Vincenzo Nibali prova ad allungare, Primoz Roglic lo marca © Bettiniphoto
Vincenzo Nibali prova ad allungare, Primoz Roglic lo marca © Bettiniphoto

Più che mai Nibali vs Roglic… vs tutti gli altri

Tattica folle per i due uomini più in palla del Giro d’Italia: poche gambe o freddezza glaciale? E ora la concorrenza è tanta e in costante avvicinamento

Signore e signori, è iniziato il Giro d’Italia. Magari qualcuno potrà obiettare che il via da Bologna è stato dato già vari giorni fa, e che si sono susseguite già varie tappe che hanno tra l’altro delineato una classifica ben precisa. Tale classifica però era frutto in gran parte dei risultati delle cronometro, fino all’undicesima tappa i GPM più impegnativi (crono a parte) erano le non temibilissime asperità pugliesi nella tappa di San Giovanni Rotondo, e soltanto ieri era stato affrontato il primo valido impegnativo, nella Cuneo-Pinerolo light. La classifica come detto però delineava già un duello all’arma bianca tra gli uomini parsi più in palla.

Stamane al via da Pinerolo infatti la maglia rosa Polanc (leader dopo la fuga di ieri) si ritrovava inseguito da lontano dalla maglia rosa virtuale Primoz Roglic. Lo sloveno comandava la classifica dei big, seguito a 1’44” da Vincenzo Nibali, e poi il vuoto prima dei vari altri favoritissimi Yates, Landa e Lopez. In mezzo varie seconde linee (o prime linee e mezzo) come Bauke Mollema, corridore molto regolare ma più un piazzato di lusso che non un contendente alla vittoria finale. La strada piena di salite faceva pensare ad un tentativo sulla penultima salita a Pian del Lupo dei più attardati, e poi scontro finale sul Nivolet tra i due contendenti principali.

Inizio a tutta, tattiche incrociate
Parlavamo di Mollema, corridore inviso magari a parte degli amanti dello spettacolo poiché solito difendere i propri piazzamenti a ridosso del podio, evitando magari azioni all’arma bianca ed aiutando i leader di turno nella gestione tattica. Ebbene si è capito che oggi sarebbe stata una giornata strana, vedendo Mollema in fuga sin dal Colle del Lys, a caccia di un ribaltone, scortato da ben tre validi scalatori come Brambilla, Ciccone (i primi due nella classifica dei gpm) e Conci.

In questa maxifuga presenti anche alcuni corridori di medio-alta classifica come Zakarin e Formolo, più importanti gregari di Nibali, Yates, Landa, López… insomma tutti tranne Roglic, occupato a gestire una situazione già da subito molto complessa, con il piccolo aiuto della UAE, squadra della maglia rosa. Tutto faceva pensare quindi ad un’azione molto importante sulla salita di Pian del Lupo, ma a parte un maggior ritmo e l’isolamento di Roglic, nulla da registrare a riguardo. Scontro aperto presumibilmente rimandato al Nivolet.

Inizia la guerra di nervi
La prima azione importante è firmata da Mikel Landa, seguito da Vincenzo Nibali. Questo sarà l’ultimo momento, fino all’arrivo in albergo probabilmente, in qui tra Nibali e Roglic intercorreranno più di 30 metri. Lo sloveno rientra agilmente, ed a Landa viene quindi lasciata via libera, anche perché lontano nella generale. Davanti intanto Mollema cede ai più pimpanti Zakarin e Nieve, con quest’ultimo ultimo a seguire le micidiali progressioni del russo. Il ritmo tra i migliori lo alzava Pozzovivo, raggiunto dal capitano Nibali dopo essersi inserito nella famigerata fuga odierna, facendoci capire tre cose.

Yates ha pochissime possibilità di vincere il Giro, avendo perso tantissimo oggi; difficilmente Polanc arriverà al riposo in maglia rosa; López deve aver ricevuto il malocchio o qualcosa di simile, forando per la terza volta nella terza giornata decisiva consecutiva (dopo la cronoscalata di San Marino e dopo ieri). Lasciati dietro i succitati, Nibali sfruttava prima il lavoro di Pozzovivo, poi le tirate di Formolo in favore di Majka, ed infine accennava un primo allungo. Allungo al quale Roglic, Majka, Carapaz e Sivakov rispondevano agilmente. A questo punto la tappa prendeva una piega sorprendente: agli attacchi del polacco, dell’ecuadoregno e del russo, i due favoritissimi si fermavano quasi sul sellino, rinunciando a forzare per riprendere i rivali più attardati!

Le ragioni di Roglic, le ragioni di Nibali
Lo sloveno, a dirla tutta, già ieri ha messo in luce questo atteggiamento attendista, preferendo correre sulle ruote di altre squadre (anche perché la sua, seppur volenterosa, formazione evapora ogniqualvolta il gioco si fa davvero duro). Roglic ha quindi chiesto a Nibali collaborazione per tenere a bada uomini di alta classifica, che insidiavano pesantemente la “seconda posizione virtuale” del siciliano. Quest’ultimo, rischiando il tutto per tutto ha ricordato a Roglic chi può permettersi di giocare un po’ di più, avendo già monetizzando gli anni top della carriera.

In tutto questo, Zakarin ha vinto la tappa, seguito da Nieve ed un grintosissimo Landa, con Mollema poco dietro. Carapaz e Majka hanno anche guadagnato, riavvicinandosi in classifica ai primi. Dietro Nibali e Roglic hanno solo aumentato il ritmo quanto bastava a riprendere Sivakov e respingere (definitivamente?) López e Yates continuando il surplace fino al traguardo. Ma siamo sicuri che la tattica sia stata proprio questa?

Non potrebbe Roglic subire ancora parte delle difficoltà di ieri? Non potrebbe invece Nibali non aver ancora la sua tipica condizione super da terza settimana? In questo caso uno dei due (o entrambi) potrebbe aver bluffato alla grande, evitando la batosta ed uscendo tutto sommato abbastanza bene da una tappa difficile. Inoltre Nibali potrebbe anche aver deliberatamente scelto di far rientrare alcuni altri contendenti nelle prime posizioni, cercando di replicare la stessa tattica tentata contro Dumoulin nel 2017. Da domani il leader virtuale non potrà seguire solo Nibali come un’ombra ma avrà tantissimi altri rivali da marcare, liberando un po’ il raggio d’azione dello Squalo.

E da domani?
Da domani inizia quindi un Giro (ci auguriamo) altamente spettacolare. La classifica, dopo Polanc, vede Roglic primo tra i big, sempre con 1’44” su Nibali. Il problema è che adesso, più vicini allo sloveno, ci sono in mezzo due uomini pericolosissimi come Mollema e Zakarin. E non è finita qui perché alle spalle del siciliano abbiamo il forte polacco Majka a pochi secondi, e soprattutto la coppia Movistar: Landa e Carapaz, che hanno dimostrato le cose forse migliori tra ieri e oggi, e che permetteranno allo staff del team spagnolo di scatenarsi dall’ammiraglia.

Fino a qui hanno tutti le stesse possibilità e adesso Roglic dovrà guardarsi da più rivali, ma al tempo stesso Nibali avrà più gente da staccare, su tutti Mollema e Zakarin, più di un minuto avanti al siculo in classifica. Domani la tappa è disegnata benissimo, breve con tantissime salite dure. Ed in ogni punto potrebbe esserci un’imboscata. Con la speranza (convinzione, per chi scrive) che anche lo Squalo inizierà a mordere, sul serio.

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