Terremoto nel ciclismo cileno: il Comitato Olimpico cancella la Federazione per troppi casi di doping

Ad un mese dal sentito appuntamento dei Giochi Panamericani di Lima 2019, il ciclismo cileno è stato sconvolto da un autentico terremoto che ha portato il Comitato Olimpico Cileno (COCH) a rimuovere l’affiliazione alla Federazione Ciclistica nazionale a causa dei troppi casi di doping.

Nell’ultimo periodo la Federazione era già finita nell’occhio del ciclismo per le accuse lanciare dalla migliore atleta del paese, Paola Muñoz, che era stata sorprendentemente esclusa da Lima 2019. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la doppia positività all’antidoping di Constanza Paredes, bronzo al Campionato Panamericano a Cronometro, e Andrés Silva: entrambi gli atleti erano qualificati e iscritti ai Giochi Panamericani e facevano parte di un gruppo di allenamento riconducibile proprio all’ormai ex vicepresidente federale Sirinio Saavedra che aveva già avuto altri cinque positivi nel recente passato.

«Siamo giunti alla conclusione che era necessario un cambio radicale nella guida del ciclismo nel nostro paese che è stato macchiato da situazioni di disordine amministrativo, occultamento di informazioni rilevanti e ripetute trasgressioni delle norme antidoping» si legge nel comunicato pubblicato dal Comitato Olimpico Cileno che adesso si attiverà per allestire un nuovo ente istituzionale che possa dirigete il ciclismo locale.

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