Roglic nella crono di San Marino © LaPresse
Roglic nella crono di San Marino © LaPresse

Un Titano di nome Primoz

Complice la sfortuna di Campenaerts, Roglic vince anche la crono di San Marino al Giro. E volano i distacchi: Nibali tiene, più di 3′ rifilati a Simon Yates e López. Conti resta in rosa

Doveva essere un feu rouge da sfruttare per Primoz Roglic, non se l’è fatto dire due volte: da martedì, o forse per meglio dire da giovedì, comincia la rincorsa allo sloveno in questo Giro d’Italia. Che non è ancora maglia rosa, dovendo recuperare ancora poco meno di 2′ dal bravo Valerio Conti, ma virtualmente lo è e con un gran margine. C’è da giurarci che lo sloveno alla vigilia avrebbe firmato per un rifilare almeno 30″ a tutti i diretti rivali, ed invece si permette il lusso di rifilare almeno 1′ a tutti: questo il distacco per i più valorosi, Mollema e Nibali, ma molto peggio è andata a chi, come Yates e López, non ha imbroccato la giornata, e adesso non vede solo le possibilità di vincere il Giro compromesse, ma anche un grosso punto interrogativo sulle proprie possibilità di salire sul podio.

Campenaerts vola ma si inceppa sul più bello
La Riccione – San Marino di 34.8 km è una prova divisa in due: i primi 2/3 sono un tortuoso piano in leggera salita, “spezzato” da rotonde e attraversamenti. Superato di 3 km il confine, a Faetano, si comincia a salire per 5 km e mezzo, per poi riprendere negli ultimi 2 km e mezzo. Una prima parte ben distinta dalla seconda, insomma, nella quale possono emergere differenze diverse da quelle che esprime normalmente una cronometro. È presto il maltempo inoltre a farla da padrone, con solo le primissime prove ad essere in larga parte asciutte.

Un riferimento importante si ha tra i primi partenti in Victor Campenaerts, colui che si sta lentamente ma inesorabilmente affermando come uno dei migliori passisti in circolazione, se non il migliore, ricordando il record dell’ora da poco ottenuto ad Aguascalientes. L’atleta della Lotto Soudal vuole vincere ed ha la gamba per farlo: passa nettamente col miglior intermedio come prevedibile a Faetano, per poi mantenere un ottimo passo anche in salita.

La sua prova viene “macchiata” da un incidente meccanico a 1500 metri dall’arrivo in piena salita, cosa che lo spinge a completare la prova su bici tradizionale con conseguente fatica nel trovare il giusto rapporto e ritmo: nonostante ciò Campenaerts conclude con un lusinghiero 52’03”, rifilando 2’26” al leader fino a quel momento, l’australiano Scott Davies (Dimension Data), e col quale distanzia tra i successivi di 1’03” un altro atleta autore di un’ottima prova su tutto il percorso, Chad Haga (Sunweb), il quale risulterà sesto finale. Buone prove, prima che la pioggia diventi particolarmente intensa, anche per Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Damiano Caruso (Bahrain Merida), giunti rispettivamente con un distacco di 2’21” e 2’29”.

I più penalizzati dal diluvio: male Landa, Jungels così così
Le partenze dei corridori tra la 55esima e la 20esima posizione nella generale cominciano a essere condizionate pesantemente dalla pioggia, poiché si abbatte forte nella prima parte del tracciato fino ad allora graziata, mentre rimane moderata nel tratto di salita fino alla tregenda delle ultimissime salite. Prima che scendano i big, ben si comportano corridori penalizzati in questa prima parte di giro come Diego Ulissi (UAE Team Emirates), 15esimo finale con 54′ netti, e Ion Izagirre (Astana), giunto a 2’28” da Campenaerts. Tra i più rallenatati dal maltempo in pianura ci sono Carapaz, Zakarin, Landa e Jungels, che pur con prestazioni estremamente diverse tra di loro sj ritrovano con tempi abbastanza bugiardi al primo intermedio. Gli uomini più forti della EF Education First hanno comunque ben recuperato: Tanel Kangert, che i più ricorderanno come ottimo cronoman quando era gregario di Nibali (terzo a Saltara nel 2013) si ferma a 53’02”, risultando al quinto posto finale grazie ad un’ottima salita; ancor meglio nell’ultimo tratto riesce a fare il suo compagno Hugh Carthy, il quale però essendo tanto scalatore e poco passista termina ottavo con 53’22”.

Bob Jungels (Deceuninck) in salita non ingrana e termina settimo col tempo di 53’16”. Gran tempo per Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli-Sidermec), inatteso decimo classificato con 53’44”. Richard Carapaz (Movistar), terzo miglior tempo in salita, concluderà a 53’47”, molto meglio del capitano della vigilia Mikel Landa (Movistar), che paga quasi un minuto in più e ne esce malissimo. Quasi stesso tempo di Carapaz (53’48”) per Ilnur Zakarin (Katusha), Rafal Majka (Bora Hansgrohe) conclude a 53’56”, i giovani Sky Pavel Sivakov e Tao Geoghegan Hart arrivano appaiati a 54’39” e 54’41”.

