Fernando Gaviria ed Elia Viviani si sono già scontrati quest'anno © LaPresse
Fernando Gaviria ed Elia Viviani si sono già scontrati quest'anno © LaPresse

I protagonisti del Giro: i velocisti

Sulle strade della corsa rosa si attende il duello tra Viviani e Gaviria, ma Ewan, Ackermann e Démare sono pronti ad inserirsi

Tre giorni al via del Giro d’Italia 2019 e continuiamo quindi a presentare quelli che saranno i possibili protagonisti di questa edizione della corsa rosa: dopo aver “lanciato” i cacciatori di tappe, e in attesa dei grandi favoriti per la vittoria finale ed il podio, oggi tocca ai grandi velocisti, chiamati al momento di gloria nella terra che fu di Mario Cipollini e Alessandro Petacchi. Per Viviani, Gaviria e soci ci sarà da soffrire perché di arrivi in volata davvero scontati non ce ne sono molti ed in alcuni casi, prima dello sprint, bisognerà dimostrare di essere in grado di superare ostacoli ed insidie.

Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step): sesta partecipazione, 5 tappe vinte al Giro
Il pistard veronese è ovviamente, con Vincenzo Nibali, il volto più atteso dai tifosi lungo le strade del Giro d’Italia, e la sfida con Fernando Gaviria si promette senza esclusione di colpi. Nel 2018 nessuno ha vinto come lui, nel 2019 ha già raccolto 4 vittorie, regolando il colombiano sia negli Emirati Arabi Uniti come nella Pomarance-Foligno alla Tirreno-Adriatico. Qualche piccolo problema di salute al Tour de Romandie, ma niente di preoccupante in vista della corsa. Fondamentale l’apporto di una squadra di livello mondiale, capace di conquistare già 26 successi in stagione.

Fernando Gaviria (UAE Team Emirates): seconda partecipazione, 4 tappe vinte al Giro
Il fenomeno colombiano torna sulle strade rosa dopo il dominio del 2017 quando conquistò ben 4 tappe. Il 2018 lo ha visto brillare al Tour, mentre nel 2019 ha già conquistato 3 successi, 2 alla Vuelta di San Juan in Argentina (il secondo davanti a Sagan sul traguardo di Villa San Agustín), il terzo negli Emirati Arabi davanti a Elia Viviani, preceduto anche sul traguardo di De Panne, spettatore del trionfo del grande assente Dylan Groenewegen. La campagna del Nord non è stata delle migliori, e il gap rispetto a Viviani potrebbe risiedere in un team certamente meno di impatto rispetto alla «sua» Quick Step del 2017.

Caleb Ewan (Lotto Soudal): terza partecipazione, 1 tappa vinta al Giro
Il piccolo velocista australiano vuole tornare a sorridere come nel 2017, quando trionfò ad Alberobello davanti al colombiano Fernando Gaviria che ritroverà anche quest’anno. Inquadrato in una squadra più propensa ai successi di tappa, Caleb Ewan ha ottenuto 3 successi in stagione dominando nel Tour of Turkey di metà aprile, con i successi di Bursa e Istanbul, a conferma di una condizione in crescendo. Degno di nota anche il secondo posto alla Cadel Evans Road Race di fine gennaio dietro ad Elia Viviani.

Pascal Ackermann (Bora Hansgrohe): prima partecipazione
Il campione di Germania classe 1994 è certamente uno dei volti più attesi dagli addetti ai lavori anche se all’esordio assoluto in uno dei tre grandi giri del calendario internazionale. Per lui parlano i pesanti successi del 2019, ovvero la Clásica de Almeria davanti a Marcel Kittel, la Bredene Koksijde Classic e soprattutto la Eschborn-Frankfurt in cui ha detronizzato Alexander Kristoff dopo quattro successi consecutivi. Una condizione eccellente nonostante i timori per la caduta nella prima tappa del Tour of The Alps, e un peso nelle corse a tappe da costruirsi al fianco di una già radicata reputazione nelle prove da un giorno. Gaviria e Ewan hanno medesima classe (1994 appunto), ma ben altra esperienza.

