Valerio Conti in maglia rosa © LaPresse
Valerio Conti in maglia rosa © LaPresse

Valerio Conti: «La maglia rosa è La cosa più bella del mondo»

Le dichiarazioni dei protagonisti al termine della sesta tappa del Giro d’Italia: la gioia di Masnada, Conti e Carboni, Roglic in controllo

VALERIO CONTI (UAE Team Emirates)
«Sapevo che Roglic voleva lasciare la Maglia Rosa a qualcun altro ma lo sapeva tutto il gruppo. In molti hanno provato ad andare in fuga, è stata dura all’inizio. Oggi volevo provare a vincere e prendere la Maglia Rosa ma Fausto Masnada ha dimostrato di essere un corridore veramente forte. Sono molto contento di quello che ho ottenuto. Per un italiano, la Maglia Rosa è la cosa più bella del mondo. Cercherò di tenerla il più a lungo possibile finché le mie gambe e il mio cuore me lo permetteranno. Questa è la prima volta in cui mi trovo in testa ad una corsa a tappe. Sono emozionato».

FAUSTO MASNADA (Androni Giocattoli-Sidermec)
«C’è voluta un’ora e mezza prima che la fuga andasse, il ritmo in gruppo era pazzesco. Fortunatamente ero al posto giusto quando finalmente è partita la fuga, poi abbiamo collaborato tutti. C’erano diversi passisti forti nel primo gruppo e sapevo che avrei dovuto fare la differenza in salita perché lo sprint non è il mio forte. Valerio Conti ha capito che dovevamo attaccare sull’ultima salita, poi siamo andati insieme fino al traguardo. Oggi ho ottenuto qualcosa che non mi aspettavo e questo mi rende entusiasta».

GIOVANNI CARBONI (Bardiani-CSF)
«Questa maglia e l’intera prestazione sono motivo di grande soddisfazione. Sapevamo che la tappa di oggi poteva riservare sorprese e tutta la squadra era mentalizzata per andare in fuga. Ho battagliato in testa al gruppo per 50 km. Quando un primo drappello ha preso il largo, in sette, tra i quali Masnada, siamo partiti al contrattacco dal gruppo e abbiamo formato la fuga decisiva. Abbiamo pedalato di grande accordo, poi nel finale ognuno si è giocato le sue carte. Masnada è andato via di forza, io ho esitato qualche secondo di troppo convinto che uno dei due Movistar, Rojas e Amadaor, chiudesse. Per questo c’è un pizzico di rammarico, la gamba c’era. La maglia bianca è diventata un obiettivo strada facendo. Quando abbiamo capito che dietro non c’era convinzione per venire a prenderci, la fiducia è cresciuta. Il secondo posto in classifica generale… incredibile. L’obiettivo ora è tenere la maglia il più possibile. Sabato oltretutto il Giro passa sulle strade di casa, proprio da San Costanzo, dove abita la mia famiglia: sarebbe una gioia immensa. La dedica è per la squadra e gli sponsor che ci sostengono, Bardiani e CSF in testa. Siamo la squadra più giovane al Giro, questa maglia è il miglior simbolo che potevamo ottenere. Bruno Reverberi mi ha spronato molto in questi giorni. Mi diceva di tenere duro, di cercare di stare con i migliori per sfruttare occasioni come quella di oggi. È stato profetico».

NICOLA CONCI (Trek-Segafredo)
«La lotta per la fuga è stata dura, tutti volevano provare ad esserci. C’erano davanti sei corridori ed in cima alla salita io ho attaccato assieme ad altri sei e così si è formata la fuga. È stata dura, ma c’era una buona collaborazione fino alla salita conclusiva. Quando Conti e Masnada hanno attaccato, tutti si sono guardati a vicenda per un po’. Sapevamo che sono forti, ma nessuno li ha seguiti e quando hanno preso 10″ era finita. Non li abbiamo più potuti riprendere. Per quanto mi riguarda, non avevo le gambe sull’ultima salita».

JOSÉ JOAQUÍN ROJAS (Movistar Team)
«All’inizio tutti volevano andare in fuga, però c’è stata una caduta con coinvolti il leader, Mikel [Landa, ndr] e molti altri e in quel momento si è un po’ fermata la battaglia. Appena sono rientrati tutti, è partito il gruppo giusto: io ero in un primo drappello con altri 4 o 5 tr cui Plaza e Conti, poi è rientrato Andrey [Amador]. Una volta andati, si trattava si arrivare con abbastanza vantaggio alla salita per giocarci la vittoria. C’era un po’ di vento contro e pensavo che dovevo essere prudente, non sprecare tutte le energie di colpo, e che c’erano scalatori migliori di me. Stavo bene, ma non pensavo che saremmo andati a tutti fin da sotto. Nel finale il primo attacco è stato quello vincente. Vedendo che se ne andavano, ho provato alcune volte in prima persona, poi ho approfittato di un contropiede di Plaza per riprendere Carboni. Siamo andati a tutta ma è stato impossibile, credo che abbiamo pagato la mancata reazione al primo scatto, perché Conti e Masnada erano forti ma non credo così superiori perché poi i distacchi sono rimasti invariati. Una sensazione agrodolce alla fine: avevo le gambe per vincere e non credo che una situazione così mi capiti molte volte in questo Giro. Il mio compito è lavorare per Mikel e Richard e continueremo a farlo: sono contento perché le sensazioni sono buone».

PRIMOZ ROGLIC (Team Jumbo-Visma)
«Il gruppo di testa era molto forte oggi. Come squadra abbiamo controllato, ma non volevamo sprecare troppe energie per rientrare sulla testa. Non vedo la perdita della maglia rosa come uno svantaggio, anzi, per me e per la squadra ci sarà un po’ più di riposo e meno stress. Il Giro è ancora lungo e le tappe decisive devono ancora arrivare. La caduta fa parte del ciclismo, sono finiti a terra davanti a me e non ho potuto evitarli: fortunatamente sono solo sbucciature, niente di troppo doloroso».

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