Arrivano i big: Roglic demolisce la strada, Nibali gestisce al meglio
Le prove dei migliori in classifica tra i favoriti al Giro sono più fortunate dal punto di vista climatico, con strade meno difficili nella parte pianeggiante e pioggia che si concentra sulla salita, dove influisce meno sulla velocità. Come si temeva e prefigurava, tra tutti Primoz Roglic risulta avere una marcia in più. Nel primo intermedio parte già meglio di tutti gli altri, risultando a 33″ da Campenaerts che poi diventano 51″ a Faetano: è comunque il terzo miglior intertempo in assoluto

Nella scalata lo sloveno però si supera, martellando più di tutti con un signor parziale e rifilando 11″ a Campenaerts, che abbandona il podio con non poca rabbia, ripensando a come quel cambio di bici sia poi risultato fatale. Il miglior uomo di classifica dietro a Roglic è un nome un po’ a sorpresa, finora ingiustamente sottovalutato: l’olandese Bauke Mollema (Trek-Segafredo) finisce per pagare 1′ tondo tondo, risultando il migliore in salita dopo Roglic. Al quarto posto finale, un sicuro Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), forse l’uomo che esce meglio dalla giornata odierna: il siciliano parte sornione, accusando 26″ da Roglic al primo intermedio, per poi accelerare nella parte centrale e completare con una buona prestazione in salita: 1’05” il ritardo finale, un distacco per il quale alla vigilia si poteva recriminare, invece adesso, confrontando con tutti gli altri, ne fa comunque l’uomo di classifica più vicino a Roglic.

Giornata orribile per López e Simon Yates
E veniamo invece adesso a chi ha pagato, e pesantemente, nella crono di oggi, compromettendo probabilmente il risultato finale. Due prove diametralmente differenti, ma risultato finale che combacia, ed in negativo, per i capitani di Astana e Mitchelton-Scott. La prova di Miguel Ángel López è stata abbastanza penalizzata dalla sfortuna: il colombiano, già sfavorito nella prima parte, si è trovato a forare dopo il primo intermedio, finendo per perdere da Campenaerts ben 3’03” al secondo.

Perso il ritmo e forse la testa, non ingrana nella seconda parte, e così Roglic gli rifila ben 3’45”. Non va molto meglio a Simon Yates, il quale subisce invece il nervosismo almeno  quanto il maltempo: parte molto forte, perdendo solo 16″ da Roglic al primo intermedio, ma già cala nel secondo e letteralmente scoppia in salita, forse soffrendo il freddo: risulta il peggiore tra tutti i big, arrivando a perdere 3’11” da Roglic, un gap pesantissimo.

I miracolati di San Giovanni Rotondo: Conti rafforza la rosa, occhio a Bilbao…
Con la strana classifica delineata dalla fuga di San Giovanni Rotondo, si aspetta un po’ di passaggi per la conclusione della prova, tra i protagonisti della fuga di San Giovanni Rotondo e gli altri uomini avvantaggiati nell’azione di L’Aquila. La prova di oggi era importante per capire chi di questi potrebbe ancora risultare pericoloso per la generale, ed un nome ci sarebbe: stiamo parlando di Pello Bilbao, che nella prova odierna riesce ad ottenere un lusinghiero nono posto ad 1’43”, facendo vacillare le gerarchie all’interno dell’Astana dove in questo momento, risulta lui il capitano.

Sottotono le prove di gran parte degli altri: si difendono bene tutto sommato Andrey Amador (23esimo a 2’46”) e  Davide Formolo (26esimo a 2’56”),  mentre vanno molto piano Sam Oomen (41esimo a 3’39”), Tony Gallopin (51esimo a 4’21”), Valentin Madouas (59esimo a 4’44”) e sopratutto Giovanni Carboni, a dispetto delle sue doti di cronoman, appena 69esimo a 5’23”, così indietro da cedere la maglia bianca. Gongola invece Valerio Conti, autore di una prova più che positiva che gli permette di tenere al sicuro la rosa ancora a lungo: arrivando con le condizioni meteo peggiori al traguardo, Conti taglia il traguardo 38esimo a 55’27”.

La nuova classifica generale
Valerio Conti resta dunque maglia rosa: Primoz Roglic ha però rimontato su tutti gli altri, e adesso risulta secondo ad 1’50”. Nans Peters, terzo a 2’21”, è adesso la nuova maglia bianca, con José Joaquin Rojas quarto a 2’33”, Fausto Masnada (Androni) quinto a 2’36”, Andrey Amador sesto a 2’39”, Amaro Antunes settimo a 3’05”, Madouas ottavo a 3’27”, Carboni nono a 3’30” e Bilbao decimo a 3’32”. La classifica parallela vede Roglic avere 1’44” di vantaggio su Nibali, 1’55” su Mollema, 2’18” su Jungels,  3’46” su Yates, 4’29” su López e 4’52” su Landa: senza montagne fatte finora sono distacchi enormi, che sarà difficile rimontare per tutti.

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