Valerio Conti nella pioggia di San Marino © LaPresse
Valerio Conti nella pioggia di San Marino © LaPresse

La rubrica pensieRosa #9 – Può piovere per sempre!

Pillole di Giro 2019 in libertà: in un ciclismo che ricorda con costanza Marco Pantani e che offre ai cronoman sempre meno spazio, la pioggia resta un fattore. Non per Roglic, che vince la crono a suon di distacconi

I promossi della Riccione-San Marino
Primoz Roglic era il nome più atteso e ora è quello più scontato da inserire in questo elenco, però tra l’attesa e il risultato c’è di mezzo la prestazione, e quella non è mai scontata: per cui promosso al quadrato, lo sloveno. Promosso anche Valerio Conti, brillantemente in rosa anche dopo questo scoglio non banale, e pronto a vivere non meno di due giornate ancora al comando della classifica: quel che verrà in più sarà tutto di guadagnato. Infine menzioniamo Chad Haga, nome inusuale per le top ten delle tappe, ma oggi davvero molto efficace e alla fine sesto: la mancanza di un capitano (Dumoulin, in questo caso) mette le ali ai piedi ai gregari!

I rimandati, al secolo “analisi quotidiana dei buchi nell’acqua”
Il tonfo più clamoroso l’ha fatto Simon Yates, del quale la cosa più spettacolare in questo Giro sono stati, a oggi, i proclami della vigilia. Si rifarà senz’altro in montagna, ma intanto ha quasi quattro minuti da recuperare su Roglic; male male pure Miguel Ángel López, che ha pagato pure una foratura. Rimandato per forza di cose Giovanni Carboni, che ci ha rimesso la maglia bianca e chissà se avrà altre occasioni per riconquistarla…

Piove su le tamerici salmastre ed arse
Tra i meme di Brandon Lee-Il corvo che circolano sui social (“Quando dicevo che non può piovere per sempre… mi sbagliavo!”), l’acqua che sommerge tutto e tutti, il bagnato che rende più difficile qualsiasi manovra ma anche qualsiasi interazione, gli sconsolanti sguardi al cielo sempre invariabilmente cupo (o “che sta per diventar cupo”), e le ancor più sconsolanti occhiate ai siti meteo (un peggioramento – se non già in atto – è sempre dietro l’angolo), con prospettive nevose da qui a qualche tappa (basterà salire di quota), siamo tutti sull’orlo di una crisi di nervi. Non se ne può più, ci sarebbe da chiedere a Giove Pluvio i danni d’immagine (non è escluso che qualche Presidente di Regione lo faccia per davvero) per quello che teoricamente sarebbe il Paese del sole e del mare, e che invece in questi giorni sta dando di sé un’immagine grigia e antituristica. Comunque ce lo meritiamo, a forza di dire che l’Italia dovrebbe assomigliare un po’ di più ai paesi del Nord Europa, siamo stati presi in parola: solo dal punto di vista climatico, però…

Il Giro degli altri
La cronometro assegna pochi punti, per cui il discorso maglia ciclamino resta sostanzialmente invariato rispetto a ieri (Ackermann guida con molto margine su Démare e Ewan), e c’è da dire che tutta una serie di altre graduatorie rimangono immutate, non essendo possibili – in una prova contro il tempo – fughe o traguardi volanti di sorta. Movimenti invece per quanto riguarda la maglia azzurra (Roglic stampa il tempone in salita e avvicina Giulio Ciccone: 32 contro 22 punti) e la maglia bianca (il ribaltone lo serve Nans Peters, nuovo leader con 1’06” su Madouas e 1’09” su Carboni, primo fino a stamattina), mentre per la classifica a squadre prendiamo atto solo di qualche assestamento a livello di tempi, ma la Movistar resta prima su Deceuninck (6’53” l’attuale distacco) e Androni (8’04”).

Le altalenanti sorti del cronoman nel mondo
A guardare gli sconquassi che appena 35 chilometri contro il tempo possono produrre nella classifica di un grande giro, viene da chiedersi come sia stato possibile per tanto tempo avere grandi giri con chilometraggi complessivi in tripla cifra: ci sembra una realtà lontanissima da quella a cui siamo ormai abituati. Dobbiamo fare l’esempio del Tour de France 1978, con 342 km contro il tempo, di cui 189 in crono individuali e 153 in un’unica cronosquadre? Oggi ci pare follia, ma ci induce anche a pensare ad Einstein: a come tutto sia relativo, anche la grandezza dei campioni da GT, misura che non prescinde dalla variabile percorsi. Ci sarà un universo parallelo in cui Campenaerts è un semidio e Nibali un mezzo corridore?

Pantani nel cuore
“I tuoi scatti sono leggenda, il tuo sorriso è nei nostri cuori. Grazie Pirata!!”, questo si leggeva su uno striscione che campeggiava su uno dei tornanti sulla salita di San Marino. Salita che per lui era di casa. Tutto regolare, nessuno si potrà stupire nello scoprire che, a distanza di tanto tempo e tante lacrime, il più amato è ancora lui.

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