Marianne Vos prima anche a San Giorgio di Perlena © Giro Rosa/Ossola
Marianne Vos prima anche a San Giorgio di Perlena © Giro Rosa/Ossola

Uno Vos Tres, vince sempre Marianne

La fuoriclasse della CCC Liv conquista la sua terza tappa in questo Giro Rosa 2019; terza Elisa Longo Borghini, Annemiek van Vleuten sempre in rosa

Con la durissima due giorni in Valtellina ormai alle spalle, il Giro Rosa si è spostato in Veneto per una settima tappa interamente sui colli vicentini: erano le stesse strade su cui vinse l’anno scorso Marianne Vos ed è stata proprio la fuoriclasse neerlandese ad esultare nuovamente oggi sul traguardo di San Giorgio di Perlena. Vos ha colto così la sua terza vittoria di tappa di questa edizione dopo quelle di Viù e Piedicavallo ed ancora una volta la stella della CCC Liv ha fatto la differenza grazie ad una magnifica volata in salita: la sua esplosività non l’abbiamo certo scoperta quest’anno e su questi arrivi in pendenza la rende un’atleta assolutamente letale per le avversarie, a maggior ragione se come oggi lo sprint arriva al termine di una tappa il cui percorso ricordava quello di una classica.

Tanti attacchi, ma l’unica fuga è di Kirchmann
Oggi alla partenza di questa settimana tappa c’era il sentore che una fuga dalla lunga o media distanza potesse avere successo, anche perché tante squadre di alto livello sognano di chiudere questo Giro Rosa con almeno una vittoria di tappa. Ma nel ciclismo quando tutti vogliono andare in fuga, il risultato più comunque è che la fuga non riesce a sganciarsi: fin dai primi chilometri, infatti, in corsa abbiamo avuto numerosi tentativi di allungo, ma ogni volta c’è stato un controscatto che ha annullato tutto riportandosi sotto il plotone. Per quasi 90 chilometri, le fughe non hanno mai avuto più di 15″ di vantaggio e sono sempre state neutralizzate nel giro di cinque chilometri al massimo.

L’unica azione degna di nota è stata quella della canadese Leah Kirchmann, già all’attacco nel corso della quinta tappa: l’atleta della Sunweb è partita tutta sola quando mancavano circa 35 chilometri al traguardo quando erano già state affrontate per una volta sia la salita di San Giorgio di Perlena, sia quella de La Rosina. Kirchmann ha preso fino a un minuto di vantaggio sul gruppo principale e ha tirato dritto senza fare molti calcoli: alcune inseguitrici hanno provato ad uscire dal gruppo delle migliori per riportarsi su di lei, Wiles, Thomas e Markus in particolare, ma Kirchmann non ha mai rallentato per aspettarle neanche quando erano a pochi secondi. La 29enne canadese della Sunweb, vincitrice di una tappa al Giro Rosa nel 2016, ha superato in testa il secondo passaggio sulla Rosina, ma poi ha dovuto arrendersi a 12 chilometri dall’arrivo quando sullo strappo della Tisa hanno iniziato a muoversi le big di alta classifica.

Un finale di tappa scoppiettante
Se per la maglia rosa i giochi sembrano ormai chiusi già dall’arrivo al Lago di Cancano, la lotta per il podio è più aperta che mai ed una tappa come quella di oggi poteva essere un’occasione per guadagnare secondi importanti, soprattutto nel caso in cui la fuga non avesse avuto spazio. E così è stato, con la fuga di Kirchmann annullata proprio su un’accelerazione di Lucinda Brand e Anna van der Breggen che ha decisamente selezionato il gruppo principale: tra la prima parte di salita ed il successivo muro in pavé ai meno 9 chilometri solo una decina di atlete è riuscita a rimanere davanti con Brand e Spratt particolarmente attive nel tenere alta l’andatura e cercare di portare via un gruppetto più piccolo.

