Il podio dell'ultima tappa © Tour of Turkey
Il podio dell'ultima tappa © Tour of Turkey

Ad Istanbul gli exit poll premiano il partito di Ewan

Tour of Turkey, l’australiano si prende il tortuoso finale su Jakobsen e Bennett. La corsa a Grossschartner davanti a Conti

Dal nostro inviato

Un altro splendido colpo per Caleb Ewan nell’avvicinamento al Giro d’Italia che si conferma sempre più un velocista adatto ai finali complicati: il 24enne della Lotto Soudal ha vinto infatti anche l’ultima tappa del Tour of Turkey e si potrà quindi presentare al via della corsa rosa nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche, con il morale alto per queste due vittorie e con la gamba risponde al meglio. L’ultima corsa di tre settimane disputata da Caleb Ewan è stato proprio il Giro d’Italia ma nel 2017 dove vinse una tappa: per quanto visto in questi giorni in Turchia, si candida ad essere un grande protagonista anche in Italia visto che nella prima settimana ci sono diverse tappe adatte alla volata ma con diversi trabocchetti che potrebbero tagliare fuori gli sprinter puri; per il momento però il percorso lo ha studiato solo a grandi linee, vedendo cinque o sei potenziali occasioni, e approfitterà delle giornate a casa a Montecarlo (non farà altre corse prima dell’11 maggio) per entrare più nei dettagli.

Sakarya, importante centro del ciclismo turco
Gli organizzatori del Tour of Turkey hanno tenuto per l’ultima giornata di gara la cosiddetta “tappa dei due continenti”, che collega la parte asiatica della Turchia a quella europea. Oggi la partenza era nella città di Sakarya dal centro ciclistico che il prossimo anno ospiterà i Campionati del Mondo di MTB Marathon: la struttura è moderna e interessante, all’interno di un parco con diversi tracciati di gara per le ruote grasse, una pista da BMX attualmente in fase di costruzione ed anche una sorta di velodromo scoperto in asfalto utile per gli allenamenti degli atleti più giovani. A Sakarya c’è inoltre la sede dell’unica squadra Continental della Turchia che si chiama infatti Salcano-Sakarya BB ed i cui corridori formano la nazionale in gara qui.

Nel percorso di questa sesta tappa c’erano diversi spunti d’interesse, ad iniziare dal passaggio da Izmit dove era posto l’unico gran premio della montagna di giornata dopo 58 chilometri: la città era stata quasi interamente rasa al suolo il 17 agosto di venti anni fa da un violentissimo terreno (magnitudo 7.6) che causò anche migliaia di morti in tutta la regione. L’arrivo era posto ancora una volta nella splendida Piazza Sultanahmet con il suo complicato finale già visto in passato tra stradine strette e tortuose, un fondo in lastricato ed alcuni strappi con pendenze anche severe: da segnalare anche che l’ingresso nella parte europea di Istanbul per il secondo anno di fila è avvenuto attraverso il nuovissimo Eurasia Tunnel (Avrasya Tüneli) inaugurato meno di tre anni fa. In totale per i 110 corridori rimasti in gara (Davies e Natarov non hanno preso il via) erano 172.4 i chilometri da percorrere.

Di nuovo in fuga Lorenzo Fortunato
Prima della partenza ufficiale c’è stato spazio per un simpatico siparietto sul palco con il turco Feritcan Samli, maglia bianca ormai matematica, che davanti a tutti ha fatto la proposta di matrimonio alla compagna Merve: la risposta è stata “evet”, sì, e quindi tanti auguri alla coppia felice. Ma poi nei primi chilometri ci sono stati subito attacchi per cercare la fuga e dopo appena 5 chilometri avevamo sei corridori al comando con 1’15” di vantaggio, tra cui tanti di coloro che ci avevano già provato nei giorni scorsi: assieme ad Ahmet Akdilek (Turchia) e Hayato Hoshida (Nippo-Vini Fantini-Faizanè), alla prima fuga, c’erano l’uruguaiano Mauricio Moreira (Caja Rural-Seguros RGA), lo statunitense Emerson Oronte (Rally UHC Cycling), l’emiliano Lorenzo Fortunato (Neri Sottoli-Selle Italia-KTM) e senza alcuna sorpresa, avendolo anche annunciato sul palco del foglio firma, il belga Thimo Willems (Sport Vlaanderen). Moreira si è poi rialzato quasi subito e ha aspettato il plotone lasciando quindi in cinque i battistrada.

Come detto, il nome più scontato da vedere in fuga era quello del 23enne fiammingo Thimo Willems che ieri aveva perso la titolarità della maglia rossa dei gran premi della montagna e che aveva bisogno proprio dei tre punti in palio oggi per riprendersela dalle spalle di Felix Grossschartner: obiettivo centrato anche perché la Bora si è disinteressata della fuga e nessuno degli altri battistrada ha anche solo accennato a dargli fastidio. L’azione di Akdilek, Fortunato, Hoshida, Oronte e Willems ha raggiunto un vantaggio massimo di 5’10”, poi sono state la Lotto Soudal e la Deceuninck-QuickStep a condurre le danze dell’inseguimento con la Bora-Hansgrohe che per una volta è potuta restare un po’ a guardare essendo già sazia a sufficienza del bottino conquistato fin qui.

