Ethan Hayter vince anche a Santa Sofia © IsolaPress
Ethan Hayter vince anche a Santa Sofia © IsolaPress

Hayter, l’appetito vien mangiando

Giro d’Italia Under 23, il talentuoso britannico, già maglia rosa, conquista anche la prima tappa in linea battendo il tedesco Zimmermann

Che fosse un talento sopraffino, lo si sapeva. Anche perché per battere Elia Viviani nell’Omnium dei Campionati Europei di Glasgow a soli 19 anni, aggiungendoci anche due bronzi nella Madison e nell’inseguimento a squadre, bisogna avere qualcosa di fuori dall’ordinario. Ma oggi Ethan Hayter ha ulteriormente mostrato per quale motivo sia considerato, forse ancor più dell’altro talentino Mark Donovan, come il principale gioiello della corona del movimento britannico nel lungo periodo. Bravo a crono, dotato di uno spunto veloce interessante, coraggioso e mai domo, tutte doti che gli faranno fare tanta strada anche… su strada.

Primo appuntamento a Santa Sofia; al ritrovo la gradita presenza di Samuele Manfredi
La prima tappa in linea dell’edizione 2019 del Giro d’Italia Under 23 è la Riccione-Santa Sofia, lunga 143.2 km. Frazione tutta romagnola e pianeggiante, se si eccettua il breve Passo delle Forche, strappo di 3 km dalla cui cima mancano 9.9 km al traguardo; una discesa di 3 km riporta in pianura, dove i treni potranno organizzarsi per concedere ai rispettivi velocisti la prima occasione per centrare il bersaglio grosso. Ma l’incognita è una rampetta finale a circa 200 metri dal traguardo, senza contare un intricato toboga nel km conclusivo.

La notizia più bella di giornata giunge prim’ancora che la gara prenda le mosse: a far visita alla spedizione della Groupama-FDJ Continental giunge Samuele Manfredi. Della neonata formazione vivaio del team World Tour, il ligure era una delle punte di diamante prima che l’incidente che lo ha coinvolto suo malgrado nel dicembre scorso ne interrompesse la carriera, mettendo a rischio la vita. Impegnato in un percorso di riabilitazione proprio in Emilia Romagna, Samuele è andato a riassaporare l’ambiente per lui familiare, con l’auspicio che possa tornarne a far parte a tutti gli effetti in futuro.

Samuele Manfredi con i compagni della Groupama-FDJ Continental al Giro d’Italia Under 23 © Groupama-FDJ Continental

Fuga pericolosa in partenza, il gruppo non lascia spazio. Via libera per quattro italiani
Alle 12.11 Raffaele Babini, direttore di corsa della prova targata Nuova Ciclistica Placci, dà il via ufficiale alla tappa sotto un bel sole estivo; da segnalare la non partenza di Giacomo Ballabio, unico italiano della IAM Excelsior. Si susseguono i tentativi nei primi km, ma bisogna attendere sino al km 12 per la nascita di un drappello, per altro pericoloso data la qualità e la quantità dei presenti: si avvantaggiano gli italiani Edoardo Faresin (Zalf Euromobil Désirée Fior), Fabio Mazzucco (Sangemini-Trevigiani), Cristian Scaroni (Groupama-FDJ Continental) e Riccardo Tosin (General Store), i britannici Jacques Sauvagnargues (Team Wiggins) e Fred Wright (Gran Bretagna), il colombiano Juan Diego Alba (Colombia), l’austriaco Patrick Gamper (Tirol KTM) e il russo Anton Vtyurin (Russia).

A diverse formazioni non va bene che un tentativo con una simile composizione possa prendere il largo e così attorno al km 25, quando la corsa sta per lasciare il riminese per entrare in territorio cesenate, l’azione viene annullata. La fuga che caratterizza la giornata nasce di lì a poco, verso il km 30. Quattro gli elementi presenti, tutti di nazionalità italiana: si tratta del trentino Mattia Baldo (Iseo Serrature Rime Carnovali), del veneziano Riccardo Bobbo (Delio Gallina Colosio Eurofeed), dell’aretino Giacomo Cassarà (Velo Racing Palazzago) e del pesarese Marco Cecchini (Sangemini Trevigiani).

Vano inseguimento per Casarotto, il plotone controlla la situazione
Su di loro prova a riportarsi Davide Casarotto, ma il vicentino della General Store, dopo quasi mezzora di inseguimento solitario in cui non riesce ad entrare nella scia delle ammiraglie, desiste e attende il plotone. I quattro battistrada, intanto, proseguono di comune accordo e passano al km 60 con un margine di poco superiore ai 5′, quota che rappresenta il massimo di giornata; a controllare il gruppo senza eccessiva veemenza sono, oltre alla nazionale britannica del leader Ethan Hayter, la SEG Racing Academy di Kaden Groves e la Tirol KTM di Nicolas Dalla Valle, due dei principali indiziati per il successo di tappa.

Bobbo primo all’intergiro, il gruppo si frattura all’inizio della salita
L’unico elemento degno di cronaca è il transito all’intergiro di Forlimpopoli (km 83.3), con Bobbo che anticipa Baldo, Cecchini e Cassarà; qui il gruppo passa dopo 3’35”, iniziando quel recupero che poi proseguirà anche in seguito. Anche se non in maniera repentina, perché i quattro hanno saputo amministrare al meglio il gruzzoletto che si erano creati: ai 30 km dall’arrivo vantano ancora 2’30”, che scende a 2′ quando la corsa, passando per l’abitato di Tontola, approccia i 20 km terminali.

