Tom Dumoulin osserva Vincenzo Nibali © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto
Tom Dumoulin osserva Vincenzo Nibali © LaPresse - Gian Mattia D'Alberto

I protagonisti del Giro: i favoriti

Dumoulin o Nibali? Roglic o Yates? López o Landa? Ecco chi lotterà per la vittoria ed il podio finale della corsa rosa che scatta sabato da Bologna

Mancano ormai appena due giorni al via del Giro d’Italia 2019 e ora dopo ora l’attesa cresce sempre di più. Oggi concludiamo la nostra panoramica sui possibili protagonisti della corsa rosa: dopo aver dato uno sguardo ai cacciatori di tappe prima ed i velocisti poi, erano rimasti da analizzare i grandi favoriti per la vittoria ed il podio finale di Verona. Sarà un Giro d’Italia molto incerto, difficile da pronosticare ma sicuramente di altissimo livello: sono almeno in quattro i corridori con ambizioni di vittoria, e si può allargare la lista a sei come possibili pretendenti al podio, il tutto al netto di possibili sorprese che non mancano mai.

Tom Dumoulin (Team Sunweb): quarta partecipazione, 1° nel 2017, 2° nel 2018
Ama l’Italia ed il Giro in particolare, per questo motivo il 28enne di Maastricht ha scelto di mettere un’altra volta nel mirino la maglia rosa dandole precedenza all’obiettivo Tour de France: quest’anno poi il percorso disegnato da Mauro Vegni sembra cucito su misura sulle caratteristiche di Dumoulin che potrebbe sfruttare le tre cronometro individuali per mettere un bel margine di vantaggio tra sé e gli avversari. Dumoulin si presenterà alla partenza da Bologna con alle spalle lo stesso programma dei due anni precedenti quando poi chiuse sul podio: non ha corso molto e non ha ottenuto vittorie, ma tutto fa pensare che anche stavolta arriverà al 100%. Per molti è il favorito numero 1, la squadra è ricca di scalatori con l’ultimo uomo in salita che dovrebbe essere Sam Oomen, chiamato a sostituire l’infortunato Wilco Kelderman.

Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida): ottava partecipazione, 1° nel 2013 e nel 2016, 2° nel 2011, 3° nel 2010 e nel 2017
Lo Squalo dello Stretto è una garanzia nelle corse a tappe di tre settimane ed i cinque podi in carriera conquistati al Giro lo mettono di diritto tra i principali favoriti per la vittoria finale ed il podio: inoltre la condizioni fisica messa in mostra nelle prove di avvicinamento alla corsa rosa (Tour of the Alps, Liegi) sembra essere molto migliore rispetto ad altre volte e questo potrebbe consentirgli di limitare le perdite nei confronti degli specialisti (Dumoulin e Roglic su tutto) nelle prime due cronometro. Però non bisogna dimenticarsi che Nibali ha pur sempre 34 anni ed il peso dell’età potrebbe iniziare a farsi sentire: ma per un corridore di resistenza come lui, nell’ultima settimana c’è il terreno ideale per esaltarsi.

Simon Yates (Mitchelton-Scott): seconda partecipazione, 3 tappe vinte e 13 giorni in rosa nel 2018
Con il Giro d’Italia ha un conto in sospeso ed è tornato proprio per provare a saldarlo: l’anno scorso fino al secondo giorno di riposo sembrava avere la corsa in pugno con tre successi di tappa e quasi cinque minuti di vantaggio su Froome, ma nelle ultime tappe di montagna è crollato. Da quella delusione è cresciuto ancora, vincendo con autorità la Vuelta e scegliendo di tornare in Italia nonostante un percorso forse non adattissimo: in questo 2019 sembra aver scelto di partire un po’ più piano proprio per avere più energie da sfruttare nella settimana decisiva del Giro, l’ultima. Tutta la Mitchelton-Scott sarà al suo servizio con uomini esperti e di qualità per tutti i terreni.

Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma): seconda partecipazione, 1 tappa vinta nel 2016
Proprio al Giro d’Italia nel 2016 iniziò a farsi conoscere al grande pubblico sfiorando la prima maglia rosa e poi vincendo la crono del Chianti, adesso torna in Italia per provare a conquistare il primo podio in una corsa a tappe di tre settimane dopo aver chiuso quarto al Tour de France 2018. Fino ad oggi lo sloveno ha fatto veramente impressione nel 2019: ha disputato UAE Tour, Tirreno-Adriatico e Tour de Romandie vincendo tutte e tre le gare, ha dimostrato di essere molto solido sia in salita che a cronometro ed in discesa. Certo, bisognerà vedere la sua tenuta nei grandi tapponi alpini e tra i grandi favoriti è probabilmente quello con la squadra più debole sulle montagne e potrebbe essere un limite se si ritrovasse in maglia rosa dopo due settimane.

Miguel Ángel López (Astana Pro Team): seconda partecipazione, 3° nel 2018
Lo scalatore colombiano dell’Astana ha ottimi trascorsi nei grandi giri nonostante abbia solo 25 anni: l’anno scorso ha chiuso in terza posizione sia al Giro d’Italia che alla Vuelta a España, dimostrandosi molto competitivo in salita e soprattutto capace di uscire fuori al meglio con il passare dei giorni di corsa. Finora in stagione si è comportato molto bene vincendo in casa il Tour Colombia e poi trionfando anche alla Volta a Catalunya: i tanti chilometri a cronometro presenti in questo Giro non lo aiuteranno, ma accanto a sé ha una squadra morto forte che si è praticamente mai tirata indietro quando c’era da fare corsa dura. López è comunque il favorito principale per vincere di nuovo la maglia bianca di miglior giovane.

Mikel Landa (Movistar Team): quinta partecipazione, 3° nel 2015
Quando riponi attese su di lui puntualmente fallisce, quando invece concentri l’attenzione su altri corridori ecco che lo scalatore basco sorprende e lotta per i piani alti: l’incostanza di Landa è nota, ma tutti sappiamo anche che quando è in giornata sulle grandi salite vale i migliori al mondo. Quest’anno, tolto un infortunio a inizio stagione che gli ha fatto ritardare il vero inizio, sembra aver trovato la gamba giusta e nelle ultime uscite ha convinto ogni volta che ha trovato percorsi impegnativi: alla Vuelta Asturias si è ritirato per un fastidio ad un’unghia di un piede, che sembra più una scusa che un problema reale. Senza Valverde la Movistar punterà molto sul corridore basco, ma speriamo che questo non si trasformi in pressione negativa.

Gli altri
Tra i sei corridori citati qui sopra ed il resto degli uomini di classifica sembra esserci un gap abbastanza netto, soprattutto se si considerano il percorso, le caratteristiche ed i trascorsi dei vari protagonisti: ma questo non vuol dire che nell’edizione numero 102 del Giro d’Italia non possano esserci delle sorprese. Da chi potranno venire? Il lussemburghese Bob Jungels (Deceuninck-QuickStep) può sicuramente guadagnare terreno con le cronometro, ma sembra difficile che riesca a limitare i danni su per Gavia e Mortirolo; attenzione invece all’ecuadoriano Richard Caparaz (Movistar) che l’anno scorso vinse una tappa e finì quarto in classifica, avrà Landa in squadra ma sembra in forma. Il colombiano Esteban Chaves (Mitchelton-Scott) è sempre un’incognita, l’estone Tanel Kangert (EF Education First) per una volta non farà in gregario, mentre Ilnur Zakarin (Katusha), Rafal Majka (Bora), Davide Formolo (Bora) e Bauke Mollema (Trek) sembrano tutti corridori a cui manca sempre qualcosina per fare il salto di qualità. Chiudiamo con il giovane Pavel Sivakov, che ha appena vinto il Tour of the Alps: il Team Ineos gli ha dato i gradi di capitano, a 21 anni gli manca esperienza ma proprio per questo può affrontare il Giro avendo niente da perdere.

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