Gruppo compatto ai meno 5 km
Per molti chilometri la situazione di corsa è rimasta pressoché invariata con i cinque fuggitivi a darsi cambi regolari ed il plotone tirato da Harm Vanhoucke (Lotto) e da Davide Martinelli (Deceuninck-QuickStep) che ha lentamente ma costantemente guadagnato terreno: al chilometro 60 il gap era già sceso a soli 3’05”, poi a 100 chilometri dal traguardo è calato di altri 30″ e negli ultimi 45 chilometri è calato per la prima volta sotto ai due minuti. A 30 chilometri dal traguardo c’è stata una foratura della maglia verde Sam Bennett che è comunque riuscito a rientrare in gruppo con l’aiuto dei copagni: Martinelli e Vanhoucke non gli hanno comunque reso molto facile la vita anche perché proprio in quei frangenti i battistrada Akdilek, Fortunato, Hoshida, Oronte e Willems hanno iniziato ad aprire il gas e dare fondo a tutte le energie per vedere fin dove riuscivano ad arrivare con la loro fuga.

All’ingresso nell’Eurasia Tunnel a 23 chilometri dall’arrivo i fuggitivi avevano appena un minuto di vantaggio e all’uscita dopo 5400 metri – e avendo toccato i 97 metri sotto al livello del mare – il loro vantaggio era di 50″: assieme a qualche secondo, però, la testa della corsa ha perso anche il turco Akdilek e sono quindi rimasti davanti solo quattro corridori. Con l’ingresso in Europa in testa al gruppo hanno iniziato a farsi vedere i blocchi più organizzati delle squadre, compresa anche la Rally che ha tirato proprio mentre il proprio uomo Oronte era ancora tra i più attivi in fuga. Alla fine l’inevitabile ricongiumento è avvenuto quando mancavano solo 5 chilometri al traguardo e ormai tutti iniziavano a pensare allo strappo decisivo.

Un chilometro a tutta, vince Caleb Ewan
L’avvicinamento allo strappo in salita posto a 1400 metri dall’arrivo è stato condotto a velocità vertiginose e poi dopo la curva a destra che immetteva sul lastricato è esplosa la battaglia per la vittoria di tappa. A un chilometro e cento metri dalla linea d’arrivo ad accendere la miccia è stato l’irlandese Sam Bennett che ha provato a ripetere il numero clamoroso dello scorso ottobre quando riuscì a togliersi tutti di ruota ed a chiudere con addirittura 5″ di vantaggio sugli inseguitori: stavolta l’uomo della Bora è riuscito a prendere una decina di metri di vantaggio, ma alle sue spalle la Deceuninck-QuickStep è riuscita a rimanere compatta attorno a Fabio Jakobsen, e anche Caleb Ewan ha fatto capolino lì davanti. Le stradine strette attorno a Piazza Sultanahmet hanno offerto ancora una volta un finale molto spettacolare anche perché con tutte le curve c’era davvero poco spazio per organizzare un vero e proprio inseguimento: sono stati quindi i favoriti a fare la corsa in prima persona, e stavolta la gamba di Sam Bennett non si è rivelata così buona come la scorsa edizione.

Il più forte è stato invece Caleb Ewan che appena ha trovato un rettilineo un poco più lungo ha potuto scatenarsi ed è riuscito a saltare il corridore della Bora con apparente facilità: il folletto australiano ha ripetuto la vittoria conquistata sul traguardo di Bursa mentre Sam Bennett ha mollato nel finale chiudendo terzo a 4″, preceduto anche da Fabio Jakobsen che pur stremato è riuscito a chiudere secondo in scia a Ewan. Tra gli italiani, quarto posto di Simone Consonni (UAE) che è arrivato subito in scia a Bennett, mentre Imerio Cima (Nippo) si è ben difeso nel finale piazzandosi nono. Nel finale c’è stata anche una caduta senza conseguenze di Nelson Soto (Caja Rural) e Maximilian Richeze (Deceuninck).

Classifica generale a Felix Grossschartner
In classifica generale nessuna sorpresa con l’austriaco Felix Grossschartner che ha lottato con i primi per evitare di prendere buchi potenzialmente pericolosi: lo scalatore della Bora-Hansgrohe si è addirittura piazzato in ottava posizione sul traguardo di oggi a 8″ da Caleb Ewan: stesso distacco per Valerio Conti e Merhawi Kudus che quindi in generale hanno chiuso in seconda e terza posizione a 19″ e 25″.

Per Grossschartner, che diventa il primo austriaco a prendersi una gara a tappe World Tour, la classifica finale è la seconda vittoria in carriera: adesso il suo programma prevede Tour de Romandie al servizio di Emanuel Buchmann e poi Tour of California con Peter Sagan e Maximilian Schachmann, poi nella seconda parte di stagione lo vedremo impegnato alla Vuelta. Per Conti invece diventano tre i secondi posti stagionali considerando la cronometro della Vuelta a San Juan e l’arrivo in salita di ieri: il laziale della UAE Team Emirates meriterebbe senza dubbio qualcosa di più.

Chiude in quarta posizione Remco Evenepoel che adesso farò un test molto importante delle proprie qualità al Tour de Romandie, mentre a seguire si sono piazzati il portoghese Edgar Pinto, lo sloveno Jan Polanc, il colombiano Jhonatan Restrepo, lo spagnolo Gonzalo Serrano, il nostro Mauro Finetto e quindi lo statunitense Kyle Murphy.

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