rientrare i colombiani della Manzana Postobón Jhojan García e Bernardo Suaza, ma i rosanero si muovono troppo tardi e non possono fare altro che desistere. Gli otto di testa, infatti, guadagnano e toccano il vantaggio massimo di giornata attorno al km 35 e poi ancora al km 85, quando 4′ li separano dal gruppo; nel mentre si è verificato il transito sul gpm di Goñi (km 26.8), con Bravo a superare Bernard e King.

Diverse cadute, brutta quella di Cras. Bravo mantiene la maglia a pois
Mentre giungono le notizie dei ritiri di Stephen Cummings (Team Dimension Data) per una caduta e di Patrick Bevin (CCC Team), nel gruppo sono Bora Hansgrohe e Deceuninck-Quick Step a lavorare mantenendo sotto controllo il tentativo di attacco. Gli unici elementi di cronaca riguardano, purtroppo, le cadute: a 81 km dalla fine vanno a terra senza conseguenze Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits), Markel Irizar (Team Katusha Alpecin) e Sepp Kuss (Team Jumbo-Visma).

Diverso invece l’incidente che coinvolge il solo Steff Cras: lo scalatore belga del Team Katusha Alpecin urta violentemente al suolo con il basso ventre ed è particolarmente dolorante al bacino, venendo costretto al ritiro. Fine corsa, invece, anche per Ángel Madrazo (Burgos BH), alle prese con qualche malanno di stagione. Inizia a piovere brevemente nel primo tratto della salita di Opakua ed è qui, a 62 km dalla fine, che si stacca Fernandes. Il lusitano non ha ancora ripreso il colpo di pedale che aveva nel 2018, quando si era meritato la chiamata come stagista dalla EF Education First; e non solo, perché l’ex W52 si ritira ad una quarantina di km dalla fine.

In vetta all’ultimo gpm di giornata (km 133.9) gioco di squadra perfetto per la Trek con Bernard che passa in testa; al contempo Skujins supera all’ultimo l’attuale detentore della maglia biancorossa Bravo, aiutando così il compagno di squadra a ridurre il gap. Il gruppo, intanto, scollina con 1’25” di ritardo senza dannarsi l’anima, mantenendo di fatto il medesimo distacco anche al termine della breve discesa a 50 km dalla fine.

Davanti restano in quattro, il gruppo ricuce
Il Team Sky si piazza nelle prime posizioni, portando il gruppo al cartello dei meno 40 km con 1’10” di disavanzo dalla testa. A 34 km dalla fine decide di rialzarsi Bravo, contento di quanto ottenuto quest’oggi e desideroso di risparmiare energie per le prossime tappe. Tutto scorre tranquillo e ai meno 20 km il margine dei sei superstiti è calato fino a 50″. Energie al lumicino per Sessler che ai meno 15 km dice basta e si arrende, con il gruppo tirato da Cavagna, Elissonde e Poljanski che si avvicina sempre più.

A 10 km dal traguardo il quintetto Armirail, Bernard, King, Rojas e Skujins conserva solo 25″; niente da fare per Bernard ai meno 9 km, gli altri quattro invece non demordono. Cambio di scenario anche in testa al gruppo dove la marea giallonera del Team Jumbo-Visma va a occupare le posizioni d’avanguardia e, con Tony Martin a fare un ritmo sostenuto, il gap scende rapidamente.

Una maxicaduta mette fuorigioco Alaphilippe, Kwiatkowski, Mas e Thomas. L’arrivo premia Schachmann
A 6 km dalla fine l’imprevisto di giornata: attorno alla decima piazza una maxicaduta coinvolge una ventina di elementi, con tanti big a finire al suolo. A terra, fra gli altri, Julian Alaphilippe ed Enric Mas, Michal Kwiatkowski e Geraint Thomas, Omar Fraile e Adam Hansen, Jonathan Castroviejo e Winner Anacona, Alexandre Geniez e Dylan Teuns, Hugh Carthy e Sean Bennett. Particolarmente dolorante alla mano Alaphilippe, che abbandona le ambizioni di classifica, con l’auspicio di non dover saltare le classiche delle Ardenne.

La fuga viene riassorbita a 4.4 km dall’arrivo e, da questo punto in poi, è la Mitchelton-Scott a tirare il gruppo portandolo all’ultimo km; proprio in prossimità del cartello prova a muoversi Fabio Felline (Trek-Segafredo), ma il piemontese non fa strada. Nell’arrivo all’insù la volata a tre viene lanciata da Lutsenko, Ulissi e Maximilian Schachmann, che parte da dietro sul lato destro della carreggiata; ma con una progressione prepotente il teutonico ha gioco facile, proseguendo il suo magic moment e andando a conquistare il secondo successo in tre giorni, il quarto in questo scorcio di 2019.

Ulissi e Battaglin a podio, domani tappa insidiosa
Il resto del podio viene completato da due italiani, vale a dire il toscano Diego Ulissi (UAE Team Emirates) e il veneto Enrico Battaglin (Team Katusha Alpecin): per entrambi una buona iniezione di fiducia in vista delle classiche. Seguono Marc Hirschi (Team Sunweb), Ion Izagirre (Astana Pro Team), Jon Aberasturi (Euskadi-Murias), Adam Yates (Mitchelton-Scott), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Carlos Quintero (Manzana Postobón) e Grega Bole (Bahrain Merida).

Non mancano gli attardati di un certo spessore: 25″ di distacco per Daniel Martínez e David Gaudu, 1′ tondo per Tadej Pogacar, 1’06” per Hugh Carthy, 1’43” per Enric Mas, 5’56” per Geraint Thomas, 9’38” per Alexandre Geniez e Michal Kwiatkowski e 12’19” per Julian Alaphilippe, 151° e ultimo arrivato.

In classifica Maximilian Schachmann (Bora Hansgrohe) conserva ovviamente la maglia gialla di leader, aumentando il margine sulla concorrenza grazie all’abbuono; ora i primi inseguitori sono Ion Izagirre e Patrick Konrad a 23″. Domani, però, il tedesco è chiamato a difendersi in una frazione tutt’altro che semplice: la Vitoria Gasteiz-Arrigorriaga di 163.5 km presenta quattro gpm, uno dei quali di prima categoria a 36 km dall’arrivo. L’ultima asperità, quella di Zaratamo, termina a 2.3 km dall’arrivo, raggiunto dopo una breve ma tortuosa discesa.

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