Gran Bretagna e SEG Racing Academy, con l’aiuto della Dimension Data for Qhubeka, proseguono nella loro opera e danno uno scossone, riducendo a poco più di un minuto il distacco ai piedi del Passo delle Forche. Ed è proprio qui, attorno alla trentacinquesima posizione, che si verifica una banale caduta che coinvolge, fra gli altri, l’uomo veloce della Zalf Enrico Zanoncello; quasi tutti riescono a rientrare, tuttavia almeno momentaneamente il gruppo si era spezzato.

Bobbo e Baldo i più tenaci ma vengono ripresi ai meno 6 km
La fatica per i quattro davanti si fa sentire, soprattutto nel caso di Cassarà; il toscano, dopo aver perso contatto, stringe i denti e rientra, cercando di accelerare a 11.5 km dalla fine, trovando subito la pronta risposta degli altri tre. Il quartetto di testa si dimezza proprio in prossimità del gpm, al km 133.3: Bobbo e Baldo si sfidano e transitano in quest’ordine, mentre prima Cassarà e poi Cecchini devono alzare bandiera bianca.

Il gruppo passa dopo soli 20″ con nientemeno che la maglia rosa Ethan Hayter in testa, seguito dal duo Tirol composto da Georg Zimmerman e Markus Wildauer; sono proprio loro due a fare le curve in discesa, andando a riprendere Cassarà e Cecchini e a ricucire sui due attaccanti superstiti, che entrano negli ultimi 7 km con soli 7″. Il trentino e il veneto si rendono conto che la loro azione non può andare sino al traguardo e si rialzano, venendo ripresi a 6 km dalla fine.

Brunel porta via un terzetto ma, quando più conta, si distrae ed esce dalla contesa
Quando tutto sembra portare ad un epilogo in volata ecco che, a 4700 metri dal traguardo, attacca in un breve tratto di falsopiano Alexys Brunel. Al francese della Groupama-FDJ Continental, valente cronoman, si accodano solo in due, ossia i già citati Georg Zimmermann e la maglia rosa Ethan Hayter. Sin da subito il trio collabora con cambi regolari mentre nel gruppo manca totalmente la volontà di organizzarsi, dando così spazio a tre corridori non certo sconosciuti come i tre davanti.

Macinano il rapporto lungo i tre, che iniziano l’ultimo km con una quindicina di secondi da amministrare; e non solo li mantengono, ma addirittura li aumentano nella breve ma tortuosa discesa che porta alla svolta a sinistra 180 metri dal traguardo. Ed è qui che il terzetto diventa coppia perché Brunel, in terza ruota, si distrae rimanendo con la testa bassa, senza accorgersi di star entrando nella deviazione per le ammiraglie. Il francese frena ed evita di prendere la deviazione, ma non può più lottare per il successo.

Volata a due, nuova vittoria per Hayter. Declassato Di Felice
Si arriva così alla minirampa conclusiva con un duello per la vittoria. Il testa a testa prosegue a lungo e a risultare vincitore è, ancora una volta, Ethan Hayter. Il ventenne della nazionale britannica è autore della quarta vittoria negli ultimi 20 giorni: ancora più impressionante il dato di sette risultati tra i migliori otto nelle ultime sette prove affrontate. Buon secondo Georg Zimmermann (Tirol KTM), le cui tappe più adatte devono ancora arrivare. Terzo a 5″ un deluso Alexys Brunel (Groupama-FDJ Continental).

La volata del gruppo a 14″ vede Francesco Di Felice precedere la concorrenza ed esultare, convinto di aver vinto; ma per il velocista della General Store è una doppia beffa perché verrà poi declassato per sprint irregolare a causa di una netta deviazione. Quarto, dunque, Gregorio Ferri (Zalf Euromobil Désirée Fior), in una top ten che vede poi la presenza di Nicolas Dalla Valle (Tirol KTM), Matthew Walls (Gran Bretagna), Patrick Gamper (Tirol KTM), Markus Wildauer (Tirol KTM), Jake Stewart (Groupama-FDJ Continental) e Mattia Bevilacqua (Team Franco Ballerini).

Un minibuco dopo il tredicesimo fa perdere 3″, un’inezia, a quanti erano dietro. Da segnalare il più pesante ritardo di 2’11” in cui sono incappati, fra gli altri, Edoardo Faresin, Kevin Vermaerke e Jhon Steven Ramírez, fra quanti potevano ambire a curare la classifica.

Hayter vola nella generale, domani la frazione più lunga
In classifica Ethan Hayter incrementa ulteriormente il proprio margine sulla concorrenza; ora il più prossimo dei rivali è Alexys Brunel e paga 14″. Dopo la brutta crono di ieri Georg Zimmermann fa un balzo di ben 119 posizioni, diventando terzo a 25″; quarto e miglior italiano Nicolas Dalla Valle a 26″.

Domani, subito dopo il via da Bagno di Romagna, la carovana lascia l’Emilia Romagna per entrare in Toscana, per la prima delle tre tappe nel territorio regionale. L’arrivo è a Pescia, per quella che è la frazione più lunga dell’intero Baby Giro, dato che misura ben 177.5 km. Assai probabile assistere ad una nuova volata a ranghi compatti, dato il profilo piatto come un biliardo che accompagna i corridori negli ultimi 70 km.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio




Versione stampabile