Pascal Ackermann vince a Fucecchio © LaPresse
Pascal Ackermann vince a Fucecchio © LaPresse

Ah che roba, Ackermann!

Giro d’Italia, a Fucecchio il tedesco della Bora Hansgrohe ha la meglio su Viviani, Ewan e Gaviria

Nel dicembre scorso non erano mancate le rimostranze per la scelta della Bora Hansgrohe di lasciare a casa dal Giro d’Italia Sam Bennett, reduce da un’esaltante esperienza alla Corsa Rosa con tre vittorie in un sol colpo, preferendogli il certamente talentuoso ma per certi versi grezzo Pascal Ackermann. Se l’irlandese ha proseguito la sua più che discreta traiettoria con vittorie in gare World Tour, questi mesi hanno visto il tedesco compiere un ulteriore salto di qualità, entrando nell’élite dei velocisti mondiali. E nel primo assaggio con il palcoscenico italiano il venticinquenne di Kandel, piccolo centro della Renania Palatinato, ha dimostrato a tutti come la scelta non sia stata inficiata dalla nazionalità: Ackermann è forte per davvero.

Si arriva a Fucecchio, otto in fuga sotto la pioggia
Parte sotto la pioggia alle 12.25 la seconda frazione del Giro d’Italia; come accaduto ieri, Piazza Maggiore ospita la partenza da Bologna per una giornata emiliano-toscana di 205 km fino alla fiorentina Fucecchio, con le salitelle di Montalbano e San Baronto ad animare il finale, rendendo quantomeno più complessa per le ruote veloci questa prima possibilità a loro disposizione. 175 i partenti; manca, come noto, il giapponese Hiroki Nishimura (Nippo-Vini Fantini-Faizanè), finito fuori tempo massimo nella crono d’apertura.

La fuga di giornata si forma già al km 2 ed è composta da otto elementi: presenti gli italiani Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Faizanè), Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec) e Mirco Maestri (Bardiani CSF), lo statunitense Sean Bennett (EF Education First), il francese François Bidard (AG2R La Mondiale), l’australiano William Clarke (Trek-Segafredo) e il polacco Lukasz Owsian (CCC Team). Il gruppo lascia immediatamente spazio, interessato più che altro a passare senza problemi il complicato approccio piovoso.

Le squadre dei velocisti controllano, ma quanto freddo fa!
Attorno al km 20 i battistrada possiedono 4’30” di vantaggio, margine che rappresenta il massimo dell’intero pomeriggio. Nel gruppo, da qui e per i seguenti 100 km, sono sostanzialmente in cinque a lavorare, pur con diverso impegno; i “fachiri” sono Cesare Benedetti (Bora Hansgrohe), Tom Bohli (UAE Team Emirates), Mikkel Frølich Honoré (Deceuninck-Quick Step), Jelle Vanendert (Lotto Soudal) e Tom Leezer (Team Jumbo-Visma), con i primi quattro a operare per i velocisti – nell’ordine Ackermann, Gaviria, Viviani e Ewan – mentre il neerlandese controlla tutto per capitan Primoz Roglic.

Il quale, virtualmente, viene “svestito” della maglia rosa da Giulio Ciccone; l’abruzzese, che indossa la maglia azzurra dopo l’ottima prestazione nella salita finale di ieri, va in caccia di ulteriori punti per incrementare la leadership, pur se i due gpm sono posizionati nella seconda parte. Il freddo continua ad essere pungente, con temperature inferiori ai 10°, per un clima tutt’altro che primaverile: la pioggia e la foschia che accompagna la carovana nel versante emiliano dell’Appennino non danno affatto l’idea di vivere la cosiddetta Festa di Maggio.

La pioggia resta in Emilia, a Frapporti il primo traguardo volante
Una volta salutata l’Emilia Romagna, territorio in cui si tornerà fra sette giorni, cambia completamente lo scenario: si lasciano alle spalle le cupe visioni per abbracciare il sole e una temperatura ben più gradevole, pur se al contempo aumenta anche l’intensità del vento. Al km 85, una volta entrati nel toboga cittadino di Prato, il vantaggio degli otto al comando è di 3’05” sul gruppo; da segnalare una innocua scivolata di Dario Cataldo (Astana Pro Team), che finisce giù per colpa di uno spartitraffico.

Spezzatosi solo momentaneamente in discesa, il plotone torna unito dopo il rifornimento, momento nel quale la fuga torna ad incrementare il proprio vantaggio, entrando negli ultimi 90 km con 3’30” dalla propria. Il primo traguardo intermedio del Giro 2019 è lo sprint di Montespertoli (km 130.2), con Marco Frapporti ad anticipare con agio il coprovinciale Cima e Maestri. Il gruppo passa con 3’20” di distacco.

