Kevin Rivera trionfa a Balea Lac al Sibiu Tour © Dragos Dumitru - Sibiu Cycling Tour
Kevin Rivera trionfa a Balea Lac al Sibiu Tour © Dragos Dumitru - Sibiu Cycling Tour

Rivera smette di fare l’abatino

Sibiu Tour, il talentuoso costaricano della Androni Giocattoli-Sidermec si prende lo scenografico arrivo in salita di Balea Lac davanti al compagno di squadra Daniel Muñoz e diventa il nuovo leader

Dal nostro inviato

Arrivo in salita a Balea Lac, con una strada che vale la pena di affrontare
La Transfăgărășan non è una strada qualunque; costruita negli anni ’70 per motivi militari, collega due delle zone storiche del paese, vale a dire la Transilvania e la Valacchia, oltrepassando i Monti Făgăraș. Il lato nord è quello di gran lunga più scenografico, con un panorama assai simile allo Stelvio, per la gioia di ciclisti e motociclisti che qui vengono da tutta Europa. Complice il clima, la si può affrontare solo da inizio luglio a metà ottobre, prima che il gelo e la neve si prendono il meritato spazio. Di notte, inoltre, è sempre chiusa al traffico, a causa della illuminazione non adeguata.

Questi i meri aspetti tecnici, ma quello che le parole non riescono adeguatamente a descrivere è la bellezza dell’insieme, un vero e proprio Bengodi per gli occhi. Come lo Stelvio, la vastità della valle vista dall’alto pare infinita e i tanti tornanti che la costeggiano, più che una sofferenza, sono momenti di sublimazione del piacere in questo anfiteatro naturale.

Il percorso della tappa prevede l’abituale partenza da Sibiu e, dopo un tracciato sostanzialmente pianeggiante per 135 km, l’arrivo nel lago glaciale di Bâlea Lac a quota 2040 metri, con la neve che ancora fa capolino ai lati della carreggiata. Sono 23.6 i km di salita, con una pendenza media del 6.1% e un dislivello superiore ai 1400 metri; l’ultimo km presenta una pendenza media del 7%, giusto per prolungare la fatica sino all’ultimo.

Martinelli ottimista alla partenza, sono cinque gli attaccanti
Come annunciato non parte Matteo Pelucchi (Androni Giocattoli-Sidermec), in una giornata che evoca buone memorie a Ivan Martinelli: il ventinovenne abruzzese della D’Amico UM Tools ha infatti colto un anno fa nel medesimo traguardo un valido ottavo posto, piazzamento confermato in classifica. L’ex Aran Cucine alla partenza si è mostrato fiducioso di poter ottenere un risultato di qualità anche in quest’edizione.

Il km 0 viene varcato alle 10.54 ora locale e, come d’ordinanza, iniziano i tentativi di evasione: nessuno va via sul dentello iniziale di Dealul Dali (km 5.6) conquistato da Simone Sterbini (Giotti Victoria) e bisogna attendere il km 25 affinché si formi la fuga buona. La compongono Alexander Amiri (303 Project), Emanuele Onesti (Giotti Victoria), Angelo Raffaele (D’Amico UM Tools), Jon Bozic (Adria Mobil), già all’attacco ieri, e il compagno della maglia gialla Timo Güller (Akros Thömus).

Dietro controllano, davanti c’è chi fa il furbo
Il gruppo, scottato da quanto accaduto nella giornata di ieri, non tergiversa se non nei primi km, consentendo loro di arrivare a possedere sino 6’30” al km 50, poco prima del passaggio sul traguardo volante di Agnita (km 54) vinto da Raffaele su Onesti, ribaltando così l’ordine di transito al precedente sprint di Nocrich (km 28.6). A lavorare in testa al plotone sono le maglie di Androni Giocattoli-Sidermec, CCC Development Team e Gazprom-RusVelo, che tengono un ritmo bilanciato anche sulle tortuose stradine posizionate dopo il gpm di Vard (km 61.1), vinto da Bozic.

Il caldo si fa sentire e per i battistrada non è semplice proseguire l’incedere; il primo a farne le spese è Raffaele che, su uno zampellotto al km 9, perde inesorabilmente contatto. L’arancione della CCC colora l’avanguardia del gruppo, che si fa sempre più vicino e approccia gli ultimi 50 km con solo 1’30” da recuperare; anche perché davanti la collaborazione inizia a latitare, complice la non volontà di tirare da parte di Giller, che fa arrabbiare un Bozic che lo prende a male parole. Per non saper né leggere né scrivere, lo sloveno decide allora, quando rimangono circa 40 km da affrontare, per due volte di allungare in modo da farlo saltare. Obiettivo centrato al secondo tentativo, complice un Onesti che volutamente gli fa il buco mandandolo fuori giri.

Onesti e Amiri ultimi superstiti, Androni e CCC lavorano in salita
Ma chi di tattica ferisce, di tattica perisce: a 33 km dalla fine, all’inizio di un zampellotto, Onesti attacca con Amiri che riesce a rispondere diversamente da Bozic, che opta per terminare qui la propria fuga. Il teatino passa primo al traguardo volante di Albota (km 133.7), diventando così virtuale leader della speciale graduatoria; per quanto il margine suo e di Amiri sia di 1’40” a tale riferimento, l’esito della loro azione è segnato e, di fatti, vengono riassorbiti a 24 km dalla conclusione, giusto poco dopo l’inizio della lunga salita.

Androni e CCC si dividono il lavoro con un uomo a testa, per una selezione che avviene solo da dietro e coinvolge gregari, fuggitivi della prima ora e velocisti. Nessuno prova a smuovere le acque, per un drappello ancora forte di una cinquantina di unità al cartello dei 10 km dalla fine; sul ritmo di Matteo Busato c’è maggior selezione e, di fatto, l’opera del trevigiano della Androni ha il merito di dare il là alle danze.

In quattro rimangono davanti, la maglia gialla si stacca
Il primo che cerca di involarsi è Danilo Celano (Amore&Vita-Prodir), che a 8500 metri dal termine allunga con Daniel Muñoz (Androni Giocattoli-Sidermec) a ruota e Radoslav Rogina (Adria Mobil) che tenta di riportarsi sotto; quel che rimane del gruppo si spezza in tre tronconi e del primo non ne fa parte la maglia gialla Justin Paroz (Akros Thömus), rimasto solo e affaticato dai quasi 170 km di fuga di ieri.

Celano e Muñoz vengono ripresi da Mattia Bais (Cycling Team Friuli) e Kevin Rivera (Androni Giocattoli-Sidermec), andando così a formare un quartetto coeso e che guadagna su tutti quanti alle loro spalle, proprio mentre iniziano le pendenze più dure della salita, dove i tornanti dominano e la temperatura si abbassa poco oltre i 10°, complici anche delle nuvole basse che fanno capolino, fortunatamente senza riversare la prevista e temuta pioggia.

Gli Androni fanno la differenza, Rivera torna a vincere
Ci si avvicina sempre più a quota 2000, terreno prediletto per gli scalatori latinoamericani: e anche stavolta la regola viene rispettata, con la coppia Androni che prima distanzia Celano e poi Bais, entrando negli ultimi 4 km con una quindicina di secondi sul volitivo trentino. La Elkov cerca disperatamente di chiudere in favore di Schlegel, ma i buoi sono ormai scappati e il ritardo supera il mezzo minuto.

Davanti i due vanno, ovviamente, di comune accordo, ma Muñoz non riesce a tenere il passo del più giovane compagno di squadra, che lo attende in un paio di occasioni. Ma quando mancano circa 700 metri alla vetta, il costaricano piazza la progressione decisiva, che fa perdere qualche metro al colombiano, incapace di richiudere il gap. Va così a vincere per la prima volta in stagione, e per la prima volta in carriera in Europa, Kevin Rivera: il da poco diventato ventunenne, dopo un periodo in cui non è apparso sempre al massimo delle potenzialità, forse anche a causa di qualche limite caratteriale. Il minuto scalatore giustamente, nelle parole del dopotappa, già pensa alla decisiva giornata di domani.

Secondo Muñoz, tanti italiani tra i 15
In seconda posizione a 5″ conclude un comunque buono Daniel Muñoz, per una doppietta Androni Giocattoli-Sidermec ipotizzabile alla vigilia ma che ovviamente non è mai semplice da tradurre in pratica. Lo sprint per la terza piazza vede l’esperto Radoslav Rogina (Adria Mobil), che a fine anno terminerà la carriera, giungere a 38″ distanziando di 2″ Serghei Tvetcov (Romania) e Ildar Arslanov (Gazprom-RusVelo). Sesta piazza a 45″ per Pierpaolo Ficara (Amore&Vita-Prodir) che apre una lunga serie di italiani, interrotta solo momentaneamente dal ceco Michal Schlegel (Elkov-Author), settimo a 48″.

Seguono, infatti, Mattia Bais (Cycling Team Friuli) a 48″, Danilo Celano (Amore&Vita-Prodir) a 1’08”, Marco Tizza (Amore&Vita-Prodir) Alessandro Bisolti (Androni Giocattoli-Sidermec) a 1’17” e Fabio Mazzucco (Sangemini-Trevigiani) a 1’19”. Si difende come può Justin Paroz, alla fine ventesimo a 2’25”, mentre la delusione di giornata risponde al nome di Attila Valter che, dopo aver fatto lavorare a lungo i suoi CCC, è tredicesimo a 1’20”, giusto davanti a Filippo Zana (Sangemini-Trevigiani).

In sette fuori tempo massimo, domani l’arrivo in salita di Paltinis
Non va invece bene ad altri azzurri: su sette atleti giunti fuori tempo massimo (indicato al 15%, ossia in 40’16” dal vincitore), quattro sono atleti del Belpaese. Termina anzitempo la corsa di Filippo Ferronato, Angelo Raffaele, Simone Sterbini e di un Emanuele Onesti che così, dopo il tanto impegno, si vede sfumare la maglia dei traguardi volanti. Fine gara anche per Gustavo Miño, Kirill Sveshnikov e soprattutto per Eduard Grosu, con la nazionale rumena ora ridotta al solo Tvetcov.

La classifica generale vede ora al comando Kevin Rivera con 17″ su Daniel Muñoz, 24″ su Justin Paroz, 41″ su Radoslav Rogina, 42″ su Serghei Tvrtcov, 43″ su Ildar Arslanov, 50″ su Pierpaolo Ficara, 53″ su Michal Schlegel, 1′” su Mattia Bais e 1’18” su Alessandro Bisolti. Domani spazio alla seconda e ultima giornata di salita, con l’arrivo nella stazione sciistica di Paltinis dopo 159.4 km dal via di Sibiu: tutti contro la Androni, ma per i ragazzi qui diretti da Leonardo Canciani non è certo una novità.

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