Fausto Masnada in azione al Giro d'Italia © LaPresse
Fausto Masnada in azione al Giro d'Italia © LaPresse

Masnada: «Vivo il Giro giorno per giorno»

Intervista al bergamasco dell’Androni, splendido vincitore a San Giovanni Rotondo: «Dura fare classifica»

Nelle ultime settimane ha entusiasmato non poco gli appassionati, conquistandosi anche nuove simpatie grazie alla sua condotta di gara tutta improntata all’attacco, come vuole la miglior tradizione dei team di Gianni Savio. Per Fausto Masnada però lo splendido successo conquistato giovedì scorso a San Giovanni Rotondo ha rappresentato un nuovo punto d’inizio, oltre ad una prima ciliegina sulla torta del proprio Giro d’Italia.

Dopo le due vittorie ottenute al Tour of the Alps infatti, il venticinquenne bergamasco era uno degli uomini da tenere maggiormente d’occhio tra i possibili outsider della corsa rosa. L’essere riuscito a raggiungere l’obiettivo della vittoria, già nel corso della prima settimana, lo renderà molto più tranquillo nel prosieguo di un Giro in cui ci s’interroga davvero su dove possa arrivare. Cosa aspettarsi a questo punto da Masnada? Un prosieguo da guastatore, dal momento che, quando entra nell’azione giusta, sbaglia sempre meno oppure la maglia di miglior scalatore ad impreziosire ulteriormente un Giro nato già sotto i migliori auspici? O forse sarà già il caso di cedere alla grande suggestione del riuscire a testarsi come corridore di classifica nella seconda e terza settimana ora che in classifica è quinto a 2’36” da Conti e a soli 46″ da Roglic? 

Innanzitutto partiamo dalla grandissima emozione data dalla vittoria della tappa di San Giovanni Rotondo. Cos’hai provato quel giorno?
«Sicuramente è una vittoria che mi rimane impressa nella mente, nonostante siano passati pochi giorni. È stata una tappa sofferta ma una vittoria fortemente cercata, poiché sapevo che per potermela giocare sarei dovuto entrare nell’attacco di giornata. È stato difficile ma sono riuscito a giocare molto bene la carta che avevo a disposizione e alla fine ce l’ho fatta!»

Quello della vittoria di tappa era un tuo grande obiettivo e adesso occupi una buona posizione anche nella classifica della maglia azzurra. Punterai decisamente a conquistare anche la classifica degli scalatori?
«Io sto vivendo il Giro giorno per giorno: il mio obiettivo principale era quello di riuscire a vincere una tappa e l’ho già raggiunto, nonostante siamo ancora nella fase iniziale della corsa. Dopo la cronometro e il giorno di riposo ci aspettano un paio di tappe per “respirare” un po’, prima dell’inizio di quella che sarà la vera fase calda del Giro d’Italia. Valuterò le mie sensazioni giornalmente e in base a queste vedrò se sarà il caso di provare ad inserirmi ancora in qualche azione da lontano, con l’obiettivo del successo di tappa o se puntare decisamente alla maglia azzurra di miglior scalatore».

Giunti a questo punto, una delle domande che si stanno facendo gli appassionati è: Masnada proverà a fare classifica?
«Non lo so, sinceramente la vedo molto dura fare classifica perché comunque ci sono corridori molto attrezzati e in gran condizione, che anche se magari ora non sono nelle prime dieci posizioni, sono comunque a ridosso della parte alta della classifica e che , quando si arriverà al momento decisivo, sicuramente usciranno allo scoperto. Al momento sto bene, ho una buona condizione e quindi lascerò che sia la strada a parlare».

Tu nelle categorie giovanili, come ricordano gli osservatori più attenti, sei sempre andato molto forte in salita, tanto che al primo anno da Under 23 arrivasti sesto nel Giro della Valle d’Aosta. Poi ci sono state un sacco di vicissitudini e una trasformazione in corridore d’attacco che ti ha portato ad ottenere splendide vittorie, come quelle delle ultime settimane. Hai capito un po’ che tipo di corridore essere a questo punto?
«Sicuramente sto lavorando molto di più sulle corse a tappe. Anno dopo anno sto cercando di migliorare quell’aspetto perché, secondo me, è quello in cui potrei esprimermi al meglio per le mie caratteristiche. Cerco quindi di continuare a lavorare sodo per queste tipologie di gara, per cui spero un giorno di diventare un uomo di classifica o comunque di continuare ad essere un vincente. Sarebbe davvero il massimo».

Vedendo da quali zone della Lombardia provieni immaginiamo che ora, una volta raggiunto il sogno di vincere una tappa al Giro, il prossimo sogno possa essere l’eventuale vittoria del tappone Lovere-Ponte di Legno.
«Sicuramente per me quella sarà la tappa di casa, visto che sono bergamasco e sarà l’unica che partirà dalla mia provincia. Normale che ci tenga particolarmente a fare bene, anche per ringraziare tutti i tifosi e tutti i bergamaschi che mi tifano».

Una volta archiviato questo Giro d’Italia, hai già qualche obiettivo particolare per la seconda parte di stagione?
«Di certo osserverò innanzitutto un periodo di stacco, dal momento che è dall’inizio di stagione che stiamo andando veramente a tutta. Poi cercherò di prepararmi al meglio per il finale di stagione, dal momento che ci sarà il Lombardia che terminerà a Bergamo e vorrò fare particolarmente bene».

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