Einer Rubio è il primo sul Passo Fedaia © IsolaPress
Einer Rubio è il primo sul Passo Fedaia © IsolaPress

Giro d’Italia Under 23, il Passo Fedaia è di Einer Rubio. La corsa di Camilo Ardila

Dopo dieci giorni e oltre 1100 km percorsi, il Giro d’Italia Under 23 è giunto al suo epilogo con una minitappa, la Agordo-Passo Fedaia di soli 39.9 km. I primi 26 km fino a Caprile sono in costante ascesa, seppur non dura; gli ultimi 13.3 km sono di salita, all’8.2% di pendenza media con punte al 18%. Il tratto più duro comincia da Malga Ciapela, a 5.5 km dalla vetta: da lì sino a Capanna Bill 3 km durissimi sempre attorno al 12%, con tanto di tornanti seguenti che non danno respiro. Tutta la parte finale della salita presenta una media del 10.4% e porta i corridori sino ai 2057 metri dell’arrivo.

Subito dopo il via non mancano i tentativi di allungo, ma l’azione buona è quella di Davide Casarotto. Il vicentino della General Store va tutto solo, con l’austriaco Tobias Bayer (Tirol KTM) e l’italiano Matteo Sobrero (Dimension Data for Qhubeka) che provano ad inseguirlo.

All’intergiro di Alleghe (km 18.9) Casarotto vanta 15″ sui due inseguitori e 25″ sul plotone; subito dopo il transito, Bayer si rialza, felice di essersi garantito la vittoria nella speciale graduatoria. Conscio di questa situazione, Sobrero decide di accelerare, riportandosi su Casarotto in un battibaleno.

Poco dopo l’inizio della salita finale finisce l’avventura di Casarotto e Sobrero; i gregari di Aran Cucine Vejus e soprattutto della nazionale colombiana dettano un’andatura decisa, con il gruppo ridotto a meno di trenta unità a 11 km dalla conclusione; l’unico uomo di classifica a mancare è Alessandro Monaco (Casillo Maserati), decimo al mattino. Il ritmo lo imposta sempre un magistrale Jesús Peña (Colombia), che seleziona ulteriormente il plotone.

Ai meno 8 km perdono terreno anche altri tre uomini in top ten, ossia la coppia della Groupama-FDJ Continental Cristian Scaroni e Simon Guglielmi così come Filippo Conca della Biesse Carrera. Rimangono dunque in tredici nel gruppo di testa: Jesús Peña, Diego Alba e Camilo Ardila per la Colombia, Alessandro Covi (Team Colpack), Einer Rubio (Aran Cucine Vejus), Sean Quinn (Hagens Berman Axeon), Alexander Evans e Ide Schelling (SEG Racing Academy), José Félix Parra e Ibon Ruiz (Equipo Lizarte), Viktor Verschaeve (Lotto Soudal Under 23), Kevin Colleoni (Biesse Carrera) e Manuel Tarozzi (Rappresentativa mista).

Appena passata Malga Ciapela, con Peña che termina il suo sforzo, attacca Ide Schelling, che viene presto raggiunto da Diego Alba. Dopo averci provato una volta, al secondo tentativo anche Einer Rubio riesce ad evadere dal controllo di Alessandro Covi; il varesino, costretto a lavorare tutto solo, va giustamente su del suo passo e si vede partire sia Camilo Ardila che Alexander Evans.

Covi va in crisi a 3.5 km dalla fine, quando davanti rimangono solamente Rubio, Alba e Ardila, con Schelling e Evans a bagnomaria; a  3 km dalla fine Covi paga una trentina di secondi. Il varesino, però, perde ulteriormente, venendo distanziando anche da Colleoni, Peña e Tarozzi; chi invece si trova a meraviglia sulle pendenze più dure è Einer Rubio. L’alfiere della Aran Cucine Vejus distanzia prima la maglia rosa Ardila e poi Alba, iniziando uno strepitoso assolo.

Sotto l’arco dell’ultimo km Rubio transita con una quindicina di secondi sulla neocostituita coppia Alba e Ardila mentre Covi è tutto solo a 1’15” dal solitario leader. Nonostante un ultimo tentativo di Alba, il battitstrada è imprendibile: Einer Rubio taglia il traguardo a braccia alzate, conquistando la vittoria più importante della carriera.

A 25″ di ritardo giungono assieme, tenendosi per mano, Diego Alba e Camilo Ardila; e non è finita, perché è quarto a 34″ Jesús Peña. Quinto a 48″ un bravissimo Kevin Colleoni, sesto a 53″ Ide Schelling, settimo a 1’02” Alexander Evans, ottavo a 1’15” Manuel Tarozzi, nono a 2′ Simon Guglielmi e decimo a 2’07” José Felix Parra. Undicesimo a 2’13” uno stremato Alessandro Covi, giunto assieme a Sean Quinn, tredicesimo a 2’18” Filippo Conca; paga 4’44” Alessandro Monaco mentre, dopo la fuga di ieri, crolla Cristian Scaroni, giunto a 10’45”.

La vittoria finale è del dominatore della corsa Camilo Ardila, che diventa il primo colombiano a conquistare il Baby Giro dai tempi di Carlos Betancur, che vi riuscì nel 2010. E per la prima volta nella storia, il podio viene monopolizzato dalla nazione sudamericana: secondo a 4’10” , infatti, è giunto Einer Rubio, terzo a 4’54” Diego Alba.

Per il secondo anno di fila il miglior italiano è Alessandro Covi; se nel 2018 fu ottavo, stavolta il varesino è quarto a 6’05”. Riesce a tenere la quinta piazza a 8’54” Filippo Conca mentre lo statunitense Sean Quinn è sesto a 9’26”. Pur avendo lavorato da gregario, Jesús Peña è settimo a 11’10”; chiudono la top ten Simon Guglielmi ottavo a 11’29”, Viktor Verschaeve nono a 12’24” e Filippo Zana decimo a 14’33”.

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