Jesús Herrada conquista la Mont Ventoux Dénivelé Challenge © Agence Zoom
Jesús Herrada conquista la Mont Ventoux Dénivelé Challenge © Agence Zoom

Mont Ventoux Dénivelé Challenge, Herrada stacca il favorito Bardet e vince. Top ten per Ficara

Una delle principali novità del calendario stagionale è la nascita del Mont Ventoux Dénivelé Challenge, prova in linea di 171 km con partenza a Vaison la Romaine e arrivo sul Monte Calvo, raggiunto dal versante di Bedoin. Ben sette le salite in programma e sulla prima, il Col de Toulourenc, attorno al km 15, si forma la fuga di giornata: presenti i francesi Brice Feillu (Team Arkéa-Samsic), Rémy Rochas (Delko Marseille Provence) e Angélo Tulik (Total Direct Énergie), gli spagnoli Alex Aranburu (Caja Rural-Seguros RGA) e Mario González (Euskadi-Murias).

Ammonta a 3’15” il vantaggio massimo concesso dal gruppo, in testa al quale sono AG2R La Mondiale, EF Education First e Intepro Cycling Academy a lavorare. Distacco che scende a 2′ ai meno 40 km e che si mantiene stabile anche ai meno 30 km, quando è la Cofidis a prendere in mano la situazione, con il gap che scende a 1’20” ai meno 20 km.

Sulle prime rampe della salita (che ufficialmente misura 21 km, ma nei fatti le pendenze serie iniziano ai meno 15.6 km) perdono terreno dalla testa sia González che Tulik, venendo poco dopo imitati da Rochas. Rimangono dunque al comando solo Aranburu e Feillu, ossia i due scalatori più pimpanti del drappello, mentre dietro è l’AG2R La Mondiale che si mette di prepotenza in testa.

I savoiardi aumentano l’andatura, andando riprender Feillu ai meno 15 km e Aranburu ai meno 14.4 km, per un drappello già ridotto a non più di venti elementi; ben sei i componenti del trenino AG2R. Tentativo coraggioso a 13.6 km dal termine per Sergio Samitier (Euskadi-Murias), ma lo spagnolo rimane in avanscoperta poco più di mezzo km.

A 12 km dalla fine sono presenti nel gruppo Gallopin, Bardet, Taaramäe, Herrada, Dombrowski, Gesbert, Ficara, Moreno, El Fares, Cristián Rodríguez e Guillonnet. I seguenti a staccarsi sono El Fares ai meno 11.4 km e, a sorpresa, Dombrowski ai meno 10.7 km, arrivato dodicesimo all’ultimo Giro d’Italia e considerato come uno dei pochi in grado di dar fastidio alla AG2R. Niente da fare neppure per Moreno e Rodríguez ai meno 10.5 km, per un drappello di sette elementi sempre tirato da Tony Gallopin.

Dopo aver a lungo stretto i denti, alza bandiera bianca anche Pierpaolo Ficara a 10 km dal termine; salta anche Elie Gesbert a 9.5 km dall’arrivo. Il superlavoro di Tony Gallopin termina a 8.6 km e, immediatamente, parte Romain Bardet; l’unico che cerca di rispondere, peraltro con successo, all’attacco del francese è Jesús Herrada. Preferisce invece andar su del proprio ritmo Rein Taaramäe, ma con il passare dei metri l’estone perde costantemente terreno.

La coppia collabora ma non guadagna su Taaramäe, bravo a rimanere sempre ad una ventina di secondi di disavanzo a 4000 metri dal traguardo. Un velleitario tentativo di Bardet a 2.6 km dall’arrivo non sorprende minimamente Herrada, che risponde perfettamente anche a successivi tentativi ai meno 1.9 km e ai meno 1.4 km. Quando tutto pare indirizzato alla volata, a 400 metri dalla fine, attacca Jesús Herrada.

Ed è lo spagnolo che riesce a staccare il grande favorito, incapace a sua volta di rendere pan per focaccia. Vince dunque il capitano della Cofidis, Solutions Crédits, che rifila 9″ al favoritissimo della vigilia Romain Bardet. Sul gradino più basso del podio a 1’12” sale Rein Taaramäe, quindi seguono Julien El Fares a 1’38”, Elie Gesbert a 2’24”, Javier Moreno a 2’29 e un ottimo Pierpaolo Ficara a 2’40”. Completano la top ten Óscar Rodríguez a 2’43”, Tony Gallopin a 2’52” e Darwin Atapuma a 2’58”.

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