Brutta caduta per Boivin ma riparte, secondo tv per Cima
Rovinosa caduta in coda al gruppo per Guillaume Boivin: il canadese della Israel Cycling Academy sbatte il lato sinistro del corpo, con una sbucciatura all’altezza del ginocchio. Assistito dai sanitari, l’ex Cannondale risale in sella pur se parecchio dolorante; non è proprio la giornata degli israeliani, con l’eritreo naturalizzato svedese Awet Andemeskel finito a terra in precedenza per due volte. La situazione intanto non cambia di molto e ai meno 60 km il distacco è di 2’40”, poco prima del passaggio al traguardo volante di Empoli (km 146.7) dove è lotta a due fra Damiano Cima, poi vincitore, e Maestri.

Mentre torna a piovere, nel gruppo è la Bahrain Merida a prendere la testa imboccando il centro cittadino, con lo scopo di non prendersi rischi in vista dell’imbocco della salita di Montalbano, sulle cui rampe iniziali perde già terreno per una foratura Jakub Mareczko. Non certo il miglior finesettimana di apertura per il bresciano. Problemi ad inizio salita anche per Christian Knees (Team Ineos) per noie al cambio elettronico e Jasper De Buyst (Lotto Soudal), che fora ricevendo la ruota da Thomas De Gendt.

I battistrada restano in quattro, Bahrain e Sunweb lavorano
Davanti, intanto, il drappello di testa perde diversi elementi, in una ascesa con il vento che spira in direzione contraria: il ritmo dettato da Ciccone è serio e i soli Bidard e Owsian non perdono le code del teatino. Dietro sono prima il Team Sunweb e poi la Bahrain Merida a fare l’andatura, decisa ma non impossibile, che provoca solo una leggera selezione da dietro per qualche gregario. Poco prima della vetta Frapporti rientra sui tre battistrada, andando a formare un plotoncino che al gpm (km 157.6, vinto da Ciccone) passa con 1’40” di distacco.

Valerio Agnoli, con a ruota capitan Nibali, approcciano la discesa nelle prime due posizioni ma non hanno interesse a prendere del margine; guadagna invece qualche metro Jan Bakelants, ma il belga del Team Sunweb saggiamente smette di pedalare poco dopo facendosi riassorbire. La lunga ma dolcissima scalata del San Baronto vede la UAE Team Emirates con Jan Polanc in testa, interessata ad affaticare il più possibile i velocisti meno abili quando la strada sale. Ma nessuno, di fatto, si stacca, per un gruppo che a 30 km dalla conclusione passa con 55″ di ritardo.

Frapporti fatica ma rientra, Ciccone sempre più leader degli scalatori
A circa 1 km dallo scollinamento Frapporti si stacca, passando in vetta con 12″ di ritardo dai tre ex compagni, i quali battagliano per il gpm di quarta categoria; a prevalere al km 178.7, ancora una volta, è Ciccone, che così prosegue il suo percorso netto. Nel plotone non accade nulla se non una caduta fra due atleti del Movistar Team: nelle prime posizioni del gruppo Héctor Carretero e Jasha Sütterlin si arrotano. Il tedesco è dolorante al braccio destro ma riparte, riuscendo comunque a concludere la gara.

L’abilità in discesa dell’esperto Frapporti gli consente di rientrare sulla testa, per un quartetto che ha comunque 40″ di vantaggio a 20 km dalla fine sul primo gruppo. Primo gruppo e non gruppo compatto perché la tortuosa parte iniziale del declivio ha spezzato in più tronconi il plotone; tra chi si è fatto sorprendere anche Primoz Roglic con i suoi Jumbo-Visma, che tuttavia riescono a riportarsi senza eccessivi patemi sull’avanguardia tirata da Sunweb, Bahrain Merida, UAE Team Emirates e soprattutto Bora Hansgrohe.

La Bora lavora, Nizzolo e Belletti impossibilitati a disputare la volata per le forature
Per i tedeschi è Pawel Poljanski a spendersi con maggior vigoria, soprattutto nell’ultimo zampellotto di giornata a Cerreto Guidi, dimezzando il gap al cartello dei meno 15 km. Proprio nel passaggio dello stretto centro cerretese diversi ritardatari sfruttano una tortuosa strettoia per andare a rimpolpare la coda del plotone, ora forte di oltre 120 unità. Presenti tutti i velocisti con le eccezioni dei Nippo Juan José Lobato e Giovanni Lonardi, di Paolo Simion della Bardiani, di Matteo Moschetti della Trek-Segafredo e del già citato Jakub Mareczko del CCC Team, che termineranno a oltre 12′ dal vincitore.

