Fred Wright vince a Levico Terme © IsolaPress
Fred Wright vince a Levico Terme © IsolaPress

Giro d’Italia Under 23, fuga in porto a Levico Terme: nuova vittoria britannica con Wright

La settima tappa in linea del Giro d’Italia Under 23, la Dimaro Folgarida-Levico Terme, misura 137.1 km e nel finale è caratterizzato da un circuito ondulato di 17 km da ripetere per tre volte. Tappa da ruote veloci ma, in una corsa anarchica come è stata sinora l’edizione 2019 del Baby Giro, nulla si può dare per scontato.

Come di consueto, subito tentativi d’attacco sin dal via, dato alle 12.35; complice la partenza in discesa, la media oraria dopo i primi 60′ è estremamente alta, dato che vengono percorsi 49.1 km. A questo punto si giunge con una coppia di testa, ossia l’austriaco Patrick Gamper (Tirol KTM) e l’italiano Alexander Konychev (Dimension Data for Qhubeka); all’intergiro di San Michele all’Adige (km 42.3) il loro margine ammonta a 40″.

Le speranze di buon esito per la loro azione crollano drasticamente poco più tardi quando, sulle rampe dell’unica salita vera e propria della tappa, il terza categoria di Albiano, attacca Einer Rubio; il portacolori della Aran Cucine Vejus, terzo in classifica generale, viene agganciato dall’australiano Alexander Evans (SEG Racing Academy) e dall’italiano Andrea Pietrobon (Zalf Euromobil Désirée Fior).

Il terzetto si riporta e stacca sia Gamper che Konychev, scollinando al km 62 (Rubio per primo) con una manciata di secondi sul plotone trainato dalla nazionale colombiana. E gli uomini della maglia rosa riescono a ricucire subito dopo, attorno al km 65. Inizia una nuova fase di scatti e controscatti, prima che si riesca a formare dopo il km 75 un nuovo drappello: presenti gli italiani Emanuele Amadio (Cycling Team Friuli) e Davide Casarotto (General Store), il russo Anton Popov (Velo Racing Palazzago), il neerlandese Ide Schelling (SEG Racing Academy) e il britannico Fred Wright (Gran Bretagna).

A 50.5 km dal termine, quando inizia il primo dei tre giri del circuito di Levico Terme, il cinque di testa passano con 40″ sul gruppo, tirato sempre dalla nazionale colombiana; nel corso della tornata si inframezza Charlie Quarterman ma il britannico della Holdsworth Zappi non ha modo di operare il riaggancio e così a due giri dal termine la fuga vanta 45″ sul solitario inseguitore e 1’20” sul plotone.

Tuttavia il giovane albionico, già messosi in luce nel prologo di Riccione con un sorprendente quarto posto, non demorde e con uno sforzo notevole rientra sulla testa proprio prima del suono della campana: a 17 km dalla fine la situazione vede i sei attaccanti possedere 38″ sul gruppo principale, dal quale senza fortuna hanno provato ad evadere Petr Rikunov (Russia) e l’instancabile Patrick Gamper.

Mentre inizia a piovere sulla corsa, la collaborazione dei fuggitivi è totale e per il gruppo si fa dura: al cartello dei 10 km dalla conclusione la differenza è sempre nell’ordine dei 40″. Il gap scende un po’, ma non di molto, nei km seguenti, tanto che ai meno 4 km il divario è di poco inferiore al mezzo minuto. Quando mancano circa 3 km all’arrivo attacca Fred Wright; il giovane britannico, valente pistard (è stato campione europeo nell’inseguimento a squadre e nell’omnium), prende e se ne va.

Provano a riagganciarlo Quarterman e Schelling, ma è tutto vano: va così a vincere in solitaria il fresco ventenne Fred Wright, alla prima vittoria stagionale a livello UCI. E questo si dimostra sempre più un Giro dominato da due squadre, anzi, nazionali: questo è, infatti, il quarto centro della selezione della Gran Bretagna a cui sommare i tre della Colombia. L’intruso è il solo Fabio Mazzucco, che per la Sangemini-Trevigiani ha preceduto tutti sugli sterrati di Gaiole in Chianti.

Seconda posizione a 15″ per Ide Schelling (SEG Racing Academy), terza a 17″ per Charlie Quarterman (Holdsworth Zappi); ripresi gli altri attaccanti, nel gruppo si sprinta per la quarta piazza a 23″. A ottenerla è il vicentino Nicolas Dalla Valle (Tirol KTM) davanti a Ethan Hayter (Gran Bretagna). Completano la top ten Luca Mozzato (Dimension Data for Qhubeka), Cristian Scaroni (Groupama-FDJ Continental), Julian Mertens (Lotto Soudal Under 23), Daniel Smarzaro (General Store) e Tobias Bayer (Tirol KTM).

In classifica Camilo Ardila (Colombia) mantiene agevolmente la maglia rosa, con Alessandro Covi (Team Colpack) sempre in seconda posizione a 4’13”, Einer Rubio (Aran Cucine Vejus) terzo a 4’41”, Diego Alba (Colombia) quarto a 4’52” e Filippo Conca (Biesse Carrera) quinto a 5’02”.

Domani la corsa si sposta in Veneto con la Rosà-Falcade di 133.6 km: il Passo Cereda e il Forcella Aurine portano negli ultimi 35 km, con il lungo falsopiano verso il traguardo che conosce pendenze più arcigne nel finale, prima di un tratto pressoché pianeggiante dai 1500 metri sino alla linea d’arrivo.

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