Arnaud Démare (Groupama-FDJ): terza partecipazione
Il re della Milano-Sanremo del 2016 è il faro della Groupama-FDJ e, come consuetudine, scheggia impazzita nei finali di ogni volata. Due successi nelle ultime due edizioni del Tour, il francese classe 1991 dopo un buon avvio in Portogallo alla Volta ao Algarve (due secondi posti), non ha lasciato il segno in questo 2019 se non per un altro “argento” nella sesta tappa della Paris-Nice, con Sam Bennett a precederlo sul traguardo di Brignoles. Il secondo posto (due nel 2016) è anche il suo miglior piazzamento di tappa al Giro.

Giacomo Nizzolo (Team Dimension Data): settima partecipazione
Il brianzolo della Team Dimension Data è ormai uno dei volti più esperti nella carovana del Giro nonostante l’assenza del 2018: il suo score è impressionante, ben 30 piazzamenti in top10 senza però essere mai riuscito a cogliere una vittoria di tappa, ma che almeno gli hanno fruttato due successi nella classifica a punti. Negli ultimi due anni è stato pesantemente condizionato da problemi fisici e di salute, ma sembra in ripresa (una vittoria in Oman nel 2019): condizione comunque da valutarsi dopo un’esperienza non certo indimenticabile al Tour de Romandie.

Sacha Modolo (EF Education First): nona partecipazione, 2 vittorie al Giro
Il classe 1987 di Vazzola viaggia a ritmo spedito verso la doppia cifra al Giro d’Italia, elemento di spicco nelle tappe di transizione in una squadra che nel 2019 ha già vissuto un trionfo tutto azzurro con Alberto Bettiol al Fiandre. Tuttavia Modolo non dovrà pensare troppo al passato. I due successi del 2015 (a Jesolo e a Lugano, sempre davanti a Nizzolo) sono lontani, così come le ultime «braccia al cielo», il 16 febbraio 2018 nella terza tappa della Ruta del Sol in quel di Herrera. Non ha chiuso le ultime tre corse che lo hanno visto al via.

Jakub Mareczko (CCC Team): quarta partecipazione
L’italo-polacco di Raffa di Puegnago del Garda ha macinato corse e chilometri come sempre, ma nei professionisti è ancora in cerca di quel salto di qualità per diventare veramente uno dei migliori della scena. Il Giro, in tal senso, ha sempre offerto segnali contrastanti: secondo a Messina e Reggio Emilia nel 2017 alle spalle di Gaviria, di nuovo a Tel Aviv nel 2018 dietro a Viviani, ma una forte allergia alle salite che l’ha sempre portato ad un ritiro anticipato. Il 2019 è stato al momento molto sotto le attese, e il Tour de Romandie si è chiuso nella prima tappa.

Gli altri
Il Giro resta la grande festa del nostro ciclismo, e allora giusto partire dai tanti italiani che cercheranno un “posto al sole” in un romanzo dedicato ai più grandi. L’esperto Manuel Belletti dell’Androni Giocattoli-Sidermec vinse una tappa nel 2010, e nel 2019 ha già alzato le mani nell’arrivo di Palermo del Giro di Sicilia. Il nome più pesante, tuttavia, pare quello di Davide Cimolai (Israel), all’esordio assoluto dopo cinque esperienza al Tour e una alla Vuelta: il classe 1989 ha dominato la Vuelta Castilla y León con due successi di tappa e la generale prima di piazzarsi in quarta posizione alla Eschborn-Frankfurt. Occhio quindi al classe 1996 Giovanni Lonardi (Nippo-Vini Fantini-Faizanè), al gregario di Fernando Gaviria Simone Consonni (UAE) e al giovane Matteo Moschetti (Trek). Tra gli stranieri, da segnalare il sudafricano Ryan Gibbons (Dimension Data), lo spagnolo Juan Josè Lobato (Nippo) e l’austriaco Marco Haller (Katusha).

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