Ma a dover rinunciare allo sprint sono altri due sprinter tricolori: poco prima del cartello dei meno 10 km dal termine Giacomo Nizzolo fora. Il cambio bici per il leader del Team Dimension Data è lento con tanto di problemi anche per il mezzo sostitutivo, con il brianzolo che comprensibilmente si arrabbia per la malasorte che lo perseguita. All’interno dei 3 km una ruota a terra ferma anche la marcia di Manuel Belletti, punta di giornata della Androni Giocattoli-Sidermec.

Fuga ripresa, Bora e Lotto lavorano più di altre. Cimolai evita la caduta per un pelo
I quattro fuggitivi, dopo essersi fatti i complimenti a vicenda, vengono ripresi a 7200 metri dal termine; ai tedeschi della Bora si sostituisce nel lavoro Enrico Gasparotto, che traina il gruppo dai meno 3 km nel complicato passaggio per il centro di Fucecchio, rimanendo in testa al plotone fino ai meno 2 km quando ancora Bora e Groupama-FDJ affiancano i rispettivi treni, con i tedeschi che hanno la meglio, venendo affiancati dalla Lotto Soudal per l’approccio al km conclusivo.

Schwarzmann-Selig-Ackermann il tris teutonico, Kluge-Van der Sande-De Buyst-Ewan il poker belga. L’uscita dell’ultima curva a 900 metri dalla fine vede una caduta: gli ex compagni di squadra Davide Cimolai e Olivier Le Gac si toccano spalla a spalla. Il francese della Groupama-FDJ cade, fortunatamente senza conseguenze per lui né per gli altri che lo seguivano, e il friulano riesce comunque a rimettersi nella marea multicolore che è pronta a sfidarsi in volata. Nessuna polemica fra i due, che a finegara si abbracciano “rinnovando” la loro amicizia.

Vittoria netta per Ackermann, che meglio di così non poteva iniziare
Kluge lascia la testa a Van der Sande a 580 metri dalla fine, che a sua volta cede il testimone a De Buyst ai meno 330. A 260 metri dalla conclusione Simone Consonni parte sulla sinistra della carreggiata cercando di anticipare, ma il suo capitano Fernando Gaviria preferisce rimanere in scia alla Lotto; il bresciano, che si rialza non appena capisce la scelta del colombiano, si trova però alla ruota un’altra maglia a prevalenza bianca, quella di Pascal Ackermann.

Il campione tedesco si riporta al centro della strada, schivando Consonni, quando la volata di Ewan è già lanciata; a capire la maggior velocità del teutonico è Elia Viviani, che subito balza alla ruota del possente venticinquenne. Ma il veronese può solo prendere la scia, perché di superarlo non se ne parla proprio: Pascal Ackermann va a vincere di potenza, conquistando il primo successo della carriera in quella che, di fatto, è la prima tappa della carriera in un grande giro, lui che proprio ieri ha debuttato.

Quattro sono le sue affermazioni stagionali, ben ventuno quelle della Bora Hansgrohe oggi impeccabile; per il team di Ralph Denk la nota di merito di aver già centrato sedici hurrà nel World Tour in questo scorcio di stagione. E anche per la Germania tale centro è significativo, perché rimane aperta la striscia di gioie al Giro: i tedeschi vincono almeno una frazione dall’edizione 2013 e solo l’Italia può eguagliarli in questo traguardo.

Viviani secondo nonostante l’assenza del treno consueto, nei 10 Cimolai e Sbaragli. Domani altra volata
Seconda posizione per un Elia Viviani bravo ma che nulla ha potuto contro il rivale; certo, il fatto che la Deceuninck-Quick Step non gli abbia garantito i migliori apripista del team (che sono Mørkøv e Richeze, senza nessuna offesa per quanti sono presenti al Giro, ma i numero parlano chiaro) è stata una scelta rivedibile. E nel dopotappa il campione italiano ai microfoni Rai rivela che, per un attimo, ha azionato per errore il cambio passando dall’11 al 12, perdendo un minimo di incedere.

Il podio viene completato da un Caleb Ewan (Lotto Soudal) apparso ancora imballato. Seguono in top 10 Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), Arnaud Démare (Groupama-FDJ), Davide Cimolai (Israel Cycling Academy), Viachelsav Kuznetsov (Team Katusha Alpecin), Jasper De Buyst (Lotto Soudal), Kristian Sbaragli (Israel Cycling Academy) e Rüdiger Selig (Bora Hansgrohe).

In classifica generale nessuna variazione, Primoz Roglic (Team Jumbo-Visma) continua ad indossare la maglia rosa con 19″ su Simon Yates e 23″ su Vincenzo Nibali. Domani giornata tutta toscana da Vinci ad Orbetello, 220 km che con ogni probabilità termineranno con una nuova volata generale. Battere questo Ackermann, comunque, non sarà semplice per nessuno.

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