Fausto Coppi © Rai
Fausto Coppi © Rai

La rubrica pensieRosa #11 – Fausto Coppi. E basta

Pillole di Giro 2019 in libertà: il Campionissimo è tutto quello che il ciclismo è stato e ancora è nei nostri sogni, e anche noi lo omaggiamo nel centenario della nascita

I promossi della Carpi-Novi Ligure
Ultima volatissima della fase A del Giro, ultimi sprinter da promuovere, e primo fra tutti mettiamo il vincitore di Novi Ligure Caleb Ewan, che con quella di oggi arriva a due successi in questa corsa rosa, come Ackermann, come Roglic; peccato che abbandoni la carovana, ma la cosa è comprensibile dando un’occhiata al prosieguo del tracciato. Ripromuoviamo pure Arnaud Démare, per il semplice motivo di aver scavalcato il citato Ackermann nella classifica a punti, ergendosi pure lui nel novero dei protagonisti assoluti della gara italiana. E promuoviamo Thomas De Gendt, che è stato fedele gregario di Ewan, lavorando per l’australiano e rinviando a data da destinarsi le personali ambizioni da fuga. “Data da destinarsi” che potrà essere qualsiasi giorno a partire da domani e fino a sabato 1° giugno.

I rimandati, che in via definitiva diventano bocciati
Per Elia Viviani si parla ormai di bocciatura, perché dopo la frazione di oggi non ci saranno per lui prove d’appello al Giro 102: se ne torna a casa con la coda tra le gambe, con un doloroso 0 alla casella delle vittorie, e forse con l’esigenza di un piccolo bagno d’umiltà, se il ragazzo pensava di poter fare polpette degli avversari: in realtà ha trovato sempre uno che l’ha battuto, e nel novero ci si è messa pure la giuria, in quel di Orbetello. Verranno GT migliori per il campione italiano. Possiamo rimandare pure qualche nome veloce da Professional, che non è riuscito a trovare lo spunto dell’anno per conquistare almeno un podio: Davide Cimolai della Israel? Manuel Belletti dell’Androni? Per loro c’è ancora la chance di Santa Maria di Sala, giovedì prossimo: certo, bisognerà arrivarci, dopo un’abbuffata di montagne.

Coppi, un mito che non smette di parlarci
Vogliamo dedicare pure noi qualche pensiero alla figura di Fausto Coppi? E che titoli abbiamo per farlo, noi che siamo i penultimi arrivati, e che del ciclismo eroico non abbiamo vissuto nulla in prima persona, e neanche del ciclismo moderno (quello di Merckx e Gimondi, per intenderci)? Per fortuna questo sport è quello che più di tutti resta ancorato a una storia irripetibile, e alla quale non vuol certo rinunciare. Per fortuna c’è una moltitudine di narratori che ci riporta le imprese epiche di quel tempo che fu. Per fortuna c’è una sterminata letteratura dedicata all’Airone (e onestamente non ce n’eravamo resi conto fino al momento di metterci a vendere libri di ciclismo sul nostro store online), da cui chiunque può attingere per provare a rivivere un’epoca in cui “eroi in bicicletta” era sinonimo di “eroi nazionali”, e tra questi eroi Fausto era senza dubbio alcuno il più grande, il più tragico, il più mitologico. Ecco, “Mitologia del ciclismo” sarebbe la denominazione di un bellissimo, fondamentale esame universitario, se esistesse un corso di laurea in Ciclismo. Quanto a Coppi, beh, lui “fa esame” a sé.

Il Giro degli altri
Ullallà se si fa intrigante la classifica a punti! Arnaud Démare in questi ultimi giorni ha messo il carico sull’obiettivo, e oggi ha scavalcato Pascal Ackermann, andando a prendersi la ciclamino con 194 punti, laddove il tedesco ne ha 183. Se non si ritireranno, continueranno a darsi gran battaglia su tutti i traguardi volanti nei prossimi giorni. Il terzo al momento è Caleb Ewan (159), ma già sappiamo che lascerà il Giro. I tre fuggitivi d’eccezione di questa corsa rosa anche oggi sono stati attivi, muovendo le classifiche di riferimento: per i traguardi volanti guida sempre Damiano Cima con 64 punti (50 per Frapporti, 35 per Maestri), mentre per le fughe è al comando Marco Frapporti con la bellezza di 816 km all’attacco, laddove Cima ne assomma 760 e Maestri 570 (l’anno scorso “bastarono” 640 km per vincere); Cima va insidiare pure Démare nella classifica della combattività (resta primo il francese con 42 punti, 39 quelli dell’alfiere Nippo). Immobile tutto il resto (Ciccone in azzurro, Peters in bianco, Movistar prima tra le squadre), ma domani incominceranno gli smottamenti.

Valerio il Nordico
Nelle interviste dopotappa a Valerio Conti sfugge un “C’era tanta gente, si vede che al nord il ciclismo è più sentito”, e il laziale avrà forse ragione in generale, ma confrontare il pubblico di una bella giornata di sole con quello avuto in tappe disputate sotto il diluvio non è congruo, come si dice. Per farsi un’idea più precisa, riguardarsi certe foto del Giro al meridione lo scorso anno.

Che invidia per quei giornalisti del ciclismo più rock!
Ma torniamo a Coppi: non possiamo celare una sorta di invidia professionale nei confronti di quei giornalisti, di quei narratori che vissero in presa diretta l’epopea del Campionissimo, e ne poterono raccontare le gesta sui media di allora (due in tutto: carta stampata, radio). È un po’ come aver vissuto in prima persona l’epoca dei giganti del rock, sì, certo, oggi possiamo ancora ascoltare quei dischi di fine anni ’60 e ricavarne chili di endorfine, ma averne fruito “mentre tutto accadeva” è qualcosa che non possiamo neanche immaginare (noi che non c’eravamo). E le parole usate per raccontare Coppi (e Bartali, e Magni, e tutti gli altri)? Qualsiasi cosa possiamo aggiungere oggi su quel ciclismo, sarà stato già narrato in maniera irraggiungibile. Perché fatti e racconto dei fatti vanno di pari passo: nulla può ispirare una penna più dell’esperienza diretta di ciò che si descrive. Fra 10 anni nascerà qualcuno che poi fra 50 anni dedicherà delle righe alla Sanremo di Vincenzo Nibali; e noi, vecchietti, potremo dirgli: ma che ne vuoi sapere tu, della Sanremo di Vincenzo Nibali? Questo è.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile