Il podio del prologo al Sibiu Tour © Sibiu Cycling Tour
Il podio del prologo al Sibiu Tour © Sibiu Cycling Tour

Era un percorso da gomme Slik

Sibiu Tour, il neerlandese della Monkey Town precede Riccardo Stacchiotti e Matteo Pelucchi nel prologo della prova rumena

Dal nostro inviato

Percorso tortuoso tra le strade della bella Sibiu. Il meteo sorride ai corridori
Con l’abituale breve prologo tra le strade del cento città, si è aperta l’edizione 2019 del Sibiu Cycling Tour, gara ormai diventata uno dei principali appuntamenti con il ciclismo nell’Europa sudorientale. Cinque giorni aperti, come detto, dall’esercizio individuale di 2200 metri tra le strade di Sibiu, vero e proprio gioiello culturale nascosto nella Transilvania profonda. Partenza e arrivo sono a Piata Mare, la principale piazza della città come ben comprensibile dalla traduzione – Piazza Grande, in italiano – collegata direttamente ad altri due campi più piccoli, Piata Mica (Piazza Piccola) e Piata Albert Huet, quest’ultima dedicata all’omonimo personaggio del XVI secolo, attivo nella corte della Sassonia. Questo trittico è il cuore della città alta, per un dislivello comunque modesto rispetto alla città bassa.

Il percorso scelto dagli organizzatori non è banale: sono una dozzina le curve ad angolo retto, a cui si aggiungono altre svolte più lievi. Percorso, dunque, adatto a chi riesce a guidare alla perfezione il mezzo, più che ai cronoman tout court. Percorso, inoltre, quasi tutti in lastricato, con solamente 350 metri in asfalto e altrettanti in ciottolato. Da rammentare che, fortunatamente per i 105 in gara, il violento acquazzone abbattutosi nel mattino ha lasciato spazio ad un sole splendente, con temperature gradevoli (sui 25°) e assenza di vento.

Mazzucco primo a partire, sorprende Aebi. Prima volta al via per Davide Bais
Il primo a scendere dalla pedana alle 18 ora locale (le 17 in Italia) è Fabio Mazzucco: il padovano della Sangemini-Trevigiani, recente vincitore della tappa degli sterrati al Giro d’Italia Under 23, si esprime con un discreto 3’40”. C’è vitalità nel primo blocco: Michal Paluta, capace a sorpresa di ottenere domenica il titolo élite, si issa al primo posto con 3’35” ma dura poco, perché Antoine Aebi, a sorpresa, balza al comando con un notevole 3’30”. Questo ventenne della Akros Thömus rimarrà per più di un’ora sullo sgabello del leader, lui che tra i pro’ ha disputato una sola precedente prova contro il tempo, terminando 89° al Triptyque des Monts et Châteaux.

Tra le formazioni al via anche una squadra affezionata a queste latitudini come il Cycling Team Friuli. Pur con soli quattro elementi al via, i ragazzi di Renzo Boscolo sono pronti a correre come di consueto, regalando spettacolo agli appassionati. Tra i quattro c’è anche Davide Bais, appena uscito dal Baby Giro e alla prima uscita nella corsa rumena: l’approccia intanto con un 3’41 che gli vale il 41° posto.

Le forature si abbattono sulla Sangemini-Trevigiani, la Akros piazza il filotto
Percorso tortuoso, si diceva, e a farne la spese è la Sangemini-Trevigiani: prima è Paolo Totò a forare, venendo imitato nel blocco seguente da Niccolò Salvietti. Diversamente dal compagno, il toscano prova a terminare la prova senza cambiare ruota, ma all’ultima curva incappa in una scivolata, concludendo l’esercizio a piedi. Costretto a cambiare il copertoncino è anche uno degli idoli di casa, vale a dire Daniel Crista (Giotti Victoria), che ha preso con troppa foga una curva salendo sul marciapiede e dando origine all’intoppo.

Chi non sembra avere il minimo problema sono gli elvetici della Akros Thömus: pur non avendo fatto il riscaldamento sui rulli, vanno ad occupare momentaneamente il podio con Joël Suter e Nico Selenati, entrambi autori di un 3’30” ma che, per il gioco del centesimi, li posizionano in quest’ordine dietro ad Aebi. Il quale comincia a fare la bocca buona al successo, dato che gli vanno alle spalle alcuni nomi attesi come il beniamino di casa Eduard Grosu (Romania) con 3’34”, la coppia ceca della Elkov-Author composta da Frantisek Sisr e Michael Kurkle con 3’33”, Attila Valter (CCC Development Team) e Serghei Tvetcov, entrambi con 3’39”.

Stacchiotti va al comando, Slik lo supera subito
Quanto rimangono ancora tredici atleti per concludere la giornata, Aebi inizia a sorridere. Ma la sua gioia viene spenta da Riccardo Stacchiotti: il marchigiano della Giotti Victoria, che in prove simili sa il fatto suo, lo spodesta con 3’28”. Tempo 5′, però, e per il ventisettenne arriva il sorpasso targato Ivar Slik: il neerlandese della Monkey Town, tra i possibili outsider, vola in 3’26” a 43.6 km/h di media, che per un tracciato tortuoso come questo è degna di nota.

Storia particolare, la sua: inserito nel vivaio Rabobank, nel 2013 ha la possibilità di diventare stagista della ora rinominata Belkin, per altro non dispiacendo. Il team World Tour lo lascia per un altro anno nella filiale Continental e, nel 2015, arriva la chiamata della Roompot con cui affronta il biennio seguente senza gioie. Lasciato a piedi, trova sistemazione alla Monkey Town dal gennaio 2017: è ad inizio aprile 2018 che vive un momento di svolta. Mentre si allenava con i compagni di squadra, un filo di ferro posizionato per lavori stradali e non adeguatamente segnalato gli si incastra nella ruota anteriore, facendolo letteralmente volare. Il bilancio è pesante: commozione cerebrale, rottura di vari denti e delle cicatrici indelebili sul volto e sul collo. Dopo soli due mesi è di nuovo in gruppo e a metà novembre riesce a cogliere il successo nella terza tappa del Tour of Fuzhou.

Pelucchi termina sul podio, domani la rivincita per lui e Stacchiotti
L’unico pericoloso per la sua leadership è l’ultimo a partire, ovvero sia Matteo Pelucchi: il brianzolo della Androni Giocattoli-Sidermec dà il massimo ma deve accontentarsi di un comunque onorevole terzo posto con 3’29”. Vince dunque Ivar Slik, che regala alla Monkey Town il terzo centro stagionale a livello UCI, il primo in una prova 2.1. Per il secondo anno di fila Riccardo Stacchiotti è il primo dei battuti (un anno fa fu Davide Ballerini a impedirgli di festeggiare); da notare che in quell’ordine d’arrivo il terzo risponde al nome proprio di Ivar Slik. Chi invece è terzo oggi è Matteo Pelucchi: nel dopotappa i due azzurri non rinunciano ad un divertente siparietto, con tanto di scommessa sul risultato di domani.

La top ten viene completata dal trio della Akros-Thömus Antoine Aerbi, Joël Suter e Nico Selenati a 4″, dai neerlandesi della Monkey Towns Rick Pluimers a 5″ e Nel van der Veekens a 7″, medesimo ritardo per i ceci della Elkov-Author Frantisek Sisr e Michael Kurkle che chiudono la top ten. Distacchi contenuti per i potenziali uomini di classifica, tutti raggruppati tra i 9″ di Karel Hnik (Elkov-Author) e i 29″ di Daniel Muñoz (Androni Giocattoli-Sidermec), principale indiziato a succedere sul trono che fu di Bernal e Sosa.

Domani non cambia la città di partenza e arrivo, dato che rimane sempre Sibiu: variano, però, tipo di gara, distanza, altimetria e sedi del via e del traguardo. La Sibiu-Sibiu di 191.8 km è movimentata soprattutto nella prima parte, con il muro di Pauca Brosteni (820 metri al 9.2%) come quarto e ultimo gpm a oltre 70 km dall’arrivo. A meno di sorprese, toccherà agli sprinter darsi battaglia, in un rettilineo lungo quasi 900 metri.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile