Luis León Sánchez vince al Tour de Suisse © Getty Images
Luis León Sánchez vince al Tour de Suisse © Getty Images

LuisLe vince alla sua maniera

Tour de Suisse, un attacco nel finale consente a Sánchez di vincere a Langnau. Sagan secondo davanti a Trentin e Asgreen, che diventa leader grazie agli abbuoni

Frazione complessa a Langnau, in quattro provano l’attacco
Dopo la cronometro di ieri, il Tour de Suisse prosegue il suo cammino rimanendo sempre a Langnau con una frazione in linea di 159.6 km; con la volontà di favorire i tifosi, gli organizzatori hanno creato un circuito di 53.2 km da ripetere tre volte caratterizzato dalle dure salite di Schallenberg e Chuderhüsi, per un dislivello più vicino ai tremila che ai duemila metri. Non certo la frazione più semplice, dunque, per iniziare il cammino.

Subito una mancata partenza, quella del francese Bruno Armirail (Groupama-FDJ), alle prese con l’influenza. Non appena lo starter (d’eccezione, dato che si tratta di Fabian Cancellara), dà il via, iniziano gli scatti. Guillaume Van Keirsbulck (CCC Team), Gavin Mannion (UHC Rally Cycling), Claudio Imhof (Svizzera) e Fabien Grellier (Total Direct Énergie) provano ad evadere ai piedi del primo passaggio sullo Schallenberg; non hanno un margine importante, tuttavia riescono a scollinare (km 21.2) con qualche secondo dalla loro – per la cronaca, il primo a transitare è il francese Grellier.

Imhof prende e se ne va in discesa, Bahrain e Bora controllano
In discesa, Imhof riesce ad avvantaggiarsi, sbarazzandosi della compagnia dei colleghi e iniziando una lunga fuga solitaria; gli altri tre rimangono a bagnomaria fino a metà gara, con il gruppo che va a prenderli senza sforzi. A lavorare sono principalmente la Bahrain Merida del leader Rohan Dennis e la Bora Hansgrohe del grande favorito di giornata Peter Sagan, alla ricerca del centro numero 16 nella lunga storia d’amore con la prova elvetica.

Il portacolori della nazionale di casa fa ovviamente man bassa dei seguenti gpm (km 33.4, 75.2 e 87.4), iniziando gli ultimi 75 km con 2’50” sul plotone. Valerio Agnoli e Andrea Garosio per gli emiratini, Maciej Bodnar e Andreas Schillinger per i tedeschi scandiscono il passo, riportando il gap a 1’35” a 60 km dalla fine; consci di essere andati anche troppo forte, i quattro alzano il piede, permettendo al solitario battistrada di approcciare la tornata finale di 53.2 km con un vantaggio di 2’13”.

Ripreso Imhof, il ritmo dell’Astana fa staccare anche Latour e Rui Costa
Come se non bastassero la fatica e il riavvicinamento del gruppo, Imhof ha un problema meccanico a 43 km che lo costringe a prendere la bici di scorta dall’ammiraglia. Complice questo problema, il gap del gruppo scende rapidamente a 1’10” ai meno 40 km, poco prima che venga approcciata per l’ultima volta l’asperità di Schallenberg, alle cui pendici si registra un immediato cambio cromatico in testa al plotone: fanno capolino le maglie celesti dell’Astana con Yuriy Natarov e Rodrigo Contreras a dare una scossa al ritmo.

Con la strada che sale e con il forcing dei kazaki, inizia la selezione da dietro: si staccano diversi velocisti, il primo in assoluto Szymon Sajnok poi seguito da Alexander Kristoff, Elia Viviani, Reinardt Janse van Rensburg, Iván Garcia Cortina, Thomas Boudat, Daniel McLay e Rick Zabel. E non sono i soli, perché poco più tardi, mentre Imhof è già stato ripreso (a 37 km dalla conclusione), il lavoro di Andrey Zeits provoca ulteriori ritardatari, due dei quali attesi a ben altre performance: saltano subito sia Pierre Latour (AG2R La Mondiale), per cui vale la scusante del rientro dall’infortunio, che soprattutto Alberto Rui Costa (UAE Team Emirates), uno che della prova elvetica è spesso stato grande protagonista. Entrambi pagheranno 8’10”, gap che li costringe a rivedere i piani per le prossime tappe.

Fraile attacca, in discesa lo raggiungono Asgreen e Thalmann
Non appena si sposta il kazako, nel team di Vinokourov tocca a Luis León Sánchez che ai meno 32.5 km opera un forcing deciso che ulteriormente seleziona il gruppo, ora forte di una cinquantina di unità; il lavoro del murciano viene finalizzato 1 km più tardi dallo scatto di Omar Fraile, che prende e se ne va cercando il colpaccio. A tirare il gruppo si trova nientemeno che la maglia oro Rohan Dennis, permettendo il gruppo di scollinare (km 129.2) ad una decina di secondi dallo spagnolo.

Già nei primi metri di discesa dal gruppo, sul quale da dietro rientrano in tanti, evadono Kasper Asgreen (Deceuninck-Quick Step) e Roland Thalmann (Svizzera), che si riportano presto su Fraile, formando un terzetto a 27.5 km dal termine. La mossa del danese, ieri capace di chiudere quinto nella crono, ha un senso ben preciso: al km 137.8 è infatti posizionato l’ultimo traguardo volante di giornata dove, per il primo a transitare, sono in palio 3″ di abbuono. Missione compiuta per lo scandinavo, che era partito con 2″ da recuperare su Dennis.

Fränk ci prova vanamente, la grinta di Asgreen è da applausi
Il trio approccia l’ultima salita, la ardua Chuderhüsi (pendenza media del 9.75%), con una ventina di secondi sul plotone dove lavorano Nikias Arndt per la Sunweb, Matej Mohoric per la Bahrain e Daniel Oss per la Bora. Come prevedibile, tra i tre di testa il più a suo agio su tali rampe è Fraile, che ai meno 20.3 km distanzia gli altri due; proprio in contemporanea, dal gruppo evade il beniamino di casa Mathias Fränk (AG2R La Mondiale), provocando l’inizio del lavoro per Kenny Elissonde e per l’unico gregario, seppur di lusso, ancora a fianco di Dennis, vale a dire Domenico Pozzovivo.

I due minuti scalatori vanno a riprendere Fränk e l’affaticato Thalmann a 600 metri dalla vetta, proprio quando un Asgreen mai domo, pur sfoggiando un repertorio di smorfie degno del miglior Voeckler, ricuce passo dopo passo su Fraile, andandolo a superare a 400 metri dalla vetta. Il plotone è alle calcagna, ma il danese non demorde e riesce, seppur per una manciata di metri, a scollinare per primo (km 141.4). Il gruppo è veramente ridotto, composto da non più di una trentina di unità; c’è Sagan, manca invece Matthews, che paga una quindicina di secondi.

Sánchez prende e saluta tutti in pianura
Per un momento, nel falsopiano immediatamente seguente, pare che Merhawi Kudus, Sergio Henao e Domenico Pozzovivo possano avvantaggiarsi, ma subito dopo questa casuale azione viene chiusa sul nascere. Discesa veloce ma non estremamente tecnica quella che riporta verso la pianura, dove si mette in luce, per l’ennesima volta, Kasper Asgreen, che rimane in prima posizione più che altro per rendere complicato l’altrui rientro.

Non appena termina il declivio, in gruppo ci si inizia a guardare; ma è proprio qui, a 11300 metri dall’arrivo, che si muove Luis León Sánchez: il murciano dell’Astana Pro Team parte subito a tutta, approfittando del tergiversare degli altri componenti del plotone, sul quale sono rientrati gli attardati del drappello Matthews. Le prime a reagire sono CCC Team e Mitchelton-Scott che mettono Simon Geschke e Michael Albasini a lavorare; lo spagnolo, però, va come una moto, entrando negli ultimi 7 km con 27″ da amministrare.

L’inseguimento è vano, la vittoria è di Sánchez
Anche il Team Sunweb contribuisce all’inseguimento con i giovani Marc Hirschi e Lennard Kämna, ma invece che diminuire, il gap aumenta, attestandosi a 30″ ai meno 6 km e ai meno 4 km. Il possente Michael Schär fa capolino dai meno 3 km ma è troppo tardi, con il fuggitivo che entra negli ultimi 2 km con 28″ e transita sotto l’arco del km conclusivo con una ventina di secondi scarsi.

Finisce con la vittoria a braccia alzate per Luis León Sánchez, che ha tempo di fare una dedica verso l’alto prima di tagliare il traguardo. Per l’esperto spagnolo è il terzo centro stagionale dopo la tappa e la generale nella sua Vuelta a Murcia e regala l’ennesimo centro stagionale (il ventottesimo) all’Astana Pro Team, che pochi minuti prima aveva esultato non troppo lontano al Critérium du Dauphiné.

Sagan secondo davanti a Trentin, Asgreen nuovo leader
Il gruppo, giunto a 6″, vede Peter Sagan (Bora Hansgrohe) fare la voce grossa in volata, precedendo Matteo Trentin (Mitchelton-Scott). Quarto un inesauribile Kasper Asgreen (Deceuninck-Quick Step), Greg Van Avermaet (CCC Team), Michael Matthews (Team Sunweb), Omar Fraile (Astana Pro Team), Sven Erik Bystrøm (UAE Team Emirates), Nathan Haas (Team Katusha Alpecin) e Ben Swift (Team Ineos). Presenti in gruppo tutti i big, compreso un Fabio Aru apparso pimpante in salita, rimanendo sempre nelle posizioni d’avanguardia.

In classifica Rohan Dennis cede la maglia oro a Kasper Asgreen; il danese ha tremato all’arrivo in quanto, con i 6″ di abbuono presi per la piazza d’onore, è andato ad appaiarlo, trovandosi però dietro nel calcolo dei centesimi della crono. Domani la prova elvetica prosegue con la Flamatt-Murten di 162.3 km, tappa adatta alle ruote veloci.

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