Gruppetto che è riuscito a partire quando mancavano circa 5 chilometri con uno scatto di Soraya Paladin (Alé Cipollini) alla quale si è prontamente accodata Marianne Vos: nel giro di poche pedalate sono poi rientrate anche Erica Magnaldi (WNT-Rotor) e Lucinda Brand (Sunweb) che hanno dato vita ad un quartetto molto pericoloso e capace di prendere rapidamente una manciata di secondi di vantaggio. Nel frattempo il gruppo della maglia rosa si era rinfoltito e Mitchelton-Scott e Boels-Dolmans non hanno voluto dare spazio a questo tentativo: la prima parte del gruppo è quindi tornata compatta a circa 3 chilometri dall’arrivo proprio all’inizio della rampe dell’ascesa verso il traguardo di San Giorgio di Perlena.

Fucilata micidiale di Vos
A quel punto avevamo davanti un drappello di circa 25 atlete e la Sunweb ha provato ancora ad anticipare la volata: se in precedenza di erano mosse Kirchmann e Brand, ai meno 2 chilometri è toccato a Floortje Mackaij che ha provato a sorprendere le rivali partendo da dietro ed è rimasta in testa sola fino ai 700 metri finale quando è stata riassorbita dalle inseguitrici. Dopo due vittorie di tappa consecutive, oggi Annemiek van Vleuten ha provato a mettersi a disposizione della compagna di squadra Amanda Spratt nell’ultimo chilometro, ma l’impressione è che la trenata della maglia rosa sia stata talmente forte da imballare le gambe dell’australiana che infatti non hanno risposto a dovere nelle ultime centinaia di metri.

La volata finale in salita è stata presa davanti da Anna van der Breggen, ma l’accelerazione di Marianne Vos è stata assolutamente bruciante e non ha lasciato scampo alla campionessa del mondo in carica che comunque ha chiuso in seconda posizione e unica classificata con lo stesso tempo della vincitrice. Con il suo scatto, infatti, Vos ha mandato in mille pezzi il gruppetto delle atlete di classica con buchi di alcuni secondi qua e là: Elisa Longo Borghini ha confermato il suo trend di crescita portando a casa un altro terzo posto a 3″ di distanza, stesso distacco della maglia rosa Annemiek van Vleuten che ha tagliato il traguardo in quarta posizione, poi a 9″ sono arrivate Demi Vollering, Soraya Paladin, Kasia Niewiadoma, Ashleigh Moolman e Ane Santesteban, a 12″ Amanda Spratt e la giovane colombiana Paula Patiño, a 15″ Sofie De Vuyst, Julie van de Velde, Lucinda Brand, Katie Hall ed Erica Magnaldi.

Van Vleuten tranquilla in rosa, domani ancora salite
In classifica generale a tre tappe dal termine abbiamo quindi Annemiek van Vleuten con 4’08” di vantaggio su Anna van der Breggen e 4’23” su Kasia Niewiadoma ma abbiamo ancora tante atlete in lotta per il podio, comprese le italiane Elisa Longo Borghini, sesta 5’43”, ed Erica Magnaldi, decima a 6’46”. In maglia bianca di miglior giovane c’è sempre la francese Juliette Labous con un vantaggio superiore ai sei minuti sulla più immediata rivale, mentre Annemiek van Vleuten comanda sia nella classifica a punti che in quella dei gran premi della montagna.

Domani l’ottava tappa del Giro Rosa andrà da Vittorio Veneto a Maniago per un totale di 133.3 chilometri con due gran premi della montagna. Attenzione soprattutto alla presenza della Forcella di Pala Barzana dopo una sessantina di chilometri, ascesa durissima e discesa molto tecnica che le atlete hanno già affrontato al Giro Rosa 2017 seppur in senso contrario: è molto distante dal traguardo, ma potrebbe esserci una selezione naturale e qualche atleta potrebbe anche cercare di mandare in crisi le rivali per il podio.

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