L'azione vincente di Fausto Masnada e Valerio Conti © LaPresse
L'azione vincente di Fausto Masnada e Valerio Conti © LaPresse

La rubrica pensieRosa #6 – Le stimmate dei campioncini

Pillole di Giro 2019 in libertà: la “fortuna erosa” di Roglic, l’esorcista della Sunweb, i Gpm che non ci sono (al contrario degli splendidi “azzurrini” visti in azione oggi)

I promossi della Cassino-San Giovanni Rotondo
“Fausto Masnada vincitore di tappa al Giro 2019” era una delle prese più sicure in sede di scommesse alla vigilia della corsa rosa: il bergamasco ha rispettato in pieno il pronostico, e ora vedrete che butterà pure un occhio alla classifica Gpm. Giovanni Carboni ha splendidamente riassunto il suo attuale primato nella classifica della maglia bianca: “Simboleggia il senso della nostra squadra, tutta costruita sui giovani”. Valerio Conti si gode la maglia rosa e la consapevolezza di essere, tra i giovani italiani, uno dei più completi e affidabili. Tutti e tre faranno ancora parlare di loro: molto, e molto presto.

Si può rimandare un’intera classifica?
Giù dalla torre oggi Andrey Amador, che era uno dei più temibili in fuga, ma si è sciolto al (pallido) sole delle rampe verso Coppa Casarinelle. Non esaltante neanche la giornata di Primoz Roglic, non per la maglia rosa lasciata ai fuggitivi, quanto per una caduta che l’ha coinvolto (e abraso) a inizio tappa. Infine vorremmo oggi rimandare in toto la classifica generale, rimandarla nel senso di darle appuntamento a tra qualche giorno: perché al momento, infiltrata com’è di tutti i vari (bravissimi) fuggitivi di giornata, non ci si capisce più niente. Ci penserà la crono di San Marino a fare un minimo di chiarezza, domenica.

Costruire è rinunciare alla perfezione?
Se avete fatto caso all’arrivo di San Giovanni Rotondo, sullo sfondo dell’inquadratura che resterà indimenticabile per Fausto Masnada c’è un cantiere edile. Accanto al rettilineo conclusivo della sesta tappa una gru si staglia contro il cielo, un edificio è in costruzione. Nel giorno del ritorno al successo di una Professional italiana nella corsa rosa, nel giorno della conquista della maglia rosa da parte di uno dei giovani più validi del nostro movimento, nel giorno della salita alla ribalta di un altro giovanissimo prodotto del ciclismo tricolore, che va a vestire la maglia bianca strappandola al blasonato López, quell’edificio in costruzione che fa da scenografia pare proprio una sfacciata metafora. Sperando che tutto ciò non sia solo, semplicemente una fuga. Dalla realtà.

Il Giro degli altri
Invariati i piani alti delle classifiche a punti (Ackermann-Gaviria-Démare), dei traguardi volanti (primo Cima), della combattività (primo Démare) e delle fughe (primo Frapporti), concentriamoci sulle altre graduatorie: tra i Gpm resta al comando Giulio Ciccone ma si avvicina drammaticamente Fausto Masnada (24-18 al momento), con Conti terzo a 8; tra le squadre golpe Movistar (ecco a cosa serviva mandare due uomini in fuga oggi!) e primo posto raggiunto con 3’33” sulla UAE e 5’12” sulla Deceuninck. Ma è soprattutto tra i giovani che c’è stata una vera e propria rivoluzione, dato che l’ex leader López è stato scavalcato addirittura da 5 uomini, segno che l’età media dell’attacco di giornata era veramente bassa. Ora la maglia bianca è sulle spalle di Giovanni Carboni, con 28″ su Peters, 38″ su Madouas, 3’16” su Oomen, 4’08” su Conci; MAL è ora sesto a 4’27” dal marchigiano della Bardiani.

Il mistero dei Gpm scomparsi
Una curiosità ci sta attanagliando in questi primi giorni di Giro d’Italia: come mai sulla cima di diverse salite non certo trascurabili affrontate dalla carovana rosa in queste tappe iniziali non è previsto un traguardo Gpm? Ieri il caso eclatante con le “Rocche” sui Castelli Romani, ma anche oggi tre (se non quattro) ascese sulla via per San Giovanni Rotondo avrebbero meritato il loro bravo striscioncino azzurro, oltre alla scalata di Coppa Casarinelle (unico Gpm di giornata nel finale). Tutto questo ragionamento è peraltro enfatizzato dal pensiero che salite del genere altrove sarebbero considerate Gpm quasi di prima categoria… e ogni riferimento al Tour – Côte du Cavalcaviá – de France è puramente casuale.

Questi hanno le stimmate!
Potevamo forse noi di Cicloweb evitare di fare oggi questo titolo solo perché a qualcuno potrà suonare un po’ blasfemo? Non per mescolare sacro e profano, ciclismo e Padre Pio, arrivi di tappa e santuari, ma per ricordare sempre la bellezza e versatilità di questa nostra lingua, con cui giocare è una divertentissima meraviglia (nel senso più stretto del termine), la risposta per noi è ovvia: no!

Amici Sunweb, sicuri che non vi serva un esorcista?
L’altro giorno il loro capitano è caduto e si è fatto male, e tutta la squadra, solidale col leader, ha accusato un pesante ritardo a Frascati; ieri il capitano in questione, al secolo Tom Dumoulin, si è ritirato; Louis Vervaeke è andato in fuga ma l’ha fatta naufragare a causa di un malinteso coi suoi compagni di azione (ha forzato troppo e li ha staccati, quando voleva solo aumentare l’andatura); oggi il giovane Robert Power è caduto in avvio di tappa e ha pure lui abbandonato il Giro; un altro giovane, Sam Oomen, è entrato nella fuga giusta ma nel finale non ha avuto la brillantezza per andare a giocarsi un successo di tappa. E niente, solo per segnalare che nello staff della Sunweb è ancora aperta la posizione di esorcista. Pregasi inviare il proprio curriculum via Linkedin.

Il “caso fortunato” di Primoz
Nella citata caduta di inizio tappa, Roglic (che fin qui aveva vissuto un avvio di Giro decisamente all’insegna di una buona stella) ha strisciato il sedere e si è ritrovato con una cotoletta panata (al gusto asfalto) al posto del gluteo destro, tantopiù evidenziata dal sexy squarcio apertosi sul suo pantaloncino. Una metafora potente, di come la fortuna possa essere erosa dagli imprevisti della quotidianità. “La fortuna erosa dagli imprevisti”: sì, in pratica un modo elegante di definire uno sbrego